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Alpini: il caldo abbraccio di Imperia

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Liguria
Scritto da Alessandra Chiappori   
Lunedì 12 Settembre 2011 19:40

Entusiasmo e grande successo di pubblico per il raduno ligure delle Penne Nere.


Alpini: il caldo abbraccio di Imperia IMPERIA. Non sono bastate le polemiche legate alla Notte Alpina di sabato 10 settembre per spegnere tutta la carica, la gioia e la fierezza di circa 15mila alpini che ieri, domenica 11 settembre, hanno sfilato per ben due ore nelle vie del centro storico di Oneglia. E sì che della febbre alpina, parzialmente oscurata dalle scarse presenze in grigioverde del sabato sera nonostante il primo assaggio di sfilata a Porto Maurizio, si era già intuita la potenza.

È stato sufficiente attendere che le band che si esibivano per Oneglia durante la notte bianca staccassero la spina per vedere un’esplosione di festa e musica. Davanti al Caffè Piccardo, con la sezione Pieve di Teco, quattro fisarmoniche e tante voci in coro; in piazza Ulisse Calvi, quando la fanfara Col di Nava e quella della Val di Susa hanno celebrato l’Unità di Italia con un Inno di Mameli; in via Pira, dove il coro dei congedati della Brigata Taurinense ha bissato l’esibizione avvenuta poco prima all’auditorium della Camera di Commercio. Vie cittadine ancora chiuse al traffico e invase da allegre fanfare, portici dall’acustica perfetta per i canti di montagna intonati dai gruppi alpini, purtroppo deserti vista l’ora tarda.

Ma il caldo abbraccio della città, quello vero, si è manifestato poche ore dopo. Una soleggiata ed estiva domenica mattina di settembre che ha visto migliaia di presenze tra gli alpini in sfilata e il pubblico imperiese. Non sono neanche le 10 e un quarto quando la parata delle Penne Nere inizia il suo percorso. E sono loro, gli alpini, i veri catalizzatori dell’attenzione, protagonisti assoluti della giornata e pacifici invasori delle strade.Alpini: il caldo abbraccio di Imperia Via Alfieri per prima, poi il rondò di Piazza Dante e i portici di via Bonfante, una lunga via in rettilineo, con le arcate dall’aria così sabauda che per un momento sembra di tornare al grande raduno alpino nazionale della scorsa primavera a Torino.

Le presenze seguono un rigoroso ordine. Apre la Fanfara del Colle di Nava, a seguire i Gonfaloni delle Istituzioni, con Comune, Provincia, Regione e i relativi rappresentanti affiancati con orgoglio da due fierissimi alpini ultranovantenni: il Cavaliere del Lavoro Carlo Carli, Croce al merito di guerra, e il Commendator Giacomo Alberti, Medaglia al Valor Militare, reduce dalla tragica campagna di Russia.

Altri reduci e militari anziani hanno la gioia di sfilare in mezzo al pubblico in festa a bordo di una serie di auto e jeep, poi è la volta dell’ANMI, l’Associazione Nazionale Marinai di Italia, particolarmente importante per Imperia, del gruppo cinofilo alpino e della Lombardia, prima regione a uscire in parata perché, secondo la regola alpina, più lontana dalla città ospitante. Como, Milano, Pavia, poi la Francia, gradita ospite con la Fanfara degli "Chasseurs alpins", gli Alpini francesi, esibitasi la sera prima e ancora presente, con musica e caroselli e con la tipica divisa dal basco piegato di lato. 

Alpini: il caldo abbraccio di ImperiaTra saluti, applausi ai bordi della strada, vessilli e colorati striscioni, sfilano centinaia di alpini, i volti anziani e le barbe bianche di chi il sentimento di “alpinità” sa già da tempo cosa sia, ma anche tante facce giovani, che provano per le prime volte il piacere di sentirsi parte integrante di un grande gruppo militare fondamentale nella storia del Paese e tuttora tra i simboli più sentiti da tutti gli italiani.

La Val d’Aosta inaugura il grande fiume di fanfare e alpini in divisa. Tamburi e grancasse che battono incessanti la marcia, è un’invasione di suoni e colori, tra le classiche camicie a scacchi, le divise con le mostrine, le mimetiche o semplici polo. I cappelli con la penna si riversano a centinaia per le vie. Come accade per le numerosissime sezioni Piemontesi, dai monti del biellese a quelli del Novarese, dell’Ossolano, fino ad Asti e a Cuneo, che spopola lungo via Bonfante, forse anche per la parentela con l’entroterra imperiese, e al capoluogo, Torino.

Sono tanti gli alpini torinesi, sorridenti nella polo blu elettrico che porta sul logo la Mole e il ricordo del precedente raduno nazionale alpino e dei festeggiamenti in piazza per l’Unità d’Italia. Un po’ di quello spirito di appartenenza si ritrova anche lungo le vie di Imperia, con tricolori e curiosi alle finestre, con la gente accalcata ai margini delle strade, ma ancor più con le bandiere di grandi dimensioni portate dagli alpini, lenzuola immense che, con la lieve brezza, si gonfiano facendo risplendere il verde il bianco e il rosso che in questa giornata dominano ovunque, e sembrano appartenere un po’ di più a tutti.Alpini: il caldo abbraccio di Imperia

Sfilano gli alpini, le fanfare e gli striscioni, che onorano i caduti in guerra, il sacrificio, l’eroismo ma anche la fratellanza, la solidarietà e l’amicizia. E finalmente, in chiusura, è il turno della Liguria, con le sezioni di Genova, La Spezia, Savona. Imperia, città ospitante, è l’ultima e passa tra due file di pubblico entusiasta, in coda e trionfante, intonando degli “urrà” di successo per la riuscita manifestazione e per l’affetto tangibile dei concittadini.

La parata del 14° Raduno del 1° Raggruppamento Alpini  si conclude in Calata Cuneo, sotto un sole intenso e un cielo blu. Fanfare, cori e divise che raccontano un pezzo di storia italiana e che parlano per lo più di montagna passano, in quello che risulta senza dubbio un colpo d’occhio paradossale, sulla banchina.

A poca distanza sono ormeggiate enormi e lussuose barche, gli scafi luccicanti e le bandiere di paesi stranieri a poppa. Ma il tricolore domina anche qui, tra le penne nere che prendono di mira i mega yacht e, orgogliosamente sedute sulle bitte, si fanno scattare foto che le ritraggono con le imbarcazioni sullo sfondo. È il ricordo di una giornata al mare per i tantissimi alpini e famiglie provenienti dalle altre regioni del Nord Ovest, che hanno popolato le aree parking appositamente adibite in zona ex Ferriere con decine di pullman, e che si sono, una volta conclusa la parata, riversati in bar e ristoranti sulla banchina.

Alpini: il caldo abbraccio di ImperiaSì, la sezione ANA di Imperia è riuscita anche in questo: la difficile impresa di animare il centro storico della città in una domenica, giornata solitamente votata al deserto urbano e a locali chiusi. Ed è una festa passare per la calata tra le bandierine tricolore, i dehors dei locali pieni, tantissimi alpini che passeggiano sul lungomare per godere appieno della giornata estiva. 25mila persone: di queste cifre parlano le stime, e non possono che essere numeri importanti per la città.

Una manifestazione, il raduno degli alpini, che ha avvolto Imperia nel suo abbraccio caldo di sole e soprattutto di affetto, dando appuntamento a Novara 2012, e chiudendo ufficialmente la festa con l’ammaina bandiera delle ore 18 in Calata Anselmi.
Un grande successo che Imperia non deve dimenticare, all’insegna del motto “tutto è possibile”: anche gli alpini in una città di mare.

Nelle foto dall'alto a sinistra: il tricolore; il Commendator Alberti, a destra il Cav. Carli; la sezione alpini di Imperia lungo Calata Cuneo; tamburi della fanfara di Torino; la fanfara Col di Nava di Imperia.

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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