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Al Teatro dei Contrari di Roma l’ultima opera di Fabrizio Romagnoli prende vita sul palcoscenico.
Fabrizio Romagnoli è famoso oramai per i suoi testi teatrali secchi, taglienti, claustrofobici: chi ha avuto modo di vedere interpretati sul palcoscenico questi parti creativi della sua mente è ben abituato ad una forma pinteriana di narrazione teatrale.
“Lei… lui… loro” non fa eccezione: uno spettacolo incentrato sul rapporto duale di una coppia e i problemi derivanti da una malattia dal decorso incontrollabile, composto da dialoghi “botta e risposta” e da una scenografia minimale ma completa allo stesso tempo: il susseguirsi rapido delle frecciatine, i cambiamenti d’umore, le imprecazioni di esasperazione si amalgamano perfettamente nella sensazione di intrappolamento e ineluttabilità della storia.
Giò è malato: affetto da una grave forma di esaurimento nervoso e prossimo alla follia, egli necessita di ritrovare l’equilibrio nell’esatta replica quotidiana delle stesse dinamiche e procedure; compito alla quale viene costretta la sua compagna Doni che, intrappolata dall’amore per il suo uomo, rimane al suo fianco in una sfinente battaglia per resistere alla follia.
La situazione di Giò infatti peggiora sempre più, con un continuo passaggio da fasi calme ad accessi di ira e la totale necessità di interrompere qualunque rapporto con l’esterno, tranne quello con lo psichiatra che lo segue. Non solo: negli ultimi tempi una inquietante presenza, “loro”, si fa viva in continuazione con Giò e la sua realistica convinzione di vedere e sentire questi “loro” parlare getta il dubbio e lo sconforto nella già provata Doni; essi esistono davvero?
I due personaggi sono interpretati da Enzo Masci e da Irene Canale: entrambi danno fondo a tutte le loro risorse di artista per dare vita a due personaggi così complessi come Giò e Doni.
Il Giò di Masci è un’irritante, depresso, debole uomo compresso e schiacciato dalla morte del padre, costretto a vivere un’esistenza penosa tra una routine immutabile e una guarigione sempre più lontana; la bravura di Masci nel dettagliare un personaggio paranoico che “sente le voci” è indubbia, con piccoli particolari come le frequenti mutazioni della mimica facciale ai piccoli gesti necessari ad un personaggio così frammentato per mantenere il contatto con la realtà degni di chi sa gestire il palcoscenico senza timori.
Anche la Canale consegna un’interpretazione d’alto livello con la sua Doni: la doppia facciata della donna che si sviluppa pian piano durante lo spettacolo, partendo da una rigida e insofferente ma fedele compagna fino ad arrivare ad una necessaria esplosione di libertà e alle sue conseguenze, è portata avanti abilmente dalla giovane attrice. Soprattutto i suoi monologhi finali lasciano disarmato lo spettatore dalla terribile realtà finalmente scoperta.
Impressionante la qualità “psichiatrica” dell’opera, frutto di un lavoro duro da parte dell’autore e dalla sua esperienza in una casa “protetta” dove ha potuto constatare dal vivo le dinamiche psichiatriche di un determinato range di pazienti.
La collaborazione tra Romagnoli, Masci e il Teatro dei Contrari, già ben testata con l’ultimo spettacolo “Aggiungimi”, presenta anche stavolta un momento di riflessione ed emozione di fronte alla rivelazione del fatto che molto spesso la realtà non è come appare in un primo momento: lo spettatore rimane rapito e ammutolito di fronte alle agghiaccianti dinamiche di coppia di Giò e Doni raccontate con ammaliante abilità dall’autore e regista tolentinate.
Ha collaborato con il regista per l’Aiuto-Regia Emilia Tafaro.
Per info: Lo spettacolo è in scena dal 22 al 27 febbraio 2011 al Teatro dei Contrari, Via Ostilia 22, Roma. Per chi desidera prenotare i biglietti degli spettacoli o ricevere altre informazioni, è possibile farlo recandosi a Teatro ogni giorno dalle 18.30 in poi, oppure scrivendo all'indirizzo e-mail:
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