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La musica del cantautore marchigiano ha trasportato il pubblico fuori dal tempo e dallo spazio presente al concerto a Treviso, organizzato da Veneto Jazz e BHR Treviso Hotel.
Raphael Gualazzi è il cantautore del momento, la speranza della musica italiana, colui che ha abbagliato la grigia settimana festivaliera di SanRemo. Si è esibito a Treviso lo scorso 11 marzo all'interno della rassegna musicale Veneto Jazz Winter 2011, realizzata da Veneto Jazz in collaborazione con BHR Treviso Hotel. Una grande partership per un grande concerto; la prima, infatti, è una famosa istituzione vicina alla diffusione della musica di qualità, mentre il BHR non è solo un'elegante cornice, ma è anche un punto di riferimento di cultura e di spettacoli per la zona trevigiana.
In questo magico contesto il Gualazzi, accompagnato dai suoi musicisti, ottimi e versatili interpreti, ha allietato, per un ora e mezza con quattro bis, una platea esultante e appassionata la quale ha avuto il piacere di ascoltare tutti i brani del suo album Reality and Fantasy. Ha iniziato con la festosa Calda estate, per poi passare alla ritmata Reality and Fantasy, alla falsettata A three second breath, poi il suo cavallo di battaglia Follia d'amore e di seguito tutte le altre. Si è permesso di eseguire il personale ri-arrangiamento, tempestato di note e ritmica, di Caravan di Duke Ellington e di Georgia in my mind di Stuart Gorrel e Hoagy Carmichael, portata al successo da Ray Charles.
Con una scaletta fitta e intensa, legata assieme da una musicalità fresca e travolgente, Gualazzi si è trasformato nel pifferaio magico e ha affascinato gli spettatori che l'hanno ricompensato con applausi fragorosi e urla di felicità. 
Questo perché la sua musica e un mix innovativo, naturale, sofisticato e spensierato e talmente originale che induce lo spettatore a lasciarsi trasportare. Le orchestrazioni sono soavi e ricercati; incuriosiscono, accattivano, appassionano il pubblico, fino a trasportarlo fuori dal tempo e dallo spazio in quegli scenari evocati dalle canzoni. Dall'America degli anni Venti dei gangster e dei malavitosi, lo spettatore è stato subito catapultato nella rilassata e ritmata Jamaica degli anni Sessanta, per poi giungere alla musicalità italiana allegra e soave degli anni Cinquanta.
Il viaggio è solo d'immagine, ma allo stesso tempo reale; quindi ci sono Realtà e Fantasia. La prima è quella delle sonorità consolidate appartenenti alla storia della musica che Raphael ha saputo re-interpretare con la giusta sapienza e mischiare con il dosaggio giusto nei suoi brani. I suoni da lui creati cullano chi ascolta e lasciano che la sua Fantasia si espanda per viaggiare e creare mondi. Raphael Gualazzi è il centro di tutto questo, il cuore e il cervello del viaggio, lo stregone buono che ammalia e trasporta, il punto di congiunzione tra Realtà e Fantasia.
Foto realizzate da Federico Zavagnin
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