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Al Teatro Greco di Roma in scena uno spettacolare musical che non ha paura di osare
Troglostory, rivisitazione della storia di Giulietta e Romeo ai tempi della preistoria in Sicilia, è il nuovo musical partorito dalla mente di Tony Cucchiara; e si vede.
La qualità del testo, l'adattamento di una delle storie d'amore più belle al mondo in un contesto culturale così differente, la storia che avvince sono segni inequivocabili di stare assistendo ad uno spettacolo di ottima fattura.
La trama narra di due tribù preistoriche, i Lisci e i Barbuti, le quali coesistono quasi pacificamente: i Barbuti sono molto abili nel tosare le pecore e creare calde pellicce per passare indenni le freddi notti mentre i Lisci sono a conoscenza di uno dei segreti più antichi e importanti dell'uomo, il fuoco.
Tra le due tribù non corre buon sangue: Tano, il capo dei Lisci, esordisce tosando di nascosto le pecore e regalando pellicce alla propria tribù, in barba ai Barbuti; Luzzo, pavido e grottesco capo dei Barbuti, tenta di ottenere il fuoco offrendo la propria stagionata donna, Luzza, con conseguente rifiuto e offesa. Nel frattempo i due figli dei capitribù, Sarina e Turi, si innamorano non curanti del fatto di appartenere a tribù avversarie. In un turbinio di passioni e gelosie si consumerà, attraverso una guerra fra le due fazioni, la tragedia di questa storia d'amore.
Lo spettacolo è di ottima fattura: una colonna sonora potente e coinvolgente, scenografie e costumi ben azzeccati per dare quel senso di selvaggio ma con stile, bellissime coreografie supportate da un cast molto abile sia quando si tratti di ballare che di cantare; la trama coinvolge lo spettatore fino a quando il sipario non cala sul palcoscenico.
Anche i protagonisti sono tutti molto bravi: da Anna Malvica nel caratterizzare con abilità la grottesca vecchiarda Luzza; a Luca Notari e Giampaolo Romania nel dare vita a due capitribù sbruffoni, rispettivamente Tano e Luzzo; ad Annalisa Cucchiara che impersona Tona, la madre della protagonista, tempestata dall'amore per quest'ultima e l'odio verso il nemico; molto bravi anche Giulia Di Domenico e Giacomo Buccheri nel difficile ruolo dei due giovani amanti, Sarina e Turi, i quali bruceranno fino alla fine a causa della loro passione.
Da notare anche il ruolo secondario ma ben realizzato di Laura De Palma nei panni de La sacerdotessa, la quale compare tutta vestita di bianco e con un osso come scettro nei momenti più salienti della storia, con una voce decisamente d'impatto.
Purtroppo, nonostante l'elevata qualità dello spettacolo, non si può non rimanere dubbiosi sulla scommessa ardita fatta dagli autori: la scelta del dialetto siciliano per il testo sia delle canzoni che del parlato. Se infatti, pur con qualche lieve difficoltà, il recitato viene inteso senza troppi problemi nel caso delle canzoni si è di fronte ad un vero e proprio muro insormontabile: praticamente si può seguire solo la melodia e a sprazzi qualche parola viene compresa dal canale auditivo umano.
A titolo esemplificativo, due anziane signore del pubblico, pur avendo vissuto a Palermo per anni, hanno ammesso che non riuscivano a comprendere quasi nulla delle canzoni.
Troglostory si distacca decisamente dalla massa degli spettacoli musicali sia per la qualità complessiva sia per l'abilità nel reinterpretare una storia già vista mille volte e più volte: è un musical di ottima fattura e nonostante qualche problema relativo alla rischiosa scelta del linguaggio adottato, è godibile da chiunque.
Lo spettacolo sarà in scena dal 4 al 21 novembre 2010 al Teatro Greco di Roma.
Per info:
http://www.teatrogreco.it/teatro/
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