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Mediterranea, voci tra le sponde

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Liguria
Scritto da Ufficio Stampa   
Domenica 10 Ottobre 2010 11:34

Successo per le iniziative organizzate dalla Fondazione per la Cultura sul tema del Mediterraneo


Mediterranea, voci  tra le spondeSuccesso di pubblico per le iniziative sul Mediterraneo organizzate da Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. In meno di un mese sono state circa 7.500 le presenze alle mostre, agli spettacoli e agli incontri di “Mediterranea. Voci tra le sponde”.

Il calendario degli appuntamenti della prossima settimana si presenta molto interessante, con la presenza a Genova di studiosi di livello internazionale – dall’economista statunitense Saskia Sassen all’antropologo e sociologo Iain Chambers – una nuova mostra sulle religioni del Mediterraneo e incontri da non perdere.

SASKIA SASSEN sarà a Palazzo Ducale (Sottoporticato) mercoledì 13 ottobre e, a partire dalle ore 17.45, parlerà sul tema “Un mare globale”. La Sassen, che insegna presso la Columbia University e la London School of Economics, è una delle più autorevoli studiose della globalizzazione e della dimensione trans-nazionale dell’economia. Tra i suoi libri più importanti Le città nell’economia globale (2004).

IAIN CHAMBERS, docente all’Università di Napoli, si occuperà – venerdì 15 ottobre, ore 17,45, Sottoporticato – di “Sfide Mediterranee”. I suoi studi sono centrati sull’analisi del fenomeno delle migrazioni e delle identità culturali. Tra i suoi libri ricordiamo Le molte voci del Mediterraneo (2007).

Ma la settimana si apre lunedì 11 ottobre con le storie di uomini e navi tratte dai giornali di bordo. In “Costeggiando la Corsica” – questo il titolo dell’incontro a cui parteciperanno, alle ore 17.45, Enrico Basso e  Paola Caroli – si parlerà di due feluche genovesi che nel 1767 pattugliavano il mare di Corsica con il compito di dare la caccia ai pirati.

Giovedì 14 ottobre infine verrà inaugurata nella Sala Mercurio la mostra “La chiesa, la moschea, la sinagoga. Le architetture delle tre grandi religioni del Mediterraneo” che rimarrà aperta fino al 15 dicembre ed è a cura del Centro Studi Antonio Balletto.

L’esposizione approfondisce i principali elementi architettonici e simbolici dei luoghi di culto in un percorso che vuole favorire la conoscenza e il dialogo tra le religioni. Accompagna la mostra un ciclo di appuntamenti con docenti ed architetti. Il primo – giovedì 14 alle ore 17.45 nella Sala del Munizioniere – si intitola “Sinagoga” ed è affidato all’Architetto e storica dell’arte Adachiara Zevi.

Proseguono inoltre le mostre Meditazioni Mediterraneo. In viaggio attraverso sei paesaggi instabili, nell’Appartamento del Doge fino al 7 novembre, e Due sguardi sul Mediterraneo. Giuliana Traverso e Lanfranco Colombo fotografi, nel Sottoporticato fino al 17 ottobre. La prima è un viaggio multimediale e interattivo per ‘entrare emotivamente’ nei paesaggi del Mediterraneo.

In mostra anche preziose opere archeologiche e antiche carte nautiche. Nella seconda, i paesaggi e le suggestioni dei luoghi e della gente che vive le coste mediterranee, sono visti attraverso lo sguardo creativo di due grandi fotografi.

Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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