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Lunedì 6 settembre 2010 nei Giardini di Villa Medici - Accademia di Francia a Roma, sarà possibile apprezzare l’ultima opera del Maestro Nicola Piovani: “Epta”
Epta è una suite orchestrale per 7 musicisti che eseguono un ciclo di 7 movimenti, scanditi da 7 interventi di voci registrate che recitano frammenti di varia derivazione ispirati al numero 7, al suo fascino nella tradizione poetica, mitologica, biblica e nella matematica antica e contemporanea.
Dai Sette contro Tebe di cui ci narra Eschilo, alla danza dei sette veli di cui ci narra, fra gli altri, Oscar Wilde; dal Settimo sigillo di Bergmann a Shakespeare, a Carducci. Ognuno dei sette brani ha uno strumento principale che, da prim’attore, dialoga con gli altri sei.
Le musiche ed i testi di Nicola Piovani saranno interpretati dallo stesso Maestro al pianoforte e da 7 esecutori quali Alessio Mancini al flauto, Luca Velotti a sassofono e clarinetto, Fabio Ceccarelli a fisarmonica e tastiere, Ester Nagypal al violoncello, Andrea Avena al contrabbasso, Ivan Gambini a percussioni e batteria.
Le 7 voci registrate sono invece quelle di Piergiorgio Odifreddi, Omero Antonutti, Ascanio Celestini, Mariano Rigillo, Vincenzo Cerami e Gigi Proietti, oltre ad uno sketch della “partita a scacchi con la morte” tratto dal film “Il settimo sigillo” diretto nel 1957 da Ingmar Bergman, trasposizione cinematografica della piéce teatrale “Pittura su legno” che lo stesso Bergman scrisse nel 1955.
Il Maestro Nicola Piovani, sul suo bel sito www.nicolapiovani.it dichiara che: “La seduzione del numero sette ha per me qualcosa di indefinibile, comunque poco legato alle implicazioni cabalistiche, o esoteriche, o paramistiche con le quali ho poca frequentazione e confidenza.
Il sentimento dominante di questa piccola suite nasce dalle peculiarità strettamente matematiche del numero sette, nelle quali mi ha guidato l’eccellente maestro Odifreddi, coniugate con la avvincente maestà delle sette porte di Tebe, i sette eroi che le difendono e i sette che le attaccano – anch’essi eroi -, con lo Shakespeare del Come vi garba; e con l’incanto che subivo nella mia adolescenza per i versi di Giosuè Carducci nel sottofinale di Davanti a San Guido.
Passando per il Settimo Sigillo di Bergmann, il papiro di Rhind e i Sette veli di Salomè. Non c’è molto ordine logico, e men che mai filologico, nel sottotesto questa composizione. C’è semmai la ricerca-dediderio di mettere in ordine sul pentagramma una passione caotica e irrisolvibile, quella passione che si agita ogni volta che cerchiamo di guardare più in là di quel che ci è dato vedere e capire, come Sant’Agostino in riva al mare.”
Info al tel. 06.6761311 e sul sito www.villamedici.it
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