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I salentini in missione in Libano si preparano così per il capodanno

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Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 29 Dicembre 2010 14:51

Spirito di corpo e di appartenenza con una cena tra conterranei ed un menu strettamente a base di prodotti tipici, “pittule” e “mieru” compresi.


I salentini in missione in Libano si preparano così per il capodannoSul petto, vicino al cuore, lo stemma della loro terra, sono militari, fanno parte del Reggimento “Lancieri di Novara” (5°) di Codroipo, hanno la responsabilità di “Italbatt 1”, l’unità di manovra italiana del settore ovest di Unifil, nel Libano meridionale.

Tra loro, tanti, tantissimi sono di origine salentina, a sud della puglia e, oltre allo spirito di corpo che provano per il loro reggimento, nutrono un profondissimo attaccamento per la loro terra di origine, tanto da portarli a realizzare una felpa ad hoc, personalizzata con lo stemma della “Repubblica Salentina” (non un organo politico o scissionista ma una “res publica” per la valorizzazione dell’identità territoriale) e ad organizzare una bellissima e buonissima cena con i colori ed i sapori della loro terra.

A pochissimi giorni dalla notte di capodanno, hanno sentito la voglia ed il piacere di stare insieme e organizzare un evento “in loco” che li facesse sentire un po’ a casa. Hanno arredato la mensa e ricoperto i tavoli con bandiere giallo-rosse, hanno preparato pietanze tipiche della loro tradizione, come le famose “pittule”, hanno bevuto “mieru” (vino) di casa loro e hanno guarnito la torta con la scritta “simu li megghiu” (siamo i migliori).

Il tocco finale è stato l’aver preparato ed indossato delle bellissime felpe rosse su cui hanno avuto la cura di cucire la bandiera italiana, il logo dell’Onu e, sul petto, vicino al cuore, il famoso stemma della Repubblica Salentina costituito da quattro icone che rappresentano il territorio: un sole (che simboleggia la natura ed i suoi elementi), una torre (a ricordare la storia vissuta), un’icona neolitica (che identifica il popolo) ed una taranta (un ragno che simboleggia le tradizioni popolari).

Cristian Taurino, originario di Squinzano, è stato il loro portavoce per questa particolarissima occasione, ha curato i rapporti con la “casa base” nel Salento e via web, in tempo reale, ha inviato le foto della bellissima serata. Insieme a Cristian sono in Libano: Simone Imperiale (Collepasso), Marco Piccirillo (Merine, Lizzanello), Tonino Colluto (Botrugno), Giovanni Bruno (Lecce), Andrea Canuti (Lecce), Antonio D'Elia (Novoli), Gianpiero Orlando (Ruffano), Giuseppe Valentino (Copertino), Salvatore De Paolis (Andrano), Carlo Burzo (Monteroni), Alessandro Bortone (Ugento), Pierpaolo Mazzei (Calimera), e ancora Ivan Lazzari, Piero Stefanelli, Gabriele Greco, Luigi Cagnazzo, Nicola Longo, Marco Calcagnile, Marco Rizzo, Luca Caragiuli, Valerio Quarta, Danilo Puzzello e Gianni Coroneo.

Per i curiosi di affari militari, i “Lancieri di Novara” nascono il 24 dicembre 1828 come Reggimento Dragoni di Piemonte ed assume l’attuale denominazione il 3 gennaio 1832. Partecipa a tutte le battaglie risorgimentali e dal 1916 partecipa alla 1^ Guerra Mondiale combattendo nell’epica battaglia di Pozzuolo del Friuli (29 e 30 ottobre 1917) e Vittorio Veneto nel 1918.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Reggimento partecipa alle operazioni alla fronte occidentale alpina, quindi, inquadrato nella Divisione Celere “Principe Amedeo Duca D’Aosta” partecipa nel 1941 alla campagna di Jugoslavia e nel 42- 43 alla Campagna di Russia con l’epica e gloriosa battaglia sul Don dove, decimata, si guadagna la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Lo Stendardo è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, due Medaglie d’Argento al Valor Militare, quattro Medaglie di Bronzo al Valor Militare ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito.

www.repubblicasalentina.it

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