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Capitale europea nel 2000 e Città creativa della musica riconosciuta dall'UNESCO nel 2006, non possono rimanere solo un dolce ricordo della Belle Époque.
Nella circostanza riportiamo la testimonianza di uno dei candidati a sindaco Angelo Maria Carcano, alla quale il suo amore spassionato, nel mondo dell’arte lo ha visto crescere e nutrire una certa consapevolezza del panorama attuale Felsineo.
“Riportare la cultura a Bologna, in quella che nel 2000 ne fu la capitale europea, è un imperativo su cui dovrà perdere il sonno chi sarà chiamato a governare la città.
Inutile parlare di flussi turistici, arrivi e presenze se la città, straordinaria per le sue ricchezze, non è più capace di ospitare quei grandi eventi che suscitano un reale interesse”.
Angelo Maria Carcano, candidato sindaco di Bologna nella lista civica Nettuno, in realtà il sonno ce lo ha già, in parte perso. “Amo l’arte, sono stato cresciuto ed educato all’amore per il bello, in ogni sua forma. Ovunque io sia andato in viaggio la mia prima tappa è sempre stata nei musei, alle gallerie, alle collezioni d’arte.
Per questo ho osservato attentamente l’impoverimento dell’offerta culturale della mia città e, oggi che mi candido a diventare il suo sindaco, mi pongo come uno degli obiettivi primari la sua rinascita attraverso la cultura.
Osservando, ché è dall’osservazione attenta della realtà che si traggono spunti vincenti, cosa succede in città non per forza più grandi di Bologna, come Mantova, Brescia o Ferrara e anche la stessa Forlì, non ho potuto fare a meno di notare che in queste città vengono ospitate mostre di grandissimo valore. Si tratta di eventi capaci di arricchire il patrimonio culturale dei cittadini e di attrarre turisti. A Bologna l’ultima esposizione di un certo spessore è datata 2006 ed è stata dedicata ai Carracci.
Tuttavia, ancora una volta il leit motiv di questa mostra è stato indicativo di quella chiusura, quel ripiegamento su di sé di cui la mia città è vittima da anni e dal quale io voglio farla uscire. Portare a Bologna le opere dei grandi maestri, nazionali e internazionali, non è impresa facile, certo.
Ma ritengo che valga la pena impegnarsi: le location ci sono e vanno sfruttate. La mia proposta è di fare arrivare qui mostre già allestite in altre città, come Roma o Napoli, Torino o Milano. ‘Comperare’, se mi si concede il termine, il pacchetto completo e riproporlo per i miei concittadini e per tutti coloro che, trovando logisticamente difficile raggiungere le città che hanno precedentemente ospitato l’esposizione potrebbero facilmente arrivare qui.
Non va dimenticato che Bologna si trova in una posizione strategica: è uno dei più importanti snodi ferroviari d’Italia ed è perfettamente collegata al Nord come al Sud anche dalle autostrade che qui confluiscono. E’ quindi il momento di sfruttare al meglio queste caratteristiche di Bologna, di aprirla alla cultura, quella capace di far sognare e di arricchire l’animo umano.
L’arte è educazione, è civiltà, è passione. Io sono uomo di passione, l’arte mi ha cresciuto in questa consapevolezza: e in questa stessa consapevolezza voglio che crescano e si nutrano i bolognesi e tutti coloro che a Bologna verranno”.
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