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Per vendere adesso bisogna puntare sul “consapevolismo emozionale”.
Le tasche dei consumatori e la tutela del pianeta i temi che funzionano di piu’. Out edonismo, frivolezza e aspirazionalismo esasperato. In ogni settore green, qualita’ della vita e cura del consumatore i messaggi da adottare
Sostenibilita’, attenzione per il sociale, cura dell’ambiente, ma soprattutto una forte attenzione alle tasche dei consumatori. Sono questi i temi su cui fa leva oggi, quello che gli esperti chiamano “consapevolismo emozionale”, la nuova frontiera della comunicazione pubblicitaria che al linguaggio emozionale unisce valori e sentimenti che hanno rispetto del consumatore, delle famiglie e di tutte le persone che attualmente si trovano in difficolta’. La crisi ha dato una svolta epocale al modo di comunicare mandando definitivamente in pensione la “Milano da bere”, e decretando quella che metaforicamente puo’ definirsi piu’ come la “Milano da curare”. Da grosse aziende come Enel, Eni, Ferrero, Ottica Avanzi, ecc. fino agli enti pubblici la pubblicita’ e’ sempre piu’ attenta alla cura del consumatore. E’ quanto emerge da uno studio realizzato in occasione della Settimana della Comunicazione, e curato dagli esperti di Found!, la prima mood marketing communication agency in Italia, che ha realizzato un monitoraggio sugli spot in circolazione negli ultimi tre mesi e attraverso interviste ad esperti di comunicazione, pubblicita’, estetica e marketing, con lo scopo di verificare quanto e come e’ cambiato il modo di fare comunicazione a livello pubblicitario. “Volevamo comprendere quali sono i valori oggi che la pubblicita’ utilizza per colpire il cuore dei consumatori, – afferma Saro Trovato , mood maker di Found! - e se l’attuale periodo di crisi globale ha inciso e in che modo sulla reclame. Non poteva che essere cosi’ anche perché la pubblicita’ e’ uno specchio dei tempi e della cultura prevalente in un dato momento storico. Oggi il consumatore ma soprattutto la Terra sono al centro delle attenzione delle aziende e dei creativi”.
Ecco quindi che oggi la pubblicita’ non ha perso sicuramente la capacita’ di creare un’emozione (56%) ma allo stesso tempo e’ fortemente attenta all’aspetto risparmio (58%) e al sociale a 360° (36%). In tutti gli ambiti comunicativi, c’e’ piu’ attenzione al messaggio (31%), si utilizzano sempre piu’ strategie integrate fra diversi mezzi (17%) e in generale il pubblico e’ al centro del messaggio (21%). La pubblicita’ appare piu’ vicina al sentimento reale della gente (23%), a differenza dei tratti edonistici e fortemente estetici che veicolavano un immagine fin troppo patinata (17%). Sempre secondo gli esperti, oggi la pubblicita’ e’ piu’ efficace nel veicolare i valori dell’azienda perché riesce facilmente a trasmetterli al consumatore (34%), sensibilizzando e rendendolo piu’ partecipe (24%). In altre parole il cambio di rotta e’ avvenuto soprattutto a livello di contenuti, sviluppati secondo logiche che mettono al centro dell’interesse tematiche quali la tutela del consumatore (26%), la sostenibilita’ ambientale (18%), e un maggior interesse per il sociale e il rispetto del prossimo (14%).
Certo ci sono alcuni accademici che non hanno alcuna fiducia sul successo della pubblicita’ tradizionale nei prossimi anni tra questi Mario Morcellini, preside della Facolta’ di Scienze della Comunicazione dell’Universita’ La Sapienza di Roma: “La cultura della televisione e dell’immagine sta vacillando, e la ‘disinfiammazione televisiva’ e’ un indicatore importante della riarticolazione delle pratiche comunicative degli italiani. Per questo trovo piu’ efficaci i mezzi nuovi e seminuovi, che cercano la condivisione e l’esperienza attraverso contenuti intelligenti, enigmatici, accattivanti, divertenti o emozionanti.”
A tal proposito si e’ espresso anche Carlo Gelosi, docente di sociologia dell’ambiente e del territorio ed esperto di comunicazione pubblica: “La comunicazione pubblicitaria sui grandi media non e’ capace di coinvolgere in nessun modo perché ancora non sa fondarsi contemporaneamente sui 4 pilastri della partecipazione: informazione, comunicazione, partecipazione e empowerment della gente (ovvero promozione valorizzazione delle capacita’ delle gente). Quindi, al momento e’ sulla rete che si possono proporre iniziative comunicative che valorizzino poi l'ascolto della gente. soprattutto sui i temi che piu’ coinvolgono i cittadini.”
Convinto invece della sua salvezza a condizione di essere piu’ vicina alle problematiche della gente Giorgio Triani, docente di sociologia delle comunicazioni di massa all’Universita’ di Verona ed esperto di pubblicita’, infatti sottolinea che “un buon prodotto ha successo se ben comunicato. E la comunicazione pubblicitaria, per essere efficace deve essere originale, inedita, veloce, vicina al sentire delle persone. Il suo potere sta nel non essere percepita come un nemico e anzi, entra nella vita di tutti senza chiedere il permesso e senza trovare resistenze, distinguendosi nella massa per la capacita’ di emozionare. In definitiva si puo’ dire che e’ avvertito un certo consapevolismo emozionale nella comunicazione pubblicitaria”.
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