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Marche
Marche – Somalia: Un Progetto per aiutare il Puntland Stampa E-mail
Marche
Scritto da Claudia Pasquini   
Sabato 27 Novembre 2010 13:46

L’assessore Mezzolani ha ricevuto il Ministro della Salute somalo Warsame


Marche – Somalia: Un Progetto per aiutare il PuntlandUn dottore ogni 50mila abitanti, quattro ospedali funzionanti per un milione di persone, una mortalità sotto i 5 anni pari al 10%, la diarrea come principale causa di morte. Questo il  drammatico quadro della situazione in Somalia. 

C’è però un’area, il Puntland, dove  la guerra non arriva e che si candida ad essere il cuore della rinascita dell’intero Paese. Lo ha spiegato oggi, il Ministro della Sanità somalo  Ali Abdullahi Warsame in visita nelle Marche nel’ambito della campagna di sensibilizzazione Somalia Action Perigeo dell’omonima Onlus  che prevede una serie di incontri istituzionali e informativi in Italia per far conoscere il Puntland e trovare nuove collaborazioni.

L’on. Warsame, accompagnato d Gianluca Frinchillucci direttore della Perigeo (info: www.perigeo.org), è stato ricevuto dall’assessore alla Salute Almerino Mezzolani e, nel corso dell’incontro, ha ringraziato per l’impegno dei volontari marchigiani tra i primi a stabilire relazioni nell’area in questione. Ha poi spiegato le finalità dell’iniziativa ricevendo il pieno appoggio della Regione. 

“La Regione Marche grazie al risanamento compiuto in questi anni può vantare una sanità di eccellenza e farà quanto nelle sue possibilità per aiutare la Somalia –  ha assicurato Mezzolani – sia in termini di formazione del personale ospedaliero sul posto o qui che inviando macchinari medici in disuso da noi, ma ancora utilissimi. Per quanto riguarda l’opera del volontariato sappiamo bene quanto i marchigiani siano generosi in questo settore.

Non a caso siamo ai primi posti in Italia per la concentrazione di associazioni”.  
Un gemellaggio tra le Marche e il Puntland, che verrà presto formalizzato, contribuirà a rendere più salda l’amicizia. Intanto proprio dalle Marche a fine gennaio partirà il primo gruppo di volontari e il primo contanier con materiale medico e tecnico. Nel Puntland inoltre l’associazione Perigeo sta creando un museo così come ha già fatto in Eritrea. Un modo per far collaborare le diverse etnie e per creare una maggiore consapevolezza della propria civiltà e della propria storia nella popolazione. “La pace, la crescita e lo sviluppo hanno come fondamenta la sanità e la cultura” ha concluso Frinchillucci.

SCHEDA
Gli standard di salute in Somalia, secondo i dati della World Bank sono tra i peggiori in Africa. Una delle principali problematiche alle capacità già carenti del sistema sanitario statale di far fronte alle emergenze, è rappresentata dai numerosi campi profughi sparsi in tutto il territorio nazionale.

Questi accampamenti, in situazioni di totale assenza di infrastrutture sia idriche che igieniche, quotidianamente si accrescono del sempre maggior numero di sfollati (IDPs – Internally Displaced Persons) provenienti dal Sud della Somalia martoriato dalla guerra. Il progetto sanitario si propone di intervenire in due specifici settori: quello del miglioramento strutturale e funzionale degli edifici ospedalieri di Galkayo e Bosasso (i più grandi in Somalia) e quello della formazione del personale sanitario in essi impiegato.

Tre gli step previsti:
1. Campagna di sensibilizzazione alla questione somala e diffusione dei risultati
2. Spedizione di container con materiale sanitario e medicinali
3. Intervento diretto di miglioramento strutturale degli edifici sanitari menzionati attraverso l’opera e la supervisione in loco di professionisti della Perigeo Onlus.

Il progetto è strutturato in modo tale da permettere la partecipazione di soggetti interessati attraverso il volontariato o quote di adesione per il sostegno alla realizzazione delle singole azioni previste, differenziate, da un punto di vista economico in base all’entità del contributo di cui necessitano per la piena realizzazione sia che si tratti di interventi nel settore sanitario che in quello culturale.

 

 
IZSUM: esigue le risorse per accontentare tutti Stampa E-mail
Marche
Scritto da Dora Carapellese   
Sabato 27 Novembre 2010 13:25

La direzione ha semplicemente cercato di applicare la normativa in materia


Perugia. Si premette che l’Istituto Sperimentale Zooprofilattico Umbria Marche (IZSUM) è in piena rivisitazione della riorganizzazione del personale. Le finalità e gli obiettivi attorno ai quali è stata pensata la riorganizzazione, rappresentano una risposta ai mutamenti del panorama tecnico-scientifico nazionale ed internazionale.

Non solo,  le recenti riforme legislative in materia di trasparenza e merito saranno la base su cui sviluppare un nuovo sistema di concepire il lavoro, improntato alla valorizzazione e crescita delle professionalità nell’ottica di una moderna logica Aziendale.

L’assemblea del personale del 24 novembre scorso ha deciso lo stato di agitazione sulla mancata accoglienza della richiesta di integrare le risorse relative al Fondo per il pagamento delle fasce retributive a tutti i possibili aventi diritto, appunto, ad una fascia retributiva.

Il direttore generale dell’IZSUM, Silvano Severini, stante l’esiguità del fondo residuo e il divieto degli ultimi contratti collettivi nazionali di lavoro e della legislazione nazionale, fa presente che l’unica possibile soluzione è quella che su disposizione regionale si stornino i fondi dal salario di risultato (incentivazioni) a quello per le fasce senza il quale l’azienda non potrà assecondare tale richiesta.

Peraltro la proposta di bando relativa alle fasce da attribuire nel biennio 2009-2010 non cita la parzialità dei fondi se non quelli relativi all’anno 2009. Infatti, l’accordo sottoscritto  in data 8 febbraio 2010 e ratificato con delibera n. 26 in data 22 febbraio 2010 con i sindacati, è stato quello di distribuire i 53.095,00 euro (dell’anno 2009) residuo del fondo specifico.

Accordo, peraltro sottoscritto sia dalle OO.SS e dalla RSU e che ha subito un dietrofront dall’assemblea del personale. La direzione ha semplicemente cercato di applicare la normativa in materia che stabilisce la distribuzione delle risorse in base ad una selezione, che per l’anno 2010 resta aperta a tutti i possibili aventi diritto.

Per la parte del bando relativa all’anno 2010 i fondi sono tutt’ora da definire, stante la possibilità della  Conferenza dei Servizi delle Regioni di disporre lo storno sopra descritto.

www.izsum.it
www.doracarapellese.it

 
Trenta Stampa E-mail
Marche
Scritto da Luca Celidoni   
Giovedì 25 Novembre 2010 14:38

Matelica, Giobbe Covatta in scena venerdì 26


 

TrentaDopo il successo dell’apertura, la stagione realizzata al Teatro Piermarini da Comune e Amat in collaborazione con Ruvidoteatro, con il patrocinio di Ministero Beni e Attività Culturali e Regione Marche entra nel vivo, venerdì 26 novembre con in scena Giobbe Covatta che propone lo spettacolo Trenta.

Per Trenta, titolo giunto al secondo anno di repliche, Covatta si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall'ONU il 10 dicembre 1948: trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.

Nel documento si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno dovrà essere arbitrariamente arrestato, incarcerato o esiliato.

E si sancisce che tutti hanno diritto ad avere una nazionalità, a contrarre matrimonio, a possedere dei beni, a prendere parte al governo del proprio paese, a lavorare, a ricevere un giusto compenso per il lavoro prestato, a godere del riposo, a fruire di tempo libero e a ricevere un'istruzione.

In chiave ironica - ma non troppo, come nel suo stile - Giobbe prosegue la sua riflessione sui diritti fondamentali dell'uomo, raccontando con sarcasmo di chi questi diritti li ha solo sulla carta...

Lo spettacolo ha ottenuto lo speciale patrocinio di Amnesty International.

Biglietti in vendita alla biglietteria del Teatro Piermarini (via Umberto I, tel. 0737/85088). I biglietti si possono acquistare anche in  tutte le biglietterie del circuito Amat Vivaticket (Ancona Amat, tel. 071/2072439; Ascoli Piceno,  biglietteria del Teatro Ventidio Basso tel. 0736/244970; Civitanova Marche biglietteria del Teatro Rossini tel. 0733/812936; Fermo, biglietteria del Teatro dell’Aquila tel. 0734/284295; Macerata, biglietteria dei Teatri tel. 0733/230735 0733/230508; Pesaro, biglietteria Amat all’Ufficio Informazioni Turistiche della Provincia di Pesaro Urbino tel. 0721/638882; Porto Recanati Pro Loco, tel. 071/7591872; Porto Sant’Elpidio, Società Eventi Culturali, tel. 0734/902107; San Benedetto del Tronto, Libreria La Bibliofila tel. 0735/587513) e on-line sul sito www.vivaticket.it.

Informazioni: Amat tel. 071 2072439 – 071 2075880 www.amat.marche.it; Teatro Piermarini di Matelica (via Umberto I tel. biglietteria 0737/85088) e Ufficio Cultura del Comune tel. 0737/781830. Inizio spettacolo ore 21,15.

 
L“Otello” di Arturo Cirillo apre il cartellone della Nuova Fenice a Osimo Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Lunedì 22 Novembre 2010 21:42

L'evento è stato preceduto da un incontro del regista del regista c oi giovani nell'ambito Scuola di Platea


L“Otello” di Arturo Cirillo apre il cartellone della Nuova Fenice a OsimoOtello capolavoro shakespeariano messo in scena da Arturo Cirillo, apre domenica 21 novembre il cartellone del Teatro La Nuova Fenice realizzato dall’assessorato alla cultura del Comune in collaborazione con A.S.S.O.e  insieme all’AMAT/Associazione Marchigiana Attività Teatrali con il patrocinio del Ministero Beni e Attività Culturali e della Regione Marche.

Primo dei sei titoli in abbonamento, Otello, che si avvale della traduzione di Patrizia Cavalli ed è prodotto dal Teatro Stabile delle Marche con Teatro Eliseo, inaugura da Osimo la tournèe invernale dopo una residenza di riallestimento alla Nuova Fenice.

Il debutto è stato preceduto, venerdì 19 novembre (alle ore 15 in teatro), da un incontro con il regista nell’ambito di Scuola di Platea®, inziativa realizzata dall’AMAT a fianco della stagione e rivolta ai giovani per avvicinarli al teatro attraverso la voce di altrettanto giovani appassionati, curata in collaborazione con la cattedra di Storia dello Spettacolo della Facoltà di Lingue dell’Università di Urbino.

Nelle mani di Arturo Cirillo, voce fra le più interessanti del teatro italiano, la tragedia rivela il confronto ossessivo fra due mondi che si ignorano: «L’Otello  - scrive infatti nella presentazione il regista -  è la tragedia della parola. Tutto nasce da un racconto, quello di Otello a Brabanzio e poi a Desdemona. La parola inventa i luoghi, costruisce i sentimenti, determina l’agire dei personaggi.

L’Otello si gioca tra pochi individui che si confrontano ossessivamente tra di loro: bastano poche parole e la macchina si mette in moto. La gelosia esiste dal momento che la si nomina, poi come un tarlo, come una frase musicale continuamente ripetuta, non ti abbandona più. L’Otello è un letto, disfatto e spesso deserto.

È il luogo del tradimento: il palcoscenico immaginario, ma non per questo meno reale, della gelosia, della brama, dell’atto animale. L’Otello è tutto sentimento, covato, malato, irrealizzato; si parla di guerre e battaglie che non avvengono mai e intanto nella mente dei personaggi esplode qualcosa di molto più pericoloso. È quello che succede quando gli eserciti si fermano, quando gli uomini non combattono più, quando arriva la fatidica pace».

Con Arturo Cirillo, che interpreta Iago, sono in scena Danilo Nigrelli nelle vesti di Otello, Monica Piseddu in quelle di Desdemona, Michelangelo Dalisi nel ruolo di Cassio, Sabrina Scuccimarra in quello di Emilia, Luciano Saltarelli che interpreta Roderigo, Salvatore Caruso nelle tre parti del Doge, di Montano e di Bianca,  e Rosario Giglio in quelle di Brabanzio, dell'Araldo e di Ludovico. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, la musica di Francesco De Melis, le luci di Pasquale Mari.

Otello tornerà in scena nelle Marche venerdì 18 febbraio al Teatro Comunale di Porto San Giorgio.

Per info
www.amatmarche.net

 

 
A Porto San Giorgio, Pamela Villoresi in Medea Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Venerdì 19 Novembre 2010 18:06

Al Teatro Comunale prende il via un programma di rappresentazioni sull'amore e la follia


A Porto San Giorgio, Pamela Villoresi in MedeaDomenica 21 novembre la stagione del teatro Comunale realizzata da Comune e Amat si apre con Pamela Villoresi  e David Sebasti in Medea.

Lo spettacolo, messo in scena dalla compagnia del Teatro Argot sul testo di Euripide tradotto e addatato da Michele Di Martino e Maurizio Panici che firma anche la regia, è il primo di un interessante programma che quest’anno dirige l’attenzione sul binomio ‘L’amore, la follia’.

Tragedia fra le più note della letteratura teatrale antica, «Medea – scrive il regista Panici nella nota che presenta lo spettacolo  – è una ‘molla caricata’, come scrisse Anhuil, pronta a scattare solo con una piccolissima spinta.

La diversità di Medea, il suo essere esule in terra straniera, non più amata dall’uomo per il quale ha lasciato la casa e gli affetti, sono ancora oggi come allora motivi sufficienti per provocare un corto circuito emotivo di dimensioni devastanti. Medea la barbara, Medea la sapiente - e per questo invisa ai potenti della sua nuova città - è la scintilla che sovverte e scuote l’istituzione familiare, la gerarchia: attraverso un atto emotivo e non razionale mette in discussione la pace sociale invocata da Giasone e Creonte.

Raccontare ancora una volta Medea è narrare da un lato quanto le passioni possano essere devastanti se non controllate, ma dall’altro come gli uomini attraverso sofisticati ragionamenti giustifichino scelte di comodo per il raggiungimento di una posizione sociale più alta all’interno di una comunità.

Ma Medea è anche una storia tremenda che le cronache recenti continuano a raccontarci suscitando orrore per un atto così orribile: ancora una volta la lezione dei classici ci fa riflettere sul nostro essere uomini di questo tempo, con l’immutata fragilità di sempre, e ci invita a partecipare al percorso doloroso della protagonista, percorrendo con lei tutta la gamma delle passioni e l’orrore per il suo gesto così tremendo e definitivo.

Gli altri personaggi si muovono intorno a questo centro, ne raccolgono gli umori, ci raccontano le paure di Creonte e i sentimenti della polis verso la straniera, l’esule, colei che con la sua richiesta di pari dignità all’interno della struttura sociale di Corinto ne rovescia la visione destabilizzando i rapporti consolidati. L’allestimento privilegia fortemente il compito degli attori destinati a restituirci un distillato di parole ed emozioni che avvolgono lo spettatore in una partitura musicale serrata ».

Le scene sono disegnate da Michele Ciacciofera e realizzate da Giorgio Gori, i costumi sono di Lucia Mariani su disegno di Michele Ciacciofera mentre Luciano Vavolo firma le musiche originali. Sul palco anche Renato Campese, Maurizio Panici, Silvia Budri Da Maren, Andrea Bacci, Elena Sbardella.

Per info
www.amatmarche.net

 

 
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