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REgeneration, la “Cracking art” approda a Imperia

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Liguria
Scritto da Alessandra Chiappori   
Sabato 17 Settembre 2011 22:21

Grandi chiocciole di plastica colorata per il gruppo artistico che rompe con la tradizione.


REgeneration, la “Cracking art” approda a ImperiaIMPERIA. Se due anni fa a invadere il centro di Oneglia erano stati enormi conigli di plastica colorata, il 2011 sarà ricordato invece per una serie di  grosse chiocciole. Il Crackin Art Group ha infatti deciso di tornare a Imperia con una mostra inaugurata venerdì 16 settembre presso la Galleria Battifoglio di via Vieusseux 4, alla presenza della ideatrice e organizzatrice, Beatrice Baratto, di due artisti del gruppo, Kicco e Alex Angi, del sindaco Paolo Strescino e dell’Assessore Regionale Marco Scajola. L’esposizione gratuita, che vanta il patrocinio del Comune di Imperia, proseguirà fino al 7 ottobre, dalle ore 9.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 15.30 alle 19.30, domenica e lunedì mattina chiuso.

La tappa delle chiocciole nella Riviera di Ponente è solo uno degli appuntamenti che ha visto partecipe il gruppo artistico, la mostra REgeneration è partita infatti nel novembre 2009 a Milano, mentre altre chiocciole sono attualmente esposte al Padiglione Italia della Biennale di Venezia e sono parte integrante degli eventi di Milano Expo 2015. Ma perché proprio delle chiocciole? Spiegano gli artisti: «Perché abbiamo bisogno di giocare con la città per costruirla idealmente, mentalmente, per rompere l’ovvietà del nostro quotidiano urbano e per riscoprire l’esperienza dell’attraversamento urbano, del suo paesaggio».REgeneration, la “Cracking art” approda a Imperia

Non solo ri-urbanizzazione, visto che per il Crackin Art Group la chiocciola esprime tre metafore: l’ascolto innanzitutto, perché la forma del guscio ricorda quella dell’orecchio umano; l’abitare, dal momento che la lumaca porta sempre con sé la propria casa; la rete, la chiocciola è infatti il segno grafico che contraddistingue la comunicazione digitale.

Il Crackin Art Group, fondato a Biella nel 1993, propone da sempre anche una rivoluzionaria e innovativa politica ambientale racchiusa nell’uso dei materiali plastici che danno forma agli animali, e che richiama una stretta relazione tra vita naturale e realtà artificiale.

Il nome “Cracking Art” deriva infatti dal verbo crack: incrinare, fendere, spaccare. La rottura è quella dell’uomo contemporaneo, in bilico sul filo che lo divide dalla sua naturalezza e lo proietta in un futuro sempre più artificiale. Ma Cracking è anche il processo di raffinazione che trasforma idrocarburi pesanti in materiali più leggeri, uno dei quali è la plastica. Secondo gli artisti del gruppo, quindi, cracking è quel processo che converte il naturale in artificiale.

REgeneration, la “Cracking art” approda a ImperiaE come dare vita oggettiva a questo divario se non rappresentando animali in plastica riciclata, scelta ecologista che esprime l’impegno sociale e ambientale del gruppo? Fare arte con la plastica significa non solo rompere con la tradizione e provocare, come già la Pop Art si proponeva, ma creare ex novo un moderno linguaggio di comunicazione, che, puntando sull’aspetto estetico, esprime una particolare sensibilità verso il mondo naturale.

Non solo animali e non solo plastica a REgeneration. All’nterno della Galleria Battifoglio si possono infatti ammirare anche alcune opere personali dei sei artisti che compongono il gruppo, sculture o installazioni che vedono ancora una volta plasmati materiali sintetici, colore e fantasia, e che portano le firme di Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco e William Sweetlove.

 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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