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Il gruppo Negramaro tappa all’Unipol Arena di Bologna.
Dopo una lunga attesa dovuta all’intervento alla gola di Giuliano Sangiorgi, due ore e mezza di concerto/spettacolo all’insegna della musica del gruppo salentino, immerso nelle immagini in movimento di una spettacolare scenografia. In primo piano l’album Casa 69 di cui vengono proposti molti brani, il richiamo ad esso è stato evidente fin dall’inizio, con un uomo in tuta spaziale che scopre il palco fino ad allora coperto con un telo raffigurante la copertina dell’album.
Il concerto andato in scena il 26 ottobre 2011 all’Unipol Arena di Bologna, è cominciato con una originale apertura che presenta il gruppo in secondo piano, praticamente dietro la scenografia, quasi a voler mettere la musica davanti a tutto il resto. Nel corso della serata sono stati eseguiti anche brani classici come “Meraviglioso” e “Solo 3 minuti” che hanno coinvolto il pubblico dell’arena fin su gli spalti in un turbinio di cori.
L’esibizione è stata caratterizzata anche da contenuti extra musicali ma legati da una trama emotiva comune, come un intermezzo di Alessandro Haber dove sono state proposte citazioni in prosa che hanno lasciato inizialmente sorpresi gli spettatori ma che, dopo pochi istanti, hanno rapito anche i più scettici. Improvvisi flash visivi con citazioni di Monicelli sui pannelli ed anche una dedica silenziosa ed emozionante a “SIC 58” a cui è seguita la canzone “L’immenso”.
La coreografia merita di essere citata perché accompagna, aggrega e completa lo spettacolo. Dieci pannelli/monitor installati di cui 4 semoventi ed 1 che si trasforma in pedana all’occorrenza per permettere al cantante di “volare” sul pubblico. Su queste installazioni sono state proiettate, durante tutto il concerto, foto che richiamano luoghi, persone, simboli della nostra società in una specie di viaggio multimediale che accompagna visivamente la musica e l’intensa voce del leder del gruppo. I movimenti dei pannelli hanno permesso di variare continuamente la scenografia, in modo da coprire il palco chiudendo la visuale al pubblico o, all’occorrenza, formare un maxischermo, in alternativa esaltando, come un mosaico, le singole individualità della band.
Alla fine chi pensava di assistere ad un concerto si è reso conto di essere partecipe ad uno spettacolo musicale con contenuti variegati, come quando è stato proposto, nel silenzio generale, un estratto dell’attuale programmazione televisiva per provocare una reazione tra gli spettatori che, ben presto, su incitamento di Giuliano, hanno chiesto a gran voce di spegnere la TV.
Nell’ultima parte della serata il duetto tra il leader del gruppo e Paolo Fresu, sulle note di “solo per te”, un brano molto apprezzato dall’arena, con l’accoppiata strumentale tromba – pianoforte che ha affascinato e incantato la platea, anche per le improvvisazioni che hanno esaltato i suoni e le armonie prodotte dagli strumenti. Quando lo spettacolo si è concluso il pubblico ha lasciato l’arena, fino a poco prima piena, ma non stracolma, in un moto piacevolmente in sintonia con l’andamento della serata e di un gruppo che riesce a comunicare con un mix di musica, testi e immagini.
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