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The Interpreter

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Liguria
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 07 Luglio 2010 19:51

Il nuovo lavoro multimediale di Sergio Ramazzotti


Parallelozero lo presenterà in anteprima, il 30 luglio al festival di fotogiornalismo Open Wound, al Borgo della Fotografia, Santo Stefano al Mare (Im).
Quante volte si può morire? Quante rinascere? E quante cambiare al punto da essere irriconoscibili anche ai propri cari?

Nell’Iraq del 2003, Mohaned, un giovane sciita di Baghdad, era un DJ. Ha assistito a tutte le atrocità della guerra e allo spettacolo del proprio paese che naufragava nell’anarchia.
Il giorno in cui gli americani entrano a Baghdad, come la maggior parte dei giovani iracheni, cerca di continuare a vivere una vita normale. Per farlo non conosce altra via se non quella di armarsi di un Kalashnikov  e attrezzarsi per sopravvivere al caos che domina l'Iraq.

La sua indole pacifica lascia il posto a un istinto violento, animale, che lo porta vicino all’autodistruzione. Con l’aiuto dell’autore fugge e approda in Italia, ma dura solo pochi mesi, fino a quando le circostanze non lo costringono a tornare a casa. Qui Mohaned si arma di nuovo e quando, disper ato, sembra a un passo dall’unirsi ai mujahedin,  è costretto a indossare l’uniforme dei Marines nel ruolo di interprete, e si ritrova nel mirino degli insorti con una taglia sulla testa.

La sua esistenza diventa una continua fuga dalla morte, e le notti una continua, estenuante attesa dell’alba. Fino al matrimonio fallito, all’ennesimo colpo di scena e al drammatico, inaspettato epilogo. Mohaned, con la sua esistenza da romanzo, diventa in un certo senso l’archetipo di tutti i civili iracheni costretti a vivere nel loro paese rivoluzionato dall’intervento militare alleato. E The Interpreter, un toccante multimedia di 33 minuti sugli ultimi sette anni della sua vita, è uno straordinario documento di denuncia e, al tempo stesso, lo spunto per una profonda meditazione sulle conseguenze della guerra.


 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?
 
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