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Dopo un lungo lavoro di restauro e di ripristino che ha interessato Palazzo Collicola, domenica 20 giugno alle 12 riapre al pubblico l’appartamento nobile del palazzo
Nel corso di una cerimonia pubblica verrà presentata alla città la nuova sistemazione dell’appartamento nobile, completa di quadri e mobili provenienti sia dal patrimonio di Palazzo Collicola sia dalla Pinacoteca comunale e da altre dimore gentilizie della città. La nuova sistemazione è stata realizzata sulla base del progetto redatto da Daniela Di Castro, Giovanna Sapori e Bruno Toscano.
Alla cerimonia interverranno il Sindaco Daniele Benedetti, i consulenti del restauro architettonico e storico-artistico, rappresentanti della Regione Umbria e l’assessore alla cultura del Comune di Spoleto Vincenzo Cerami.
Il settecentesco palazzo Collicola ha ospitato nel 1734, poco dopo il completamento della sua costruzione, Carlo di Borbone (il futuro Carlo III di Spagna), poi nel 1782 Pio VI e nel 1801 Carlo Emanuele IV, re di Sardegna. Dopo l’estinzione della famiglia è stato acquistato nel 1939 dal Comune insieme ad una parte cospicua dell’arredo, una parte del quale confluì a Palazzo Comunale.
Dal 1939 spiega uno dei curatori del progetto di restauro, il Professor Bruno Toscano “dopo l’acquisto da parte del Comune del Palazzo, le varie utilizzazioni dell’edificio che ha ospitato dal 1961 l’Istituto Statale d’Arte intitolato a Leoncillo, hanno ritardato sia il restauro scientifico dell’edificio sia la ricollocazione dell’arredo originale. Solo con il cessare di tali utilizzi è stato possibile affrontare il problema, nel frattempo aggravatosi, del recupero complessivo del palazzo”. Il progetto di recupero è partito negli anni 80 con il restauro architettonico del palazzo gentilizio.
Nel 2000 è stata inaugurata la Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto secondo il progetto Giovanni Carandente, Costantino Dardi, Bruno Mantura e Bruno Toscano redatto negli anni '80. Ora viene consegnato alla città l’appartamento nobile nuovamente arredato, utilizzando in gran parte, spiega Toscano i materiali originali restaurati, acquistati dal comune nell'asta del 1939 oltre al mobilio di grande pregio proveniente da altre dimore nobili spoletine, restituendo alla città un raro esempio di residenza gentilizia che potrà essere utilizzata sia come sede di rappresentanza, ma anche con valenza museale che raccoglie gran parte dei dipinti, anche questi restaurati, appartenenti alla Pinacoteca comunale datati dal primo ‘500 ai primi decenni del XX.
Non è stata quindi una semplice operazione di recupero e ripristino quanto un progetto complessivo di destinazione che rispondesse anche all’esigenza di usufruire di una sede di rappresentanza del Comune”. Il comune possiede ancora vari elementi in attesa di restauro e collocazione tra cui cinque arazzi del XVII secolo pervenuti al Comune dall’eredità di Cristina di Svezia, un grande tappeto persiano del ‘600 e lampadari di Murano. Spoleto ( Perugia)Piazza del Comune, 1 Cerimonia pubblica domenica 20 giugno alle ore 12.00
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