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La crisi morde, soprattutto in Campania e nelle regioni del Sud, confermando la condizione di un Italia a due velocità.
La disoccupazione al Sud sfonda il tetto del 13% con punte del 60% per i giovani. Ma la crisi può aprire anche nuove opportunità. Occorre però formarsi in maniera mirata, scegliendo corsi che diano le giuste competenze, in linea con le attuali esigenze del mercato del lavoro e che rilascino certificazioni formali. Questo il nuovo diktat. In crescita la richiesta di nuove figure professionali da parte di micro e piccole imprese.
IL PANORAMA
L’Istat boccia la Campania nella classifica nazionale dell’occupazione. Terz’ultima, con un tasso di disoccupazione che già nel 2009 sfiorava il 13 per cento, dopo di lei, fanalini di coda, ci sono solo la Sardegna e la Sicilia, rispettivamente con un 13,3 per cento ed un 13,9. Un valore negativo che, a conti fatti, cresce di anno in anno senza freni. Per la Campania, gli esperti non trovano una spiegazione solo nella crisi economica mondiale, che pure c’è e forte e si percepisce su tutti i fronti, bensì soprattutto su una cattiva gestione delle risorse disponibili da parte delle istituzioni locali.
Una situazione di mancanza di opportunità che colpisce, secondo dati Istat, anche il resto dell’Italia, facendo lavorare tutto il Paese ad una velocità bassa rispetto alle sue potenzialità, dato che in Italia mancherà l’organizzazione ma ci sono buoni cervelli e quindi un ottimo capitale sociale da cui partire. La disoccupazione in Italia, infatti, sale a settembre all'8,3 per cento. Il tasso giovanile è al 29,3 per cento. Un vero record al ribasso dal 2004. La disoccupazione nel Belpaese fa segnare uno 0,3 per cento in più rispetto all’agosto e settembre del 2010. L’Eurozona, secondo il rapporto Eurostat è attanagliata da un 10,2 per cento di disoccupazione. Circa 16,198 milioni di disoccupati nell’Eurozona, 23,264 milioni nell’intera Unione Europea.
FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’
Secondo l’analisi offerta dal Centro Studi di Confcommercio le famiglie non hanno più soldi da spendere. Una famiglia su tre ha meno liquidità. Una perdita parti a 10mila euro avvenuta progressivamente negli ultimi quattro anni. La povertà cambia il suo volto e sono sempre di più, dati del rapporto Caritas alla mano, le famiglie che si rivolgono a servizi socio-assistenziali ed alle mense dei poveri. A mettere in ginocchio le famiglie, soprattutto quelle giovani e di recente costituzione, la contrazione di un mutuo, che rende la soglia di povertà più vicina. Ad essere colpite dalla crisi economica soprattutto le donne, in particolare quelle con un basso titolo di studio, che sono le prime ad essere mandate a casa o a rinunciare a cercare un lavoro.
La precarietà non coinvolge, secondo gli esperti, solo la sfera economica e lavorativa, ma anche quella delle relazioni familiari e sociali che arrivano a situazioni di rottura, creando un pantano di isolamento. Non si sa a chi chiedere aiuto ed i servizi istituzionali latitano. Secondo l’XI “Rapporto su povertà ed esclusione sociale” targato Caritas e Fondazione Zancan, una quota sempre più alta di giovani scivola verso una condizione di inattività prolungata, seguita da una conseguente dequalificazione delle competenze di base. Sono i giovani che non lavorano, non studiano, né cercano lavoro, rassegnati oltre misura. Poi c’è il fenomeno del cosiddetto “ascensore sociale”. Solo un terzo dei giovani riesce a migliorare la propria condizione sociale rispetto a quella dei genitori. Oltre la metà rimane ancorata al ceto sociale da cui proviene e una parte è costretta addirittura a scendere a un gradino di benessere inferiore quello dei propri genitori. Un fenomeno che intacca la fiducia nel futuro
FUTURO INCERTO
La crisi economica si traduce in un livello di consumi in picchiata (-1,5% in agosto), in una ricchezza nazionale che arranca (sempre più prossima allo zero) e in inflazione che erode la capacità di spesa con sempre maggior forza (+3,2% a ottobre). Lo sviluppo del Paese, quindi, resta al palo. Tradotto in parole povere, questo vuol dire che le persone hanno meno soldi e possono spendere meno per diverse attività. Ad essere vittime della crisi soprattutto i giovani, secondo Federconsumatori. Sono loro, infatti, ad avere sempre maggiori difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro.
Allo stato attuale, proprio la mancanza del lavoro, o la sua precarietà, obbliga la generazione dei trentenni a vivere ancora insieme ai genitori, che costituiscono un bacino di risorse necessario alla sopravvivenza. Da quanto rilevato dall'Osservatorio Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, emerge che nel nostro paese, nella fascia di cittadini tra i 25 e i 34 anni, quasi la metà degli uomini (47,7%) vive ancora in famiglia; per le donne invece la quota scende al 32,7%. Si tratta comunque di una delle percentuali tra le più alte in Europa.
NUOVE FIGURE PROFESSIONALI EMERGENTI
Ma se tanti posti di lavoro si perdono altre opportunità occupazionali si aprono. Bisogna però avere un’elasticità tale da essere in grado si ricoprire diversi ruoli, quelli richiesti di volta in volta dal nuovo volto del mercato del lavoro ed essere disposti a spostarsi sul territorio europeo e mondiale. I confini sono molto mobili. Ma i dati relativa all’atteggiamento giovanile non sono confortanti. Infatti sempre secondo l’Osservatorio Isfol, nella fascia dei giovani tra i 18 e i 29, solo il 41,5% si dichiara disposto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro. Il 29,1% però rifiuterebbe anche una proposta di lavoro, qualora prevedesse la necessità di trasferirsi.
Però arrivano anche dati positivi. Infatti, secondo i dati divulgati da Fondazione Impresa, in barba alla crisi, le microimprese, con meno di 10 addetti, stanno crescendo e fanno segnare un positivo + 6,55 per cento di occupati negli ultimi 5 anni. Gli addetti delle microimprese sono aumentati soprattutto nel Lazio (+13,63% in 5 anni) e nelle regioni del Sud Italia.
Quali sono le figure professionali richieste dalle aziende? Secondo il rapporto del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale fino al 2020 la crescita economica continuerà ad interessare il settore dei servizi. In prima linea quindi, saranno richiesti gli esperti di servizi commerciali (forniti principalmente dal settore privato). A seguire le professionalità che riguardano i servizi bancari e finanziari. La crescita maggiore si concentra perlopiù nelle professioni manageriali, intellettuali, scientifiche e intermedie, per le quali si prospetta la creazione di circa otto milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020. L’aspetto fondamentale è acquisire competenze che siano dimostrate dal possesso di qualifiche formali e quindi di CERTIFICAZIONI RICONOSCIUTE.
Secondo gli addetti al settore la richiesta di certificazioni riconosciute da parte delle Aziende è destinata ad aumentare, in maniera tale da velocizzare i processi selettivi. E’ l’era dei lavoratori dell’ITC (Information Communication Technology), con le competenze informatiche in testa. In più ormai le Aziende sono proiettate su un panorama di scambio internazionale e richiedono quindi dai propri addetti un’ottima conoscenza delle lingue, innanzi tutto l’Inglese che è l’idioma più diffuso su scala internazionale. I licenziamenti e gli esuberi, secondo gli addetti ai lavori, riguarderanno soprattutto i lavoratori con qualifiche formali di basso livello o non qualificati.
IL PROGETTO DI CITTA’ DELL’ESSERE
Proprio in virtù di questi dati ed in accordo al perseguimento dei propri fini statutari, Città dell’Essere ha studiato una proposta per venire incontro ai bisogni emersi dal territorio. L’obiettivo è sostenere nel proprio percorso i giovani e le famiglie in difficoltà, restituendo loro la fiducia nel futuro. Città dell’Essere, infatti, è una cooperativa sociale e si propone di creare occasioni di sviluppo per il territorio attraverso opportunità di crescita offerte ai giovani ed alle famiglie in difficoltà. Ecco perché, propone un progetto di implementazione delle competenze professionali a costi solidali. Essendo anche un ente di formazione qualificato è infatti attento a strutturare percorsi di formazione mirata e di qualità.
Ai percorsi professionalizzanti si affianca uno sportello di ascolto ed orientamento per sostenere gli individui nel loro processo di focalizzazione degli obiettivi personali e professionali. Lo sportello, che rientra nel progetto “Angeli allo Sportello”, è ad accesso gratuito, su prenotazione, il lunedì ed il giovedì.
Parola d’ordine far emergere e valorizzare al massimo le potenzialità di ciascuno, portandolo a focalizzare e aiutandolo a mettere in campo azioni concrete per realizzarsi. L’obiettivo finale è il raggiungimento del benessere globale dell’individuo. Perché ogni individuo è una risorsa indispensabile e va valorizzata in ogni sua componente. Città dell’Essere propone, quindi, una strenna di Natale davvero utile. Con la crisi che morde trasversalmente ogni fascia sociale, e basta chiedere un po’ in giro per averne conferma, si punta sempre di più sul regalo utile. L’oggettino grazioso o lo “sfizio” non bastano più.
Allora perché non regalare competenze concrete e quindi la possibilità di aprire le porte al futuro? Città dell’Essere offre 3 corsi studiati ad hoc. Un corso di informatica da 30 ore comprensivo della certificazione finale ECDL, che fa punteggio in graduatorie e concorsi nei quali, dal 2000, è obbligatoria la prova di informatica. Un corso di inglese da 40 ore preparatorio all’esame di lingua inglese di livello B2, cioè il livello intermedio avanzato che, attualmente, è il più richiesto dalle aziende sia pubbliche sia private ed anche dall’Istituzione scolastica.
Un corso di contabilità, della durata di 20 ore, per acquisire le competenze indispensabili per gestire l’amministrazione di piccole e medie imprese, ma anche per gestire consapevolmente il proprio rapporto di lavoro, puntando sulla conoscenza incontrovertibile dei propri diritti e delle tutele previste dalla legge. Città dell’Essere ha effettuato numerose ricerche settoriali che indicano che queste competenze sono nevralgiche nell’ambito di un necessario e costante processo di aggiornamento professionale. Sa però che i portafogli sono sempre, purtroppo, più vuoti.
Ecco perché lo staff di Città dell’Essere sceglie di offrire percorsi professionali di alta qualità a prezzi solidali. A conti fatti si paga quasi la sola certificazione, riconosciuta a livello internazionale, mentre il corso preparatorio è praticamente regalato. Infatti, le semplici parole non bastano ad attestare il possesso di una specifica competenza, richiesta dall’universo aziendale. In parole povere senza il pezzo di carta non si va da nessuna parte. Sarà poi nella seconda fase di un colloquio selettivo, che il candidato potrà dimostrare le specifiche competenze possedute. Corso + certificazione. Un binomio vincente.
UN INVESTIMENTO SUL FUTURO
L’obiettivo di Città dell’Essere è quello di reinvestire tutti i fondi così raccolti per creare nuove opportunità per lo sviluppo del territorio e per continuare ad erogare ai cittadini servizi ad accesso gratuito. Questi servizi potranno così continuare ad essere erogati grazie ad un impegno costante e nonostante siano sotto gli occhi di tutti i forti tagli al fondo sociale.
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