il Titolo Giornale Periodico Online di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
Venerdì 25 Maggio 2012

Pubblicità

Banner

+ Visibilità a - Costi

Visibilità a - Costi

Visite Globali

Visite Globali

Visite dal Mondo

Visite dal Mondo

Visite dall'Italia

Visite dall'Italia

Le seguenti statistiche vengono aggiornate mensilmente

a



+ Visibilità a - Costi


Per ulteriori informazioni o prenotazioni in merito

uno staff sempre pronto a rispondere ad ogni Vostra esigenza
*
al seguente indirizzo emai:
info@iltitolo.it

Ricerca Nel Giornale

GSearch

 

Oltre i neuroni, ai confini delle neuroscienze

Stampa E-mail
Liguria
Scritto da Ufficio Stampa   
Domenica 30 Gennaio 2011 21:03

Incontro con Kevin O'Regan sulle neuroscienze tra pensiero, passioni e bellezza.


Oltre i neuroni, ai confini delle neuroscienzeCon Kevin O’Regan – direttore del Laboratoire Psycologie de la Perception, CNRS, all’Université Paris Descartes.– prosegue il ciclo Ai confini della mente. Neuroscienze tra pensiero, passioni e bellezza.

Mercoledì 2 febbraio O’Regan parlerà – nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale – sul tema “Oltre i neuroni. Ai confini delle neuroscienze”,

“Perché il rosso non suona come una campana?” Si chiede provocatoriamente O’Regan. Il problema della consapevolezza delle percezioni è diviso in due parti: una parte “semplice”, che consiste nello spiegare come una persona diventa cosciente di qualcosa nel senso di essere poi in grado di farne uso nel comportamento razionale.

E una parte “difficile”, che consiste nello spiegare perché le sensazioni si sentono come qualcosa, o hanno una certa presenza sensoriale piuttosto che non dare alcuna sensazione. La parte difficile è considerata tale perché, per logica, pare non ci sia alcun meccanismo fisico nel cervello che la possa spiegare. Per esempio, perché il rosso ci appare rosso, piuttosto che verde, o piuttosto che suonare come una campana? E ancora, perché il rosso da comunque una sensazione? Perché il dolore fa male anziché provocare reazioni di fuga?

O’Regan risponderà a queste domande appellandosi all’idea che sensazioni come rosso o dolore non dovrebbero essere considerate come cose che ci succedono o che sono generate dal cervello, ma piuttosto come cose che facciamo.

O’Regan cercherà di dimostrare come quest’idea possa essere applicata al colore, al tatto, al dolore e alle modalità sensoriali sostitutive (la possibilità di usare un senso – ad esempio l’udito – in sostituzione di un altro – ad esempio la vista). Quest’approccio, oltre ad aiutare a capire la coscienza umana, ha applicazioni anche nella realtà virtuale e nella robotica.

Dopo aver studiato fisica teorica presso le Università del Sussex e di Cambridge, Kevin O’Regan nel 1975 si trasferì a Parigi per lavorare nel campo della psicologia sperimentale presso il Centre National de Recherche Scientifique. Con il suo dottorato di ricerca sul movimento oculare durante la lettura, dimostrò l’esistenza di una posizione ottimale per l’occhio per fissare le parole.

Il suo interesse al problema della stabilità percettiva del mondo visivo lo portò a mettere in discussione nozioni consolidate sulla natura della percezione visiva e alla scoperta, con i suoi collaboratori, del fenomeno della “cecità al cambiamento” (il fenomeno che si verifica quando una persona guardando una scena apparentemente non registra cambiamenti in quella scena).

Il suo lavoro attuale consiste nell’esplorare le conseguenze empiriche di un nuovo approccio “senso-motorio” alla vista e alle sensazioni in generale. E’ particolarmente interessato al problema della consapevolezza fenomenica che riferisce - dal punto di vista sperimentale - alle modalità sensoriali sostitutive e al dolore e - dal punto di vista teorico - alla percezione dello spazio e del colore.
E’ interessato inoltre all’applicazione del suo lavoro alla robotica.

Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
www.palazzoducale.genova.it

 

Commenti

Effettua il login dal Giornale per inviare commenti o risposte oppure collegati al Social Network.
 

Redazione

Redazione Liguria


Per informazioni e contatti:
direzioneliguria@iltitolo.it

Prima pagina Liguria

Leggi tutte le notizie della Liguria

+ Visibilità a - Costi ?

Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

Lista Rss

Ogni Redazione ed ogni Rubrica ha il suo Rss Feed personalizzato, ricercabile in Home Page e nella Redazione o Rubrica d'interesse, con possibilità di abbonamento alle nostre pagine, il link è situato sull'iconcina.

 
Banner
Previsione Oggi
Previsioni per Oggi
Previsione Domani
Previsioni per Domani
Banner

Servizi

Ricette * Oroscopo * Viabilità * Concerti * Viaggi * .....e altri ancora nel nuovo menù per gli Utenti Registrati
Banner


I’m not a lady

Il singolo di Silvya Lane

Inviate i VOSTRI VIDEO, breve descrizione e link a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyVideo"
Banner
Terremoto in Emilia Romagna
Terremoto in Emilia Romagna

Foto di gentile concessione della
Coldiretti
Emilia Romagna
.
Inviate le VOSTRE FOTO, breve descrizione
a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyFoto"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner