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Rolando Mignani: tra segno e simbolo

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Liguria
Scritto da Ufficio Stampa   
Sabato 27 Novembre 2010 14:28

Una  mostra allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce che ripercorre l'intera vicenda creativa dell'autore


Rolando Mignani: tra segno e simboloROLANDO MIGNANI (Genova, 1937-2006) è figura di spicco nel campo delle sperimentazioni verbovisuali che a partire dagli anni '60 hanno rivestito un ruolo vitale nella scena artistica contemporanea, trovando in Genova uno dei principali centri di elaborazione, attraverso le esperienze promosse da Martino e Anna Oberto attorno ad "Ana eccetera" (con il coinvolgimento di autori come Corrado D'Ottavi, Giampaolo Barosso, Felice e Vincenzo Accame) e dal Gruppo di Studio, animato da Guido Ziveri e Luigi Tola.

Di estrazione operaia (ha lavorato a lungo in fonderia), Mignani esordisce prendendo parte all'avventura di Tool, la rivista creata da Ugo Carrega nel 1965 attorno alla proposta di una "poesia simbiotica", volta a far interagire nella pagina poetica, su un piede di parità, gli aspetti visivi (lettering, forma, segno, colore) con gli elementi verbali (suono, significato) tradizionalmente dominanti.

All'intensa attività espositiva - nel cui ambito, oltre alle numerose personali in Italia e all'estero, assumono particolare rilievo le presenze a rassegne di grande spessore storico-critico come "Italian Visual Poetry 1912-1972", allestite da Luigi Ballerini al Finch College Museum di New York e quindi alla GAM di Torino nel 1973, e "Fra significante e significato", Collegio Cairoli, Pavia 1975, introdotta da Renato Barilli - attorno alla metà degli anni '70 si affianca la produzione di libri d'artista (da "La rimozione dell'orecchio nell'elargizione dell'occhio", Sileno, Genova 1975, a "Quaderno di appunti per la rimozione delle nome e dei cosi", La Nuovo Foglio, Macerata 1976).
Sul finire di quel decennio nel lavoro di Mignani si viene poi accentuando una suggestiva propensione oggettuale che sfocia nella realizzazione di costruzioni tridimensionali e si espande sino ad attingere, seppure episodicamente, la misura dell'installazione.

Significativo risulta anche l'impegno di animazione culturale esercitato sia nella relazione dialogica con giovani artisti e performers genovesi (Galletta, Bignone, Bucci) sia attraverso la partecipazione a riviste ("Atelier Bizzarro", 1973; "Stato inferto", 1981) e - soprattutto - con la redazione di "Ghen Liguria" (1981-1985), per la quale ottiene i contributi teorici di protagonisti della scena filosofica ed estetologica, da Jean-Luc Nancy a Mario Perniola; da Gianni Carchia a Franco Rella.

La mostra allestita al Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce ripercorre l'intera vicenda creativa dell'autore, dai primi lavori, dove ancora affiorano tracce di poesia lineare, sino alle prove estreme dedicate ai tragici attentati alle Twin Towers, passando per gli assemblaggi tridimensionali e talune installazioni degli anni '90. Numerosi sono gli inediti, provenienti dalle raccolte dell'erede e di collezionisti privati.

In un'apposita sezione viene ricostruita, pressoché integralmente, l'ultima personale di Mignani, tenuta nel 2001 presso la Galleria Leonardi / V-idea: un progetto satirico, svolto con la collaborazione grafica di Paolo Argeri, che costituisce l'ultima manifestazione del profondo interesse tributato all'opera del poeta Edward Estlin Cummings. La sezione documentaria, presenta una ricca documentazione tratta dall'archivio personale dell'artista di cui l'ADAC, Archivio d'Arte Contemporanea dell'Università di Genova, per iniziativa del Prof. Franco Sborgi ha intrapreso la catalogazione.

Accompagna la mostra un catalogo di De Ferrari editore, con interventi di Andrea Ranieri, Assessore alla Cultura del Comune di Genova e di Franco Sborgi, Direttore del Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo (DIRAS) dell'Università di Genova, e con testi di Giorgia Barzetti, Viana Conti, Sandro Ricaldone, Carlo Romano, Sandra Solimano, Giorgio Zanchetti e Giuseppe Zuccarino. In appendice i principali scritti dell'artista e una corposa antologia critica.

 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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