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Il Mare di Spalle: un dipinto di Marco Tagliaro dedicato ad Alicudi

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Calabria
Scritto da Giuseppe Scopelliti   
Domenica 15 Agosto 2010 10:33

Un dipinto e le sue fasi preparatorie: disegni, acquarelli, oli, incisioni dal 2000 al 2010.


Marco Tagliaro Mare di Spalle AlicudiDal 10 Luglio al 22 Agosto 2010 presso il Museo Regionale Archeologico Eoliano “Luigi Bernabò Brea” (Lipari – Messina) è in corso la mostra di pittura e grafica intitolata “Il Mare di spalle”, composizione con figure ambientata in una grotta vulcanica presso l’isola di Alicudi, realizzata dall’artista Marco Tagliaro.

La mostra è aperta al pubblico dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 15 alle 19 tutti i giorni escluso la domenica pomeriggio, nell’ isola di Lipari (Messina), fino al 22 Agosto 2010.
Successivamente l’esposizione mostra sarà trasferita a Treviso, alla Fondazione Benetton, presso Palazzo Bomben, dall'11 settembre al 10 ottobre 2010

Dopo dieci anni di lavoro nella sua grotta, situata ad un centinaio di gradini dal porto di Alicudi, viene esposta l’opera che ritrae l’interno della grotta in pietra lavica, dimora per anni dell’artista. L’opera raffigura la spensieratezza e la serenità di un uomo e due donne, abitanti dell’isola di Alicudi, intenti a sbucciare le fave, con sullo sfondo il mare e l’isola di Filicudi che si intravedono oltre il perciato.

La tavola è dipinta anche nel retro, secondo una tradizione antica della pittura: nel quadro di Tagliaro il fronte offre il concetto (la vita quotidiana nello scorrere del tempo simboleggiato dalle tre età, all’interno di una natura amica benché aspra), il retro illustra, in un mosaico di ordinate ripartizioni, aspetti dell’isola ed elementi tipici (i gradini, un camino, il fico d’India ecc.).

Con quest’opera “lunga dieci anni” Marco Tagliaro rende omaggio all’isola di cui è diventato anch’egli elemento tipico, tanto da essere incluso nelle guide, nonché compagno gradito dei suoi abitanti, di cui ha imparato il difficile dialetto: un’opera d’arte di alto livello, per la tecnica impeccabile che restituisce l’ammirata emozione dell’artista per il paesaggio e la vicinanza alle fatiche e all’umanità degli isolani

Dieci anni per realizzare un quadro potrebbero sembrare tanti. In realtà l’artista Marco Tagliaro ha utilizzato la lenta tecnica dei maestri del ‘400, dei pittori veneti del Rinascimento e di Leonardo, con la ricerca della precisione dei colori per strati e per velature applicati prima su bozzetti, fino ad ottenere una rispondenza reale tra descrizione figurativa e visione effettiva. “Questa è la mia eredità, la mia orma su questa terra”, racconta l’artista. Con questa tecnica il pittore entra in simbiosi con l’ambiente che va a rappresentare, permanendo nel luogo, entrando in contatto con la gente ed il paesaggio. La mostra consta di un dipinto grande, a doppia faccia, e di una serie di studi eseguiti a disegno, ad acquarello ed incisione, in numero complessivo di circa settanta fogli.  

Per maggiori informazioni sull'artista e sulle mostre visitare il sito di Marco Tagliaro http://www.marcotagliaro.it/ . Presso la mostra al Museo Archeologico di Lipari sarà possibile visitare le opere esposte. 

Museo Regionale Archeologico Eoliano “Luigi Bernabò Brea”
Tel. 090 9880174 - Fax 090 9880175
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Marco Tagliaro - Biografia
Marco Tagliaro nasce a Mirano (VE) nel 1942. Frequenta l'Istituto d'Arte di Venezia e sente presto attrazione per il mondo della pittura, incoraggiato in questo dal suo insegnante di disegno ornato, il pittore Armando Tonello. Risiede a Mirano fin dall'età di vent'anni nutrendosi degli umori di questo ambiente veneto, disegnando e dipingendo tra la gente del luogo, ispirandosi al mondo rurale e ai parchi delle ville.

Nel 1963 si sposta a Mestre assieme alla famiglia e abita nella città circa nove anni; frequenta mostre e gallerie d arte a Venezia e nella regione. E' il periodo dell'incontro e di lunghi dialoghi con un pittore-acquarellista di lui più anziano: Alberto Zamara; ne nasce una importante e fruttuosa amicizia. Attorno al 1964 apprende, a Venezia, la tecnica dell’incisione dal calcografo Galileo Borili, ed inizia a misurarsi con essa. Ha per vari anni, dal 67 al '73, uno studio in piazza Ferretto a Mostre a fianco del pittore Domenico Boscolo-Natta con cui stringe buona amicizia. Fino a questo periodo le mostre principali sono: 1962 Venezia, galleria S. Vidal; 1964 Venezia, galleria S. Stefano; Rimini, galleria Sigismondo; 1967 Venezia, galleria Bevilacqua la Masa: 1968 Venezia, galleria S. Stefano.

Nel 1966 scopre Combai, paese collinare tra Vittorio Veneto e Valdobiadene. e vi soggiorna per eseguire il dipinto "Valsana” di lunga elaborazione. Da quel tempo Combai diventa una meta regolare e vi risiede, a periodi, dipingendo. Nel 1969 rivisita Mirano, con un ciclo di sette incisioni e una mostra di acquarelli (presentazione di Ugo Facco De Lagarda). In questo periodo avviene una crisi artistica, lungo momento di riflessione e sperimentazione durante il quale insegna educazione artistica, prima nella provincia di Venezia e poi in quella di Treviso.

Nel 1974 lascia lo studio di Mestre e si trasferisce a Combai. Lì conosce Giovanni Barbisan. Nel 1976 lascia l’insegnamento e riprende con vigore attività artistica con un diverso linguaggio e anche con la nuova concezione pittorica maturata in quegli anni di rapporto diretto tra Ranista e il suo pubblico. Segue una serie di mostre organizzate in luoghi non ufficiali, fuori dalle gallerie d'arte. per una libertà espressiva e di sperimentazione. Emergono due linee privilegiate di interessi: il paesaggio e i centri storici, la figura umana e lo studio degli anziani. E questo un periodo di frequenti viaggi e di rapidi spostamenti consentiti dal possesso di una tecnica pittorica immediata. Alcune mostre: Naxos 1976; Gerace 1977; centro storico di Miane (TV) 1977; paesaggi delle Egadi 1978: Combai, vecchi 1978: Combai, nudi 1978; Malta, La Valletta 1979.

Nel 1980 torna a Mirano con una mostra per rendere omaggio al nuovo parco pubblico, quel parco che, da ragazzo, lo ha nutrito di spunti, quando ancora è privato e non è facile accedervi. Dal 1975 usa passare alcuni mesi invernali nel sud d'Italia e in Sicilia in particolare. Cefalù e altre località. Nel 1981, visitando le isole Eolie scopre Alicudi a cui si lega affettivamente e ne fa scaturire alcune mostre: 1983 Mestre. galleria Gigli; 1981 e 1984 a Combai "Paesaggi di Alicudi e figure siciliane"; Alicudi - Combai - Venezia "Paesaggi"'.
Nel 1984 sposta la sua attenzione a luoghi tropicali, visitati in inverno. Compie alcuni viaggi da cui nascono delle mostre realizzate a Combai, come: Messico 1984: Amazzonia 1985; India. Benares 1988.

Nel 1986 inizia una serie di studi di città venete realizzate in dipinti ed incisioni la prima delle quali è Mirano, poi. nello stesso anno, Maser; Cornuda 1987; Pollina 1988-'89; Feltre 1990 (presentazione di Sergio Claut); Bassano 1992 (testi critici e presentazione di Paolo Rizzi e Flavia Casiigranda); Pieve di Soligo 1993 (testo critico e presentazione di Giorgio Segato). Questo recente intenso lavoro, che ha assorbito estati per dipingere ed inverni per incidere, è stato intervallato da alcuni altri temi: una serie di ritratti di vecchi di Combai 1988, impressioni d autunno 1989, fiori e altro.

Dal 1991 decide di rientrare nel mondo dei circuiti d'arte regolari sorretto in questo da Gianna Marcato, che lo segue da molti anni e guidato e sostenuto dal critico Paolo Rizzi che lo ha recensito fin dagli anni più giovanili. Nel 1991 visita la Thailandia ed entra in simbiosi con questo paese orientale in cui. da questo momento, risiede ripetutamente dipingendo. Ne nascono alcune mostre: Mestre, galleria S. Giorgio 1992; Padova, galleria Selearte 1992; Mestre, galleria di via Rosa 1994 (testi critici e presentazione di Paolo Rizzi). Nell'autunno 1994 è invitato dal Comune di Mirano a tenere una mostra complessiva sul suo lavoro delle città venete fino ad allora dipinte e incise. In quell'occasione esce un catalogo a firma di Giorgio Segato. La mostra sarà ripetuta a Maser.

Nel 1995 ha luogo una importante svolta nella sua attività artistica. Inizia l'approccio alla composizione con figure: tenia "Ia raccolta delle mele", ambientata ad Egna in Allo Adige.
Nel tardo autunno di i ui eli anno dedica un omaggio a Cannaregio di Venezia con una serie di acquarelli monocroini e una mostra presso Palbergo Universo. Nel 1996 una nuova mostra delle "Città venete" a Bassano, alla Chiesetta dell'Angelo. Nel 1997, in occasione del decennale della mostra su Cornuda viene organizzata: "Cornuda e le città venete”. Nel 1998, omaggio a Noale: serie di acquarelli monocromi, un acquarello policromo e una incisione con mostra presso la sede municipale: cura il catalogo Gianna Marcato.

A cinque anni dal suo inizio, nel 2000, si conclude il dipinto "La raccolta delle mele": la mostra ha luogo ad Egna presso la Comunità Comprensoriale; nell'occasione viene edito un catalogo con lesti di Paolo Rizzi e Gianna Marcato. Nel gennaio 2001, su invito di un gallerista appassionalo dell’Italia. allestisce a New York, presso la galleria David Smith, una mostra sulle sue città venete. Nel? aprile 2001 tiene l'esposizione "da Valsana a la raccolta delle mele", presso il Centro di Cultura "E Fabbri di Solighetto. Si tratta di un raffronto tra due periodi artistici lontani nel tempo e vicini nello stile: è la sua prima mostra antologica. Catalogo a cura di Paolo Rizzi.

Nel 2003. su invito del comune di Miane e della Pro Loco di Combai realizza la sua seconda mostra antologica. L’esposizione ha luogo in tre sedi: Combai "II Tempo di Valsana"; Miane "Percorsi, Viaggi, Luoghi"; Campea. ristorante al Roccolo "Nature Silenti". Esce un catalogo complessivo delle tre mostre contemporanee. Profilo artistico del pittore di Gianna Marcalo. Presentazione alle tre mostre, nell'ordine: Paolo Rizzi, Eugenio Manzato e Ruggero Sicurelli.

Nel giugno 2004 tiene una mostra a Regensburg, Baviera, nella sede della Biblioteca Comunale. Il titolo è: "II Duomo, da lontano, da vicino ". E uno studio di città eseguito in vari soggiorni nell'arco di quattro anni. Lo stimolo per questo lavoro viene dai collezionisti Nina e Robert Strobl. I.a mostra è stata sostenuta dall'Associazione "Un po' d'Italia" e ha avuto appoggio del Comune di Regensburg e della Biblioteca Civica. Ultimata nel 2010, ad Alicudi, Sicilia, isole Eolie, la sua seconda composizione con figure ambientata in una grotta vulcanica.


 

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a cura di Giuseppe Scopelliti

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