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Una rete per emergere

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Liguria
Scritto da Francesca Sanguineti   
Mercoledì 14 Settembre 2011 19:29

Previsto per venerdì 16 settembre, il convegno ha lo scopo di valorizzare la rete nazionale ed europea dei Centri di Solidarietà.


Una rete per emergereGenova, mercoledì 14 Settembre 2011 - Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere Liguria e Celivo – Centro servizi al volontariato della provincia di Genova - organizzano il convegno "Una rete per emergere", attesi gli interventi di volontari con forti competenze ed esperienze a livello nazionale e internazionale per un vero e proprio momento di confronto globale.

Trasmettere la cultura della collaborazione in ambito internazionale; mettere a tema il ruolo del volontario; celebrare l’Anno Europeo del Volontariato e farne un trampolino di rilancio per il futuro. Questi sono alcuni dei motivi alla base dell’organizzazione del convegno fissato per venerdì 16 settembre alle ore 17 a Villa Ronco, sede del Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere Liguria, organizzato in partenariato con il Celivo nell’ambito delle iniziative del 2011.

La Direttrice del Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere Liguria, Graziella Avanzino, aprirà il convegno presentando l’attività e l’evoluzione del Centro, attivo nell’assistenza sociale e promozione culturale per la valorizzazione della persona in ogni suo aspetto, dimensione e momento della vita, nel tempo specializzatosi nell’orientamento e nell’accompagnamento al lavoro di persone in disagio sociale. Il Centro opera con le Case Circondariali di Chiavari e di Genova Pontedecimo per l’inserimento al lavoro di detenuti e sostiene il progetto "educare al lavoro", finalizzato all’accompagnamento lavorativo di minori e giovani a rischio di devianza attraverso percorsi formativi.

Enrico Tiozzo, Presidente della Federazione dei Centri di Solidarietà della Compagnia delle Opere, farà il punto sulla “rete per emergere” e sulle attività dei Centri italiani ed europei, ad oggi oltre cento su tutto il territorio. L’esistenza e il buon funzionamento di una rete nazionale di CdS che collaborano tra loro attraverso lo scambio di buone pratiche, il trasferimento delle attività e la condivisione degli strumenti, assicura una elevata efficienza in termini di acquisizione di un bagaglio di competenze professionali specifiche spendibili sul territorio.

Elemento strategico è altresì la costituzione di sinergie a livello locale, nazionale ed europeo tra il volontariato, le Istituzioni e gli Istituti Scolastici; ne è esempio la rete di rapporti con il Centro di Solidarietà di Madrid, molto simile a Genova a livello di problematiche sociali dei quartieri soprattutto riguardanti giovani appartenenti a fasce deboli o stranieri. Il centro porta avanti da anni una collaborazione sistematica con gli operatori del mondo scolastico per trovare formule innovative di orientamento al lavoro per i liceali e gli universitari.

In tale contesto si cala l’intervento della Professoressa Clara Caselli, Preside di Facoltà di Economia della Universidad Catolica Sede Sapientae di Lima, formatrice decennale di operatori del terzo settore nazionali ed europei presso l’Università Europea Carlos III di Madrid. Clara Caselli, volontaria del CdS, conosce in prima persona le attività dei Centri di Solidarietà situati nei quartieri poveri di Madrid e porterà quindi al convegno un binomio di competenze professionali ed esperienze personali.

Per completare l’argomento un giovane del Centro Liguria porterà la sua testimonianza di volontario condotta presso il CdS di Madrid in un intervento intitolato “fare insieme senza frontiere”. In contesto di tale confronto non poteva mancare una significativa esperienza italiana, compito affidato a Vincenzo Sinatra, Direttore del centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Siracusa, con cui la Liguria coopera attivamente da molti anni.

Il CdS di Siracusa, operativo dal 1986, assiste con l’aiuto dei volontari cento famiglie nelle zone degradate della città. Negli anni sono state avviati servizi che vanno dal sostegno ai minori con difficoltà scolastiche, a forme di sostegno finanziario, a collaborazioni con strutture e associazioni sportive ed enti pubblici. Il convegno entrerà quindi nella seconda fase, una tavola rotonda a cui partecipano operatori e volontari italiani e stranieri di altri centri, case famiglia, centri di ascolto, Istituzioni, Istituti Scolastici, Asl.

La Professoressa Caselli avrà il compito di chiudere il convegno con il tema “metodi e strumenti per un futuro unito tra il volontariato d’Europa”.

« Con questo evento il Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere Liguria vuole trasmettere la cultura del “fare insieme”, della collaborazione con altri Paesi e nel nostro coinvolgendo i soggetti pubblici e privati nelle progettazioni » afferma la Direttrice Graziella Avanzino. «Questo modo di essere ha condotto i nostri centri al miglioramento dei servizi, al raggiungimento degli obiettivi, al valorizzazione del volontariato e al bene comune».

Il Convegno “UNA RETE PER EMEGERE” si svolgerà venerdì 16 settembre dalle ore 17 alle 23 presso Villa Ronco, Via Nino Ronco 31 (Sampierdarena).

Per informazioni e adesioni al convegno e alla cena contattare Mariasole Gerini telefonando al n. 010.2624440 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16.

Informazioni su Centro di Solidarietà della compagnia delle Opere Liguria:

Nato a Genova nel 1986 a seguito della libera iniziativa di giovani, studenti universitari e lavoratori, il Centro di solidarietà ha avviato la sua attività a partire dall’orientamento al lavoro, mediante operatori già impegnati come volontari nell’elaborare modalità di aiuto all’inserimento non occasionale ed estemporaneo ma con approcci e struttura originali ed organizzati. Da novembre 2008, sollecitati da Case Famiglie appartenenti alla Consulta Diocesana di Genova, è stato avviato il progetto di accompagnamento dei giovani al mondo del lavoro attraverso percorsi formativi. Tale esperienza si è ampliata verso le Case Circondariali della provincia di Genova nell’ottica di rivolgere tutte le azioni a favore dell’inserimento lavorativo di persone in forte disagio sociale (ex detenuti – ex tossicodipendenti – ragazze madri – stranieri etc.).
Informazioni su Celivo:

Celivo è il Centro di servizi al volontariato della provincia di Genova. E’ un’organizzazione di volontariato di secondo livello, creata e gestita direttamente dalle associazioni del territorio. Ha lo scopo di sostenere e promuovere il volontariato e la cultura della solidarietà attraverso l’erogazione di servizi gratuiti rivolti alle associazioni e ai cittadini interessati ad avere informazioni e orientamento.

www.celivo.it

 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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