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La corsa per il Polo Sud a Palazzo Ducale di Genova

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Liguria
Scritto da Alessandra Chiappori   
Mercoledì 09 Novembre 2011 16:42

Nel capoluogo ligure una grande mostra in occasione del centenario della conquista dell’Antartide.


La corsa per il Polo Sud a Palazzo Ducale di GenovaGENOVA. Dal 16 ottobre 2011 al 18 marzo 2012 Palazzo Ducale di Genova propone la grande mostra “Race - Alla conquista del Polo sud”, originale celebrazione del 100° anniversario dell’esplorazione dell’Antartide, nonché anteprima europea (con Genova come unica data italiana) dell’esposizione ideata dall’American Museum of Natural History di New York.

La mostra, accessibile dal Sottoporticato di Palazzo Ducale, è la narrazione interattiva della grande avventura che, nel 1911, vide coinvolte due squadre di coraggiosi esploratori nella sfida del secolo: il raggiungimento dell’Antartide. In condizioni ai limiti della sopravvivenza, Roal Amundsen, esploratore norvegese, e Robert Falcon Scott, della marina britannica, si sfidarono in corse separate percorrendo quasi 3000 chilometri per andare e tornare dalla barriera di Ross, il punto più a sud del globo, e lì piantare la bandiera della propria nazione a simbolo della vittoria di chi per primo avesse raggiunto la meta.

Foto, ma anche ricostruzioni, installazioni multimediali e materiale dell’epoca ricostruiscono l’impresa delle due spedizioni. Ci sono gli equipaggi, le imbarcazioni e le cartine che illustrano quanto mistero da sempre aleggiasse intorno a una delle parti più ignote e inesplorate del pianeta. E ci sono le ricostruzioni degli accampamenti e delle attrezzature di coraggiosi dei primi del Novecento, che sfidarono temperature inimmaginabili senza la moderna tecnologia, accontentandosi di tute fatte di pelo di renna, cani da slitta e cibo in scatola.
La corsa per il Polo Sud a Palazzo Ducale di Genova
Il percorso delle due squadre procede parallelamente, illustrando attentamente le differenze e i vantaggi di ciascun equipaggio, fino al grande ed emozionante silenzio della vittoria di Amunsden, e della rovinosa disfatta di Scott e dei suoi uomini, nessuno dei quali tornato vivo alla base. Un grande viaggio alla scoperta dell’estremità della Terra, una parte del globo spesso dimenticata, unico continente interamente fatto di acqua e ghiaccio. La banchisa, le alture, il plateau, i venti e la sopravvivenza umana in condizioni di freddo estremo, di biancore accecante causato dalla neve: tutto questo è la scoperta di “Race”, oltre al racconto appassionante di una sfida tra esploratori. Esploratori, per l’appunto: una professione probabilmente esaurita proprio con questa missione, l’ultima grande scoperta geografica del Pianeta Terra.

A conclusione della mostra, una parte dedicata interamente all’Antartide, alla sua natura e al carattere delle attuali ricerche ed esplorazioni, illustra aspetti spesso sconosciuti. Le tute speciali fornite dai governi per gli esploratori, un modellino di attuale igloo appositamente costruito per quelle condizioni. E ancora la fauna e la flora, rare ma presenti nella banchisa, la zona ai margini della grande placca ghiacciata, e le testimonianze dirette di coloro che hanno scelto di lavorare nelle basi di ricerca in Antartide. Unico continente a-governativo, non facente parte di alcuna nazione al mondo, questo continente dal 1959 con il Trattato Antartico non subisce rivendicazioni territoriali, e non vede svolgersi sul proprio suolo attività militari né sfruttamento economico. L’unica attività è la ricerca scientifica, che rende il Polo Sud il più grande laboratorio al mondo, ai cui progetti aderiscono 48 nazioni.

La corsa per il Polo Sud a Palazzo Ducale di GenovaPartner della mostra è National Geographic, che in coda al percorso propone una proiezione interattiva di straordinarie immagini sull’Antartide firmate dai più grandi fotografi naturalisti del mondo. A trasformare la partecipazione di National Geographic in un vero e proprio “evento speciale”, per 15 giorni, durante il periodo della mostra, un inviato di National Geographic Italia e di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, racconterà in diretta streaming su Internet la vita e il lavoro degli scienziati dalla stazione antartica italiana Mario Zucchelli.

“Race to the End of the Earth” è organizzata dall’American Museum of Natural History, New York, in collaborazione con Musée des Confluences, Lyon, France, Royal BC Museum, Victoria, British Columbia, Canada. Con il generoso supporto di Eileen P. Bernard Exhibition Fund, Marshall P. and Rachael Levine, Drs. Harlan B. and Natasha Levine, Government of the United Kingdom, National Science Foundation (Grant No. ANT 0636639). La versione italiana della mostra è prodotta da Codice. Idee per la Cultura, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Costa Edutainment spa in collaborazione con CNR, Festival della Scienza, Museo Nazionale dell’Antartide, Università di Genova.

Biglietti: Intero 8.00 € – Ridotto 6.00 € – Scuole 4.00 €
Ingresso gratuito con biglietto Acquario di Genova
Orario: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00, la biglietteria chiude un’ora prima
Info e prenotazioni: tel. 010 5574065/064

 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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