il Titolo Giornale Periodico Online di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
Venerdì 25 Maggio 2012

Pubblicità

Banner

+ Visibilità a - Costi

Visibilità a - Costi

Visite Globali

Visite Globali

Visite dal Mondo

Visite dal Mondo

Visite dall'Italia

Visite dall'Italia

Le seguenti statistiche vengono aggiornate mensilmente

a



+ Visibilità a - Costi


Per ulteriori informazioni o prenotazioni in merito

uno staff sempre pronto a rispondere ad ogni Vostra esigenza
*
al seguente indirizzo emai:
info@iltitolo.it

Ricerca Nel Giornale

GSearch

 

Ascoltare il paesaggio

Stampa E-mail
Liguria
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 20 Settembre 2011 15:54

Un itinerario paganiniano dalla Val di Vara a Genova, fotografie di Franco Mapelli – a cura di Maria Perosino Foyer Auditorium dei Musei di Strada Nuova, GENOVA 23 settembre - 10 ottobre  2011.


Ascoltare il paesaggioDopo l’esposizione a Palazzo Taverna a Roma e alla CaMEC della Spezia la mostra ASCOLTARE IL PAESAGGIO. UN ITINERARIO PAGANINIANO DALLA VAL DI VARA A GENOVA approda a Genova dal 23 settembre al 10 ottobre, nel Foyer Auditorium dei Musei di Strada Nuova, via Garibaldi 18. L’inaugurazione coincide con l’apertura della rassegna di concerti Hommage à Paganini, organizzata nell’adiacente Auditorium dagli Amici di Paganini.

La mostra, ideata per celebrare il decimo anniversario del Festival Paganiniano di Carro, è un racconto fotografico, realizzato da Franco Mapelli, fotografo italiano di paesaggi,  che ha trovato indicazioni e spunti di ripresa nell’ambiente naturale della Val di Vara e nel Centro Storico di Genova, che ha visto nascere il genio di Paganini.

Come scrive Maria Perosino, Franco Mapelli in questo viaggio “….non cerca definizioni, tanto meno asserzioni, ma ascolta il paesaggio. Si muove per approssimazioni progressive. Uno sbuffo di nebbia, i ciottoli di un torrente, il dentro di un bosco, la vertigine di un colle. L’obiettivo si allarga e si restringe, il fotografo non visita i luoghi, li respira, e così facendo li fa diventare esperienza. La macchina fotografica ubbidisce alla luce, è lei che decide cosa mostrare e cosa nascondere. Si sofferma sui bordi, e quei bordi  trasforma da oggetto a soggetto…”

Un viaggio inizia dal Golfo di La Spezia, città dove si inaugura il Festival Paganiniano,  per poi  addentrarsi all’interno della Val di Vara, il territorio che ospita in luglio e in agosto i concerti, e termina a Genova, città per cui Paganini, essendovi nato e formato, non è solo identità ma diventa mito.Ascoltare il paesaggio
L’iniziativa vuole collegare, utilizzando la strumentazione del simbolico, due territori lontani  e diversi, che diventano contigui e simili, grazie alla presenza, con sfumature diverse, di un’icona della cultura musicale quale può essere considerato Niccolò Paganini, massimo artista ligure di tutti i tempi.

La mostra, a cui è abbinato un catalogo in italiano e in inglese, è stata presentata a Roma presso il Modigliani Institut il 16 giugno ed al CaMEC di La Spezia lo scorso 8 luglio.

Franco Mapelli, nato a Milano, vive e lavora a Roma, dove si è laureato in architettura prima di dedicarsi alla fotografia. La sua ricerca fotografica sul territorio riguarda principalmente i luoghi urbani, quelli naturali e soprattutto le contaminazioni fra i due elementi. In particolare si notino i lavori sulla periferia romana Il grande margine Paesaggi e nuove periferie – Roma Spazio Renzi & Partners, Foto Grafia, Festival Internazionale di Roma -, Campagna Romana con Rovine Parco reg. Appia Ant.- Casa di Goethe, Ex Cartiera Latina, Roma,  testi di Edoardo Albinati settembre 1999 (con M. Delogu, M. Valdarnini, F. Gasparri, S. Amato) - e la ricerca sul tessuto urbano napoletano Facciate, il fascino dell’inattualità 2007-10. Altro filone importante quello del paesaggio “segnato” dalla storia - Terre di Riforma Foto Grafia festival internazionale di Roma Ala Mazzoniana Termini.

Maria Perosino è storica dell’arte e si occupa di progettazione  di iniziative culturali. Si è sempre interessata al visivo contemporaneo e in particolare alle situazioni in cui l’arte incrocia altri saperi: scienza, design, illustrazione, fotografia, letteratura.
Ha curato tra l’altro la mostra di Gianni Berengo Gardin, Leopardi  La biblioteca, la casa, l’infinito, Urbino, Palazzo Ducale (2006), Vaccari di Franco Vaccari al Museo Cantonale d’Arte di Lugano (2008) e ABC e altri giochi di Bruno Munari a Pisa, Centro Espositivo di San Michele degli Scalzi (2010). Tra le pubblicazioni recenti figura il volume Effetto terra, Johan & Levi, 2010.

Ascoltare il paesaggioL’Associazione Amici del Festival Paganiniano di Carro, creata nel 2007, ha come obiettivo quello di promuovere il Festival organizzato dalla Società dei Concerti di Spezia e di valorizzare il territorio della Val di Vara. Nel 2009 ha contribuito al  restauro del  tetto e delle porte della Chiesa di San Lorenzo di Carro e, nel 2010, ha ideato e realizzato “Il Libretto degli Amici”, una guida con itinerari, indirizzi e suggerimenti per andare alla scoperta della Val di Vara e dintorni. Nel 2011 in occasione del decennale del Festival Paganiniano di Carro, ha commissionato a Franco Mapelli, un viaggio sulle tracce del compositore, la cui famiglia era originaria della Val di Vara.

L’iniziativa, a cui il Presidente della Repubblica ha conferito una propria medaglia di rappresentanza e un premio di rappresentanza è stato concesso sia dalla Presidenza del Senato che dalla Presidenza della Camera dei Deputati, ha il patrocinio della Regione Liguria, Provincia della Spezia, Comune della Spezia, Comune di Genova e Comune di Carro. E’ stata resa possibile grazie all’Autorità Portuale della Spezia, al Consorzio Imprese Confartigianato di La Spezia, a Carispezia- Gruppo Cariparma Crèdit Agricole, QP Outdoor s.p.a. e all’ospitalità del Comune di Genova, Settore Musei. L’iniziativa è in collaborazione con la Società dei Concerti onlus La Spezia e l’Associazione Amici di Paganini di Genova.

Commenti

Effettua il login dal Giornale per inviare commenti o risposte oppure collegati al Social Network.
 

Redazione

Redazione Liguria


Per informazioni e contatti:
direzioneliguria@iltitolo.it

Prima pagina Liguria

Leggi tutte le notizie della Liguria

+ Visibilità a - Costi ?

Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

Lista Rss

Ogni Redazione ed ogni Rubrica ha il suo Rss Feed personalizzato, ricercabile in Home Page e nella Redazione o Rubrica d'interesse, con possibilità di abbonamento alle nostre pagine, il link è situato sull'iconcina.

 
Banner
Previsione Oggi
Previsioni per Oggi
Previsione Domani
Previsioni per Domani
Banner

Servizi

Ricette * Oroscopo * Viabilità * Concerti * Viaggi * .....e altri ancora nel nuovo menù per gli Utenti Registrati
Banner


I’m not a lady

Il singolo di Silvya Lane

Inviate i VOSTRI VIDEO, breve descrizione e link a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyVideo"
Banner
Terremoto in Emilia Romagna
Terremoto in Emilia Romagna

Foto di gentile concessione della
Coldiretti
Emilia Romagna
.
Inviate le VOSTRE FOTO, breve descrizione
a direzione@iltitolo.it in Oggetto "MyFoto"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner