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Braccio di ferro sui contratti. Attacco alla Fiom dopo il caso Landi

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Emilia Romagna
Scritto da Corrado Guerra   
Venerdì 10 Giugno 2011 20:38

Angeletti (Uil): «La strada delle vertenze giudiziarie uccide il ruolo del sindacato».


Luigi AngelettiUnità sindacale? Chi l’ha vista? Cisl e Uil si preparano ad una manifestazione nazionale a Roma, il prossimo 18 giugno. Della Cgil neanche l’ombra. La Uil reggiana sta già raccogliendo le adesioni per riempire tre pullman (Lorenzo Avolio 3939686502) e le iscrizioni sono già a buon punto.

Segretario Luigi Angeletti, dopo la causa Fiom-Landi Renzo avete superato il punto di non ritorno rispetto al dialogo con la Cgil qui a Reggio? La Uil che fa?

-Guardi, il sindacato che abbandona la discussione sindacale e pone il problema in mano a un giudice chiude ogni spazio di manovra al sindacato stesso. Pur aspro che sia il confronto, il sindacato non può abdicare al suo ruolo, la sua mission. Per questo giudico sbagliatissime le vertenze che la Fiom ha promosso contro molte aziende, come la Landi Renzo di Reggio, per la vicenda dei contratti dei metalmeccanici. Dico questo, ovviamente, pur con tutto il rispetto per i giudici.

Però la Fiom dice di aver vinto la causa...

-La Fiom canta vittoria sulla base di un decreto del giudice che, in realtà, non ha accolto le loro richieste più significative. Il giudice del lavoro ha detto solo che c’è la libertà di fare dei contratti come organizzazione onde per cui anche quello firmato dalla Uilm e dalla Fim del 2009 ha la sua validità giuridica. Rispetto agli obiettivi che si era posta e cioè di far riconoscere come valido solo quello da loro controfirmato, la Fiom questa battaglia l’ha proprio persa.

Tutti sul carro degli Industriali allora...

-Questo no: credo, invece, che gli Industriali debbano avere più coraggio e affrontare con noi i temi nuovi del lavoro in modo concertativo e provare ad esplorare anche strade nuove. A Reggio non è così, perché spesso qui gli Industriali considerano la Fiom come unico interlocutore.
Mi auguro che ora Confindustria riconsideri molte delle sue posizioni, anche se pesa l’ambiente circostante.

Nel braccio di ferro tra le sigle sindacali, spesso ci vanno di mezzo i lavoratori...

-Un sindacato non è un partito politico, deve stare a fianco dei lavoratori e trovare con loro una soluzione ai problemi, senza maggioranza e minoranza.

Però i sindacati reggiani si sono trovati d’accordo l’ultima volta a festeggiare assieme il Primo maggio...

-A Reggio lo abbiamo festeggiato assieme, altrove, penso a Bologna, non è andata così. Il fatto è che dentro alla Cgil ci sono tante, diverse anime...

Quindi non è solo un problema della Fiom, dei metalmeccanici?

-Vedo molte azioni contraddittorie, i problemi non sono solo della Fiom... La Cgil deve decidere se sceglie una via di conflitto permanente, sempre e comunque, o se si mette di nuovo a fare il sindacato, cercando una soluzione ai problemi che questa crisi ha spalancato davanti agli occhi. La strada è quella dei tavoli di confronto, non delle vertenze. Perchè anche la concertazione non è facile, la gente è arrabbiata non arriva alla fine del mese, la ripresa dell’economia non produce posti di lavoro, la tenuta sociale non è scontata... questi sono i problemi che abbiamo davanti.

E se il sindacato arriva tardi scoppiano le proteste, come lo sciopero della fame e della sete dei lavoratori di Gfe...

-Sì, ma ora siamo riusciti ad aprire un confronto, con l’aiuto della Provincia e della Regione. A quel tavolo ci sono tutte le sigle sindacali e, assieme, avremo più peso a far capire che tutti devono fare un passo per risolverla questa vicenda.

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