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Festival nazionale itinerante di cultura popolare da aprile a ottobre.
IL FESTIVAL A MONTECRETO (MO) 8-9-10 AGOSTO 2011 La Rete da anni prosegue la collaborazione con il territorio modenese. Montecreto, piccolo comune di 800 abitanti e luogo di indagine di Francesco Guccini, uno tra i più importanti cantautori italiani, che, insieme ad alcuni cantori del territorio, ha fatto numerose ricerche sui canti del frignano, diventa a metà agosto il centro dell’Appennino tosco emiliano. Tre giorni di incontri, proiezioni e concerti per continuare ad approfondire la cultura popolare, soprattutto negli ambiti musicali.
Berta Bassi: l’ultima cantastorie Berta Bassi è nata nel 1928 alle “Quaiote”, una corte agricola della Sinistra Mincio, nel cuore della zona risicola del Mantovano. Attualmente vive a Tripoli di San Giorgio di Mantova. Durante le veglie invernali, dalla viva voce della madre, anche lei mondina e rinomata “novellatrice di stalla”, ha appreso un ampio repertorio orale di racconti popolari e fiabe tradizionali, che è poi venuta riproponendo, ininterrottamente dagli anni Cinquanta sino ad oggi. Il repertorio narrativo di questa “folista” include oltre trenta racconti orali, che spaziano tra i “generi” più vari: fiabe di magia, novelline popolari, fiabe di animali, fiabe a catena, tutte provenienti dal patrimonio tradizionale appreso dalla madre. Introduce: Giancorrado Barozzi, presidente del Museo Polironiano di San Benedetto Po, che ha effettuato la registrazione digitale delle fiabe.
Il Progetto di Integrazione dell’Orchestra Multietnica di Arezzo Quello che ha portato alla formazione dell'orchestra e alla definizione del suo repertorio è stato prima di tutto un percorso formativo finalizzato alla conoscenza e all'approfondimento delle strutture di base delle musiche tradizionali delle aree del mediterraneo, per incrociarle con la tradizione italiana ed europea. Tale attività ha mantenuto la caratteristica del laboratorio permanente, tuttora aperto a nuovi inserimenti soprattutto per quanto riguarda i musicisti stranieri. Dal percorso formativo iniziale si è costituito il primo nucleo dell'Orchestra Multietnica di Arezzo.
Orchestra Multietnica di Arezzo in concerto L’OMA oggi è composta da più di 30 musicisti e vuole tracciare un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace e di guerra, di nomadismo e di amore per le proprie radici, che dal Nord Africa sale su per la Turchia, la Grecia, i Balcani, l'Est Europeo, e arriva fino al nostro Paese, alle coste bagnate dal Mediterraneo, un percorso che oggi è quello delle nuove migrazioni. Per provare a sentire le musiche di queste terre, per provare a capirle, per scoprire probabilmente che le radici non sono poi così lontane tra di loro come si crede.
Sciamboli e Canti all’Altalena. Presentazione del progetto editoriale Dalla memoria degli anziani riemerge un repertorio musicale che, in uso un tempo nel Sub-Appennino Dauno e in altre aree dell'Italia meridionale, era caratterizzato da un disegno melodico discendente e da un'intonazione arcaica della voce in canti antifonali associati all'uso dell'altalena. In una lunga ricerca nell'originaria area d'elezione degli sciamboli in provincia di Foggia, si è così documentata un'antica forma di espressività popolare che, di preponderante afferenza femminile, nella permissività del Carnevale consentiva di affrontare, anche in termini licenziosi, tematiche prevalentemente amorose.
Viulan in Concerto Il virtuosismo di assoluto livello, il gioco della sfida nel cantare e nel suonare, rendono coinvolgente ed entusiasmante le performances del gruppo. Un gruppo di amici prima che di artisti, perché il canto, nella cultura popolare, è un modo di vivere prima che un’espressione artistica.
Umberto Sangiovanni e Dauniaorchestra presentano “Sciamboli e Nuovi Inverni” Attraverso la rimusicazione di questi canti in rima e in dialetto che venivano declamati dalle donne di Volturino e Accadia nel periodo di Carnevale testi se ne vuole da un lato conservare la loro memoria, la loro essenza storica, dall'altro rinnovare la loro attualità e regalare all'ascoltatore un modo per approcciarsi al passato attraverso i suoni di oggi.
Laboratorio di Musiche e Danze salentina, a cura degli Alla Bua Un incontro con la musica e la danza degli Alla Bua, espressione della tradizione salentina che incontra la nuova generazione e la racconta
Alla Bua in concerto Gli Alla Bua nascono dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Si sono formati tra le ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, nelle notti itineranti del canto a Santu Lazzaru, nelle tipiche feste nelle curti fatte di vino, voci spiegate e incessanti tamburelli.
LA RETE ITALIANA DI CULTURA POPOLARE In Italia è attiva da alcuni anni una Rete costituita da enti pubblici e privati, da associazioni e comunità locali, che opera per il recupero, la promozione e la valorizzazione dei beni demo- etnoatropologici immateriali, così come indicati dalla Convenzione UNESCO, cercando di coinvolgere con un'azione sinergica i territori coinvolti. La Rete Italiana di Cultura Popolare svolge contemporaneamente attività di studio e ricerca - attraverso il Comitato Scientifico – oltre che di progettazione e programmazione di manifestazioni ed incontri mirati alla riscoperta, tutela e diffusione, nel solco della modernità, delle tradizioni e delle diverse espressioni di cultura popolare, esistenti nelle territori italiani.
IL FESTIVAL È l’unico Festival Nazionale itinerante dedicato alle tradizioni popolari, nato nove anni fa per sottolineare l’importanza delle differenze di cui ogni territorio è geneticamente depositario e per riportare davanti al grande pubblico quei valori legati al patrimonio di tradizioni artistiche popolari a rischio d’estinzione. Per 9 mesi interi di programmazione, più di 70 spettacoli, incontri ed appuntamenti percorrono tutta l’Italia, coinvolgendo decine di città, 10 regioni e 15 province circa. Così la carovana di Cultura Popolare, con i suoi 260 artisti, collabora con 10 tra i maggiori Festival Italiani. “Far rete” significa infatti radicarsi sui singoli territori, costruire delle “Antenne” in grado di presidiare la cultura locale in un’ottica di scambio ed apertura: individuare nuovi “Testimoni della Cultura Popolare”, costruire il vero passaggio dei saperi con le generazioni future, adottare una politica culturale dell’incontro e della partecipazione.
Il Festival continua così la sua attività annualmente e ciclicamente: Autunno, Inverno, Primavera, Estate, per poi ricominciare e mettere a sistema le ritualità e le feste che i nostri territori esprimono, ma soprattutto, per promuovere un modo nuovo di concepire l’individuazione, la salvaguardia e la re-invenzione della Cultura Popolare, in una sperimentazione tanto antica quanto innovativa dove la cultura viene intesa come una frequentazione quotidiana (non come evento singolo), e che nella ripetizione trovi il motivo necessario per “fare comunità”. Un lungo viaggio lungo la penisola per promuovere e valorizzare la cultura popolare del territorio, dunque; un progetto che va oltre l’aspetto performativo, ma che punta a sostenere l’incontro e il dialogo tra gli enti locali per poi giungere, tra il resto, alla costituzione delle “Antenne” in loco.
Il Festival delle Province è una vera e propria Università viaggiante, un luogo di incontro tra saperi e persone impossibili da trovare per caso. Ritroveremo i suoni o la teatralità che i territori esprimono, ma anche “valori” e capacità di ri-mettere in gioco modi di “saper fare”.
Calendario Lunedì 8 Agosto Ore 20.30 Berta Bassi: l’ultima cantastorie Ore 21.30 Il Progetto di Integrazione dell’Orchestra Multietnica di Arezzo Ore 22.00 Orchestra Multietnica di Arezzo in concerto
Martedì 9 Agosto Ore 20.30 Sciamboli e Canti all’Altalena. Presentazione del progetto editoriale Ore 21.00 Viulan in Concerto Ore 22.00 Umberto Sangiovanni e Dauniaorchestra presentano “Sciamboli e Nuovi Inverni”
Mercoledì 10 Agosto Ore 20.30 Laboratorio di Musiche e Danze salentina, a cura degli Alla Bua Ore 22.00 Alla Bua in concerto
Per informazioni: www.reteitalianaculturapopolare.org
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