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Marche
Demanio idrico Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 10 Novembre 2011 00:11

Ad Anas e Ferrovie la pulizia dei fiumi in corrispondenza di ponti e viadotti.


ANCONA - Si è conclusa all'insegna della massima collaborazione tra tutte le autorità la riunione del tavolo provinciale sul demanio idrico convocato dal prefetto Paolo Orrei a cui hanno partecipato la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande e i responsabili dell'Anas, della Rete Ferrovie dello Stato, della Protezione civile, dell'Autorità di bacino.

È stato così possibile condividere l'impegno assunto da Anas e Rfi a mantenere puliti i tratti dei fiumi in corrispondenza di opere quali ponti e viadotti di loro competenza, dove più spesso si accumulano detriti e rifiuti che poi ostacolano il regolare deflusso delle acque in caso di piena.

"Ringrazio il prefetto - ha affermato la presidente Casagrande - per l'impegno a organizzare in breve tempo un incontro così importante che consente di fare chiarezza sul lavoro svolto, ma anche sulle competenze relative alla pulizia degli alvei fluviali. Chiarezza, infatti, significa efficienza e quindi più sicurezza per i cittadini".

Nell'occasione, la presidente ha voluto anche annunciare la conferenza dei sindaci del territorio convocata per il 29 novembre alla Zipa di Jesi, dove verrà fatto il punto sulla stato del demanio idrico provinciale e saranno illustrate ai comuni le azioni utili a sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti ingombranti.

"Sembra impossibile - conclude la presidente - ma purtroppo dobbiamo constatare che, nonostante i cittadini del nostro territorio si distinguano in larga parte per il virtuosismo legato alla raccolta differenziata e alla sensibilità ambientale, c'è ancora chi pensa di smaltire frigoriferi e lavatrici gettando nei corsi d'acqua piuttosto che portarli nei tanti centri ambiente comunale presenti in provincia. Facciamo appello al senso civico di tutti affinché episodi simili, che costituiscono un enorme pericolo per le popolazioni e le attività produttive ubicate in prossimità dei corsi d'acqua, non avvengano più".

 

 
La bellezza del somaro Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Lunedì 07 Novembre 2011 23:57

Mercoledì 9 e giovedì 10 novembre, a partire dalle 21, al cinema San Paolo viene presentato il film di Sergio Castellitto con Laura Morante, Erika Blanc ed Enzo Jannacci.


La bellezza del somaroLa proiezione rientra nella programmazione della stagione cinematografica della rassegna “i Teatri di Sanseverino”. Durante uno spensierato weekend con gli amici nella casa di campagna in Toscana, Marcello (Sergio Castellitto), e Marina (Laura Morante), sollevati dal fatto che la storia di Rosa con un suo coetaneo, sia finita, si preparano a conoscere il nuovo amore della figlia, ma non sanno ancora cosa (e chi) li aspetta...

Nella foto: una scena del film “La bellezza del somaro”

 

 
Happy Days Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 02 Novembre 2011 19:00

Al Teatro Gentile l'inaugurazione della stagione di prosa con lo spettacolo della Compagnia della Rancia, ispirato al famoso serial americano.


Sabato 6 e domenica 6 novembre il Teatro Gentile di Fabriano ospita il primo appuntamento della Stagione di Prosa promossa dal Comune di Fabriano e dall’AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’inaugurazione è affidata ad Happy Days della Compagnia della Rancia in scena al Gentile al termine di una residenza di riallestimento.

Da Milwaukee ai teatri italiani per un musical che conquisterà gli spettatori. È Happy Days, il nuovo spettacolo della Compagnia della Rancia ispirato al celebre telefilm cult degli anni Ottanta. Happy Days è un’opera di Garry Marshall, americano di origini italiane (il vero cognome è Masciarelli) autore di molti show televisivi statunitensi, creatore di serie tv di successo come Mork & Mindy e regista di tanti successi cinematografici, tra cui il film Pretty Woman e Paura d’amare. La musica e il libretto sono di Paul Williams, mentre gli arrangiamenti sono di John McDaniel, che ha curato anche la supervisione alle musiche di questo nuovo spettacolo.

La serie televisiva Happy Days - nata nel 1974 sull’onda del successo cinematografico del film American Graffiti e risultata nei sondaggi la più amata dagli spettatori italiani. Ha accompagnato generazioni di spettatori per 11 stagioni e 255 episodi complessivi ambientati nella Milwaukee degli anni Cinquanta, carica di sogni e di speranze, racconta, attraverso un’atmosfera allegra e spensierata – ma senza dimenticare solidi valori morali – le vicende quotidiane di una tipica famiglia borghese, i Cunningham.Happy Days

Tra le note di una musica divertente e piena di energia, come l’indimenticabile sigla, anche a teatro ci saranno Howard, il capofamiglia, sua moglie Marion, casalinga perfetta e i loro due figli, Richie e Joanie “sottiletta”. Naturalmente non può mancare il mitico Fonzie, il meccanico dal fascino irresistibile e dall’inconfondibile “hey”, con i capelli impomatati e l’indimenticabile giubbotto di pelle, capace di attirare l’attenzione schioccando le dita, una vera e propria icona generazionale. A completare il gruppo di amici, fidanzate e vicini di casa come Pinky, l’unica ragazza che sa tenere testa a Fonzie, Potsie, Ralph, Chachi, Alfred e Lori Beth.

La nuova produzione della Compagnia della Rancia trascinerà gli spettatori nel mondo del divertimento; la versione italiana del musical Happy Days ha preso forma sotto la guida di Saverio Marconi, che ha lavorato, con un tocco tutto italiano, sulla struttura dello spettacolo, sulla caratterizzazione dei personaggi e su come raccontare questa storia e ricordare i pomeriggi spensierati davanti alla tv.

La traduzione italiana di Happy Days è di Michele Renzullo, l’adattamento e la regia di Saverio Marconi, le liriche italiane di Franco Travaglio. Il cast della Compagna della Rancia è formato dagli attori Riccardo Simone Berdini, Giovanni Boni, Sabrina Marciano, Floriana Monici, Luca Giacomelli, Cristian Ruiz, Davide Nebbia, Maria Silvia Roli, Alessandro Lanzillotti, Jacopo Pelliccia, Silvia Contenti, Roberto Colombo, Giancarlo Capito, Azzurra Adinolfi, Roberta Miolla, Luciano Guerra, Silvana Isolani, Laura Panzeri, Luca Spadaro. Le scene e i costumi sono di Carla Ricotti, le coreografie di Gillian Bruce, la direzione musicale di Vincenzo Latorre, il disegno luci di Valerio Tiberi e il disegno fonico di Enrico Porcelli.

Per informazioni e biglietti: biglietteria del Teatro Gentile 0732 3644, Amat 071 2072439, www.amat.marche.it. Inizio spettacolo: sabato ore 21, domenica ore 17.

Foto di: Alessandro Pinna

 

 
Cittadinanza ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 01 Novembre 2011 20:34

Commozione e ricordi alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di San Severino Marche, Teatro Feronia gremito.


Figli del medico Mosè Di Segni che, allontanatosi da Roma per evitare la persecuzione nazista contro gli ebrei, si rifugiò fra il 1943 ed il 1944 con la sua famiglia nella frazione di Serripola, nelle campagne settempedane. Nei dieci mesi della sua permanenza a San Severino, Mosè Di Segni si arruolò, come medico, con i partigiani del battaglione Mario e salvò molti eroi della Resistenza insieme a tantissimi settempedani che, con la loro presenza alla cerimonia svoltasi in un affollato teatro Feronia, hanno voluto così ricambiare la loro più profonda riconoscenza ai discendenti di una famiglia così straordinaria.

“Questo riconoscimento cimenta e rinverdisce il nostro legame con San Severino, un legame che è stato mantenuto sempre vivo attraverso il ricordo di nostro padre – ha sottolineato Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma, aggiungendo –Abbiamo un dovere verso questa città, siamo custodi di una memoria che deve essere tramandata alle nuove generazioni. Questa cerimonia ha per noi un valore simbolico eccezionale: intende stringersi attorno alla storia, riscoprire quei valori buoni che hanno consentito all’Italia di superare periodi terrificanti per costruire un’Italia migliore”.

Commosso il ringraziamento di Elio Di Segni, giunto a San Severino da Tel Aviv, dov’è docente di Cardiologia all’Università Israelitica: “Noi siamo venuti qui sentendoci di ringraziare tutti voi e invece siamo noi ad essere ringraziati. Qualcosa, questo, vorrà pur dire sul generoso rapporto instauratosi fra la vostra comunità e la nostra famiglia”. Sentito, e pronunciato con le lacrime agli occhi, anche il saluto della scrittrice e farmacista Frida Di Segni Russi: “Anche a distanza di tutti questi anni il ricordo è ancora molto vivo”.

Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ricordando come la cittadinanza onoraria sia stata concessa con voto unanime del Consiglio comunale ha sottolineato nel suo saluto: “Sono tanti i valori ed i momenti che il conferimento di questa cittadinanza richiama: l’amore per la Patria, la Resistenza e la liberazione dal giogo violento del nemico oppressore, la famiglia, l’appartenenza alla medesima comunità, la solidarietà, l’aiuto reciproco e, non da ultimo, la pace. Sono valori che forse si sono un po’ smarriti, se non addirittura persi con gli anni. E’ doveroso però da parte nostra non perdere la memoria perché il tempo passa, le generazioni cambiano, ma la memoria va mantenuta sempre viva. Oggi, a distanza di quasi settant’anni – ha ricordato ancora Martini -, si continua a registrare il ricordo affettuoso degli allora abitanti della piccola comunità di Serripola.

Vorrei citare la testimonianza trasmessami in questi giorni da Filippo Scisciani, che ha 101 anni, e che mi ha pregato di rappresentare ai figli del dottor Mosè Di Segni tutta la sua riconoscenza. Ho ricevuto in questi giorni moltissimi messaggi di auguri in vista della cerimonia che stiamo vivendo, ma le parole più belle le ho sentite spendere in Consiglio comunale da tutti i componenti dell’Assise cittadina che all’unanimità, nel giugno scorso, hanno detto sì alla concessione della cittadinanza onoraria ai fratelli Frida, Elio e Riccardo Di Segni. E’ stato un momento veramente toccate che mi ha emozionato quanto la cerimonia odierna. Oggi ho sentito e sento di avere al mio fianco tutti voi, miei concittadini. Per indole noi settempedani siamo abbastanza chiusi, riservati, schivi. Ma sappiamo aprire i nostri cuori verso chi lo merita. Vorremo che voi, Elio, Frida e Riccardo, continuiate a far parte della nostra comunità locale.

Ho già scritto – ha poi concluso il sindaco Martini - che la famiglia Di Segni, accettando la cittadinanza onoraria, si è impegnata in qualcosa di straordinario: essere cioè testimone della storia presso le generazioni future. Dal capofamiglia, il dottor Mosè Di Segni, abbiamo avuto molto”.
Tantissime le autorità presenti. Per la Regione Marche ha portato il saluto il consigliere Angelo Sciapichetti, per la Provincia è intervenuto il vice presidente Paola Mariani, per la Comunità Montana il presidente Gian Luca Chiappa, per l’Anpi il vertice regionale Nazareno Re mentre in platea erano presenti il presidente provinciale Lorenzo Marconi, l’ex presidente Giulio Pantanelli, il presidente della sezione settempedana Bruno Taborro. Con loro anche l’onorevole Mario Cavallaro, il consigliere regionale Francesco Massi, quello provinciale Daniele Salvi, il vice prefetto Tiziana Tombesi, rappresentanti delle comunità ebraiche di Roma ed Ancona, il presidente del Consiglio comunale Ostilio Beni, gli assessori Tito Livio Lucarelli, Simona Gregori e Giampaolo Muzio il vice presidente della Comunità Montana e consigliere comunale Sabrina Piantoni, il presidente della Commissione comunale Cultura, Romina Cherubini, i consiglieri comunali Gabriela Lampa ed Alessandra Aronne.

Altri momenti di commozione, nel corso della cerimonia, si sono avuti quando l’arcivescovo di Ancona – Osimo, monsignor Edoardo Menichelli, che è originario di Serripola, ha ricordato la famiglia Di Segni e quella di chi la stava ospitando. Nella sua testimonianza monsignor Menichelli ha citato Frida Di Segni e la memoria di un’amicizia ritrovata quando, nel giugno del 2004, la rincontrò di nuovo ad un incontro pubblico ad Ancona. Poi ha descritto una foto con lui, Frida ed Elio Di Segni che giocavano spensieratamente ed infine, non riuscendo a trattenere le lacrime, la sua famiglia, suo padre e sua madre, scomparsi nel 1951 quando lui era ancora un ragazzino. Lunghi applausi hanno infine salutato il discorso dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, che ha ricordato: “La storia è importante ma, poiché spesso ha dei cattivi scolari, dobbiamo coniugare la memoria di cui l’uomo è fatto con la misericordia divina”.

Al termine della serata è stata infinte presentata la pubblicazione dal titolo: “Mosè Di Segni, medico partigiano” che, curata da Luca Maria Cristini, è stata realizzata in collaborazione con l’Anpi e finanziata dalla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito. Il volume è stato presentato dal professor Francesco Adornato, preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Macerata.

 

 
Anna Bonaiuto in "La belle Joyeuse" Stampa E-mail
Marche
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 25 Ottobre 2011 23:28

Anteprima nazionale mercoledì 26 ottobre al Teatro Persiani di Recanati.


Anna BonaiutoSi apre il sipario sulla nuova ed attesa stagione del Teatro Persiani di Recanati promossa dal Comune di Recanati e dall’AMAT e realizzata con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’inaugurazione è affidata a La belle joyeuse, un intenso monologo scritto e diretto da Gianfranco Fiore presentato a Recanati in anteprima nazionale ed interpretato da Anna Bonaiuto, attrice straordinaria e volto cinematografico di Cristina di Belgioioso nel film diretto da Mario Martone noi credevamo.

Al centro della piéce teatrale proprio questa figura di donna contraddittoria, egocentrica, ma assolutamente affascinante. Attraverso un flusso di ricordi, di visioni, di emozioni, nostalgie, frustrazioni, emerge prepotentemente l’orgoglio di una primadonna che teme l’oblio come nemico finale. Lo spettacolo consegna l’ultimo palcoscenico ad una voce dissonante, aspra, appassionata, a tratti necessaria e illuminante anche per i nostri giorni.

“Sanguinaria assassina” per il governo austriaco, “sfacciata meretrice” per papa Pio IX, “bellezza affamata di verità” per Heine, “prima donna d’Italia” per Cattaneo; la figura di Cristina Trivulzio  principessa di Belgioioso suscitava tra i suoi contemporanei (e probabilmente susciterebbe anche tra i nostri) giudizi estremi, definitivi e inconciliabili. – scrive Gianfranco Fiore nelle note allo spettacolo - Figlia del Rinascimento e dell’Illuminismo, Musa del Romanticismo, cultrice delle storie passate e febbrile anticipatrice del nostro presente, intellettuale, brillante, orgogliosa, stravagante, autoritaria, trovò principalmente nell’arte della seduzione la forza di attraversare da grande protagonista l’epopea del Risorgimento italiano.

Seduzione intellettuale e sentimentale verso i maggiori artisti dell’epoca da Listz a Chopin a Delacroix, seduzione ideale e politica verso elites patriottiche e donne e uomini del popolo. Con un grandissimo senso della “messa in scena”, gli eccentrici arredi della casa parigina, i suoi travestimenti, da damina di salotto a eroina guerriera, Cristina interpretò tutti i ruoli possibili nella società dell’epoca, e sempre da grande, autentica attrice, con distacco critico, spesso ironico. La belle joyeuse vuol tentare di suggerire che proprio in tutte queste maschere è la sua verità, perché ciascuna è stata vissuta, “incarnata” in modo così estremo, generoso e totale, da divenire parte di un unico volto di donna problematica, contraddittoria, egocentrica, ma assolutamente affascinante.

Nessun intento agiografico, nessuna preoccupazione di risarcimento storico alla sua figura dimenticata (basterebbero poche sue frasi, pochi suoi scritti a riconsegnarla alla nostra più scottante attualità) ma solo un flusso di frammenti di ricordi, di visioni, di emozioni, nostalgie, frustrazioni, filtrati dalla tenerezza, l’ironia, e l’orgoglio di una Primadonna che al termine di una vita vissuta sotto il segno del coraggio, teme ora solo l’ultimo nemico: l’oblio, “una morte più orribile della morte”. Cercheremo di dare un profilo vivo, reale, alla donna che Balzac definì “più impenetrabile della Gioconda”.

Le scene dello spettacolo sono di Sergio Tramonti, i costumi di Sandra Cardini e le luci di Pasquale Mari.

Per informazioni e biglietti (posto unico numerato euro 15, ridotto euro 10): biglietteria del Teatro Persiani 071 7579445, Amat 071 2072439, www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.

 

 
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