Quando la passione si trasforma in spettacolo: musica, voci e danza.
Il 12 giugno 2012 presso il Teatro Civico della Spezia si è tenuto lo spettacolo A night at the Movies, organizzato dalla Corale S. Bartolomeo in collaborazione con la scuola di danza 'Studio 82' di Penny Crump. Questo sodalizio ormai dura da parecchi anni ed è un esempio di come si possa raggiungere livelli di professionalità alti con gente che fa tutt'altro nella vita che calcare i palcoscenici.
Lo spettacolo lo abbiamo visto e non c'è che dire, tutto ha funzionato come nelle migliori compagnie, sia il coro che il corpo di ballo si è mosso con sicurezza e una professionalità da grandi performance. All'inizio con un filmato è stato mostrato l'arrivo delle 'stars' della compagnia, giunte a teatro con la Limousine e accolte da paparazzi e fans... come in una notte degli Oscar. Il tema infatti portante era quello di interpretare colonne sonore di film famosi, come La febbre del Sabato sera, 007, Ufficiale gentiluomo... in una scenografia che vedeva il coro al centro, sovrastare gli strumentisti della Band e lasciare spazio sul palco per balletti e esibizioni.
Uno spettacolo organizzato in ogni sua parte in cui non ci sono stati tempi morti e l'omogeneità tra coro, musica, coreografie e solisti ha dato come risultato una performance divertente, coinvolgente e che ha avuto il merito di farci ricordare film meravigliosi che fanno parte del nostro vissuto.
E' venuta spontanea la domanda su come sia possibile arrivare a questi risultati con persone che non hanno un percorso artistico o studi musicali alle spalle, da parte del coro, e come le ragazze di una scuola di ballo possano già essere così abili sul palco.
Abbiamo quindi parlato con chi ha pensato, costruito e realizzato questo spettacolo la regista Brunella Dell'Amico, il maestro Sergio Chierici e la direttrice artistica Penny Crump per capire intanto lo spirito di queste iniziative.
Brunella ci ha spiegato che il coro ha ben trent'anni ed è nato come coro parrocchiale, il collante di questo gruppo è da tanti anni, la passione, una passione per così dire fondata dal primo maestro, il Maestro Cecina e il cui lavoro si è affinato ed è andato avanti anche grazie a chi ha seguito le sue orme.
La prima sfida, racconta la regista, è stato Sister Act, per poi seguire Musical Show e Disney Dream. Ora quest'ultima fatica, A Night at the Movies, premiata dalla constatazione che il coro è cresciuto, è maturato è ha raggiunto nuovi obiettivi:
-Ogni spettacolo per noi è un tuffo nel vuoto – dice Brunella- ma nello stesso tempo un'occasione per fare qualcosa di più rispetto alla volta prima, qualcosa che stimoli chi è dentro al coro a migliorarsi per ottenere risultati sempre più alti. Va sottolineato però che coloro che ci insegnano sono professionisti ed è su di loro che si fonda la nostra crescita.-
Brunella spiega che a tenere insieme il coro è la grande passione per la musica, la voglia di stare insieme, molti infatti dei coristi poi diventano anche amici e tutti coloro che per vari motivi sono costretti ad allontanarsi, rimangono comunque in contatto collaborando in vario modo. Quello che succede durante uno spettacolo riguarda tutti. Scenografie, costumi, elementi scenici sono frutto del lavoro di qualche corista che mette a disposizione le proprie capacità e abilità per contribuire al risultato.
Gli spettacoli nascono da un'idea di base, ma questa poi viene proposta e vagliata da tutti coloro che partecipano alla realizzazione dello spettacolo, in questo caso dal maestro Sergio Chierici dal punto di vista musicale e da Penny Crump per la direzione artistica.

Per questo spettacolo Brunella ha proposto le musiche da film, ma occorreva qualcosa per metterle insieme e creare omogeneità. E' quindi subentrata Penny che ha incominciato ad immaginare come poter realizzare il tutto, l'idea del gran Galà infatti è sua. Contemporaneamente il maestro Sergio Chierici ha esaminato i pezzi e ha scelto quelli che si adattavano meglio al coro, per potenzialità e resa.
Ci spiega il maestro:- Le musiche da film scelte dovevano essere adattate al coro. Personalmente mi sono occupato di scrivere le partiture per coro che ovviamente non esistono cercando di rendere atmosfere e sonorità. Lavorare con dei non professionisti poi, comporta di costruire qualcosa che si adatti alle potenzialità del gruppo lavorando sulle caratteristiche positive per valorizzarle ai fini del risultato più completo possibile. Molta parte hanno anche le esigenze del balletto.-
La stessa cosa ci ha detto anche Penny che ha fatto ballare le ragazze della sua scuola con lo stesso criterio, cercando di valorizzare le loro caratteristiche, una sorta di rielaborazione sul 'materiale' esistente. Una grande opera di creatività, una sorta di sfida con lo scopo di rendere al massimo.
-La cosa fondamentale è dare sicurezza. -dice Penny- Il non professionista, che siano adulti o le ragazzine, sa di non essere professionista e ha bisogno di venire supportato con l'entusiasmo e l'incoraggiamento perché possa dare il suo meglio, ne possa trarre soddisfazione e riesca rendere sempre di più.-
-Nel coro- ci dice invece Sergio – avere a che fare con non professionisti dà meno sicurezze, sono meno indipendenti, ma in compenso hanno un entusiasmo che gli altri non hanno e una volontà che li sprona a dare il meglio. Si possono ottenere risultati eccezionali sapendo come valorizzare le caratteristiche del gruppo.-
Del coro però si è occupata anche Penny, che ha studiato appositamente coreografie adatte per alcuni coristi che si sono prestati per animare la scena ballando. Come si può dimenticare il magnifico strep tease sulla musica di Nove settimane e mezzo, fatto da cinque signori 'qualsiasi' che ci hanno divertito con una performance impeccabile...
Insomma un lavoro elaborato in cui non poteva sfuggire nessun dettaglio perché sul palco tutti devono partecipare.
-Quanto alle mie ragazze – spiega Penny- ho detto loro che dovevano considerare un privilegio lavorare in questo contesto, perchè per loro era un'occasione per staccarsi dall'impostazione scolastica per rendere su un palco affrontando imprevisti, adattandosi ai singoli casi, erano 32 ballerine sulle quali ho costruito delle coreografie , nel gruppo delle ragazze pon pon ho potuto mettere le più piccole, così come in Mamma mia, ma la maggiore soddisfazione me l'hanno data le grandi, ragazze di soli 18 anni che in Lady Marmalade si sono sapute trasformare in donne sexy su una coreografia che per altro è stata dedotta da uno spettacolo da professionisti.-
Insomma un gran lavoro da parte di tutti e quindi viene spontaneo chiedere ma chi ve lo fa fare?
La risposta più concreta è che tolte le spese tutto quello che si ricava da questi spettacoli va in beneficenza come in questo caso ai Donatori di Midollo Osseo. Ma il vero motore è l'entusiasmo, la soddisfazione di fare qualcosa di bello, la possibilità di divertire a tal punto chi si impegna a fare queste cose da trasmetterlo agli spettatori e coinvolgerli.
Questa serata di Gala ha visto danze acrobatiche sulla musica di Ghostbuster, uno Spiderman calarsi da un palchetto e attraversare gli spettatori sulle poltroncine. Abbiamo sentito le magnifiche melodie di Titanic, della Storia infinita, danze coinvolgenti per il Ciclone, Pretty Woman, Happy Day e un magnifico tributo alla voce di Whitney Houston nella Guardia del Corpo. Tutto questo grazie anche alla musica dal vivo della Band che accompagnava il coro.
Uno spettacolo per gli amanti della musica, del cinema, ma soprattutto un'occasione per apprezzare e capire come l'amore per quello che si fa, l'entusiasmo e la passione sono in grado di realizzare prodotti di ottima qualità e mettere in atto le abilità di ognuno mosse dalla voglia di fare ed esprimersi.
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