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ABCD + orientamenti alla Fiera di Genova

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Liguria
Scritto da Bianca Zanardi   
Lunedì 21 Novembre 2011 20:21

Un evento straordinario nel settore dell'educazione: qualche riflessione sulla scuola.


ABCD + orientamenti alla Fiera di GenovaSi è concluso sabato 19 novembre ABCD, Salone italiano dell'educazione, tenutosi a Genova dal 16  di questo mese.  Questo evento è alla sua ottava edizione, si tratta di tre giorni intensissimi tra incontri, forum, seminari e aggiornamenti sulle nuove tecnologie, sull'editoria, i viaggi e la mobilità giovanile. In pratica una panoramica sullo stato del settore scolastico, proposte e opportunità per i giovani e prospettive. Erano quindi invitati dirigenti scolastici, insegnanti, ragazzi e tutti coloro che lavorano nel settore dell'educazione.

L'importanza assunta in questi anni ha fatto si che ABCD sia stato scelto  dall'Associazione  “European Schoolnet (ENU)” come sede europea per la 12° conferenza Europea Eminent, questo per il forte impegno che l'evento genovese ha messo nell'innovazione nella scuola soprattutto a livello tecnologico. Difatti nell'occasione sono state messe a disposizione le esperienze di quegli insegnanti che hanno sperimentato la didattica della classe 2.0. In questi tre giorni infatti, sono state messe a disposizione le strutture che consentono di realizzare l'aula multimediale con le proposte delle aziende sia nel settore tecnologico che editoriale.

Non è mancata, come la tecnologia altrettanto importante, sia l'opportunità di conoscere alternative di apprendimento come, viaggi e mobilità scolastica; sia di lavoro, presenti infatti carabinieri, esercito, ma anche centri di professioni che hanno messo in risalto la manualità e l'artigianato, settore che non si sa per quale motivo viene disdegnato dai genitori e di conseguenza dai giovani. Va bene guardare al futuro, ma senza buttare il passato.

I tre giorni di ABCD sono stati molto intensi e hanno dato l'idea e le prospettive del settore scolastico. Le idee sono molte e alcune veramente accattivanti. Molto spazio viene dato alla LIM, la lavagna luminosa che consente interattività tra testi scritti e insegnante/studenti. Molte sono le ABCD + orientamenti alla Fiera di Genovaproposte editoriali in questo settore, a vari livelli e per tutte le età.  Questi prodotti fanno spesso uso delle tecniche dei videogiochi, molto movimento, musica e grafica per i più piccoli, programmi complessi e articolati per i più grandi.

Tutto molto coinvolgente, ma sorgono spontanee queste domande: si concilia tutto questo 'fervore grafico' con la didattica? In una classe 'reale' con elementi disturbanti (e ce ne sono sempre di più) problematiche di disabilità a vari livelli e soprattutto le ore di 'soli 60 minuti' come si riescono ad ascoltare le musichette, i personaggi che parlano e le schede che hanno tempi logistici di apparizione in schermo?

Guardiamo ora l'insegnante. Ci sono docenti già molto avanti nella tecnologia applicata alla didattica che sono riusciti già ad inserire questi nuovi metodi con risultati più o meno proficui (il livello di preparazione anche in questi casi non sembra aumentare), ma non sono tutti così. Agli insegnanti quindi viene richiesto non solo di sapere la materia, ma di essere anche abili su uno strumento come la LIM che può essere usato in vario modo, quello più comodo è caricare un programma e ascoltare quello che fa e dice assieme ai ragazzi, quello più complesso, interagire con la Lim, scrivere, scegliere determinate opzioni, verificare, mostrare. Durante le dimostrazioni però, si sbagliavano anche i rappresentanti nello spiegare i propri prodotti...

ABCD + orientamenti alla Fiera di GenovaI dubbi qui illustrati sono quelli sia di un osservatore che di un operante nel settore, quindi di qualcuno che nella tecnologia opera e ci crede. Forse però bisogna aggiustare il tiro. Per andare troppo avanti ci stiamo dimenticando di quello che di valido c'era dal passato.
Il fatto più inquietante è che in tutti questi contenuti sparpagliati con logiche moderne di collegamento, non si parla di libri. Vagamente emergono ancora i testi cartacei e se qualcuno parla di eBook alla fine si scopre che si intendono solo questi programmi multischeda, multigioco, multitutto, con cartine alla google maps, molto utili per chi viaggia, ma forse meno utili per chi studia e non vuole solo divertirsi.

Il libro in qualsiasi sua forma, dov'è? I contenuti ci sono, su questo non si discute, ma forse ci si dimentica spesso che il libro non porta solo contenuti, ma anche metodo di apprendimento, metodo nell'esposizione delle informazioni, insegna a parlare in pratica, a coordinare logicamente i contenuti stessi, a collegarli e a valorizzarli più o meno a seconda dell'informazione data. L'immagine aiuta, ma non può sostituire la parola scritta.

Siamo sicuramente in un momento di svolta, necessaria per svecchiare la scuola, ma forse anche di confusione, tra interessi economici, promozioni di proposte didattiche, reali necessità e crisi generale. Forse fermarsi e riflettere farebbe bene e sicuramente questo incontro genovese ha mostrato la situazione com'è, sta ora ai tecnici e agli operatori nel settore trarne le conclusioni per raggiungere il giusto risultato.

 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?

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