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Il paesaggio della Liguria a rischio

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Liguria
Scritto da Bianca Zanardi   
Venerdì 09 Luglio 2010 06:52

Da qualche anno dei parassiti stanno attaccando la vegetazione di tutta la penisola e ora la cosa è visibile anche in Liguria


A La Spezia i viali della città sono caratterizzati da alberi presenti fin dalla fine dell'ottocento. Dalle fotografie dell'epoca li vediamo intrecciati sulla strada come una galleria. Questi alberi  fanno parte della storia della città e ora stanno per scomparire. Dall'ultima potatura alcuni alberi sono inesorabilmente seccati diventando pericolosi per la cittadinanza.
Da qualche giorno quindi si è proceduto al taglio completo di quelli malati, perché di malattia si tratta. Parlando con un addetto alla potatura ci dice che questi alberi sono stati attaccati da muffe e parassiti e l'unico modo per evitare il contagio è eliminare tutti gli elementi malati.

Questa è la realtà spezzina che coinvolge anche le palme oltre ai platani, ma nell'entroterra sono stati attaccati anche pini marittimi e castagni.
La vegetazione ligure è proprio caratterizzata da questo tipo di alberi e se facciamo caso è già da un pezzo che compaiono macchie di colore giallo rosso di foglie secche nei boschi, ingiustamente frainteso  con gli effetti degli incendi.
La prospettiva è devastante, ma pare non riguardi solo la Liguria.

La notizia di parassiti che attaccano la vegetazione è già stata diffusa dai primi dell'anno. Il problema riguarda tutto il Mediterraneo e riguarda varie tipologie di parassita, il matsucoccus  attacca i pini marittimi, proviene dal Marocco e ha già devastato la Francia; il cinipide galligeno i castagni, i platani invece sono attaccati da una muffa che ne ostruisce i canali linfatici, mentre il così detto 'punteruolo rosso' che ha origini asiatiche,  pare essere arrivato da noi negli anni novanta attaccando principalmente le palme.

Per evitare il contagio occorre molta attenzione sia nel fare la cura che nel recidere completamente la pianta. In altri casi vengono inseriti nella pianta i predatori di questi insetti. Questi provvedimenti però hanno dei costi e quindi è difficile contrastare il fenomeno su tutto il territorio, soprattutto nelle zone boschive. Le piante muoiono e pian piano vengono sostituite dagli arbusti, mentre le città probabilmente saranno costrette a cambiare volto. La sostituzione con altre piante è ancora troppo rischiosa per il contagio. In molte regioni la popolazione è stata istruita per segnalare la presenza di questi parassiti, perché basta anche solo un albero infetto per far persistere l'epidemia.

Le autorità fanno il possibile per provvedere mentre la natura in uno dei suoi inesorabili modi fa il suo corso costringendoci al cambiamento.


 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?
 
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