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Portovenere esempio di urbanistica medievale

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Liguria
Scritto da Bianca Zanardi   
Mercoledì 16 Giugno 2010 22:01

Realizzato dall'estro urbanistico di una famiglia di architetti alle prese con le impervietà del territorio: gli Antelami.


La costa della Liguria è caratterizzata da scogliere a picco sul mare che hanno reso in passato la vita piuttosto difficile a chi nasceva in quei posti. Le case dovevano aggrapparsi alla montagna e contemporaneamente difendersi dalla furia dei mari e dagli attacchi provenienti dal mare stesso.

Portovenere, paese all'estremo oriente della Liguria e ad occidente del golfo di La Spezia, deve essere stato uno dei primi esempi di opera dell'ingegno umano alle prese con queste difficoltà.

Una famiglia di architetti, pare gli Antelami, si occupò del caso e realizzò una struttura urbanistica caratterizzata da alte case, definite 'torri', addossate le une alle altre come una muraglia contro le furie del mare. Dalla parte opposta, verso monte, il carrugio principale è affiancato da altri, a salire sul monte, paralleli tra loro. Il carrugio non è altro che una stretta strada che segue la linea del rilievo e unisce gli estremi del paese. Le case si affacciano su di esso alle volte a soli due, tre metri di distanza dalle finestre della casa di fronte.

In questa struttura urbanistica così costituita, la parte retrostante del nucleo abitativo in genere è difesa dalle mura e dal castello, situato nel punto più alto della costa.

Le maestranze di costruttori Antelami provenivano probabilmente dalla valle d'Intelvi presso Como e si erano sviluppate e affermate in Liguria, perché questa posizione permetteva al gruppo di costruttori di rimanere in contatto con la Francia che per loro rappresentava fonte di lavoro e ispirazione stilistica. Li vediamo attivi a Genova per esempio, proprio presso il duomo.

Le case torri poi si distinguevano per il loro sviluppo in altezza, per cui anche ora gli appartamenti spesso si caratterizzano per avere le stanze distribuite su più piani e raggiungibili da scale spesso molto ripide e strette. Le finestre sono piuttosto piccole sia per ragioni difensive, sia per ragioni climatiche, vento e pioggia d'inverno, caldo d'estate.

Quanto descritto è visibile anche oggi per chi si rechi a Portovenere, sono presenti le case torri come cinta muraria, colorate in modo diverso per distinguere le proprietà. Nella parte retrostante la cinta muraria si collega al castello difeso a monte da un'alta muraglia che prosegue verso mare confondendosi con la roccia fino a giungere al promontorio di S. Pietro.

Qualcosa di cambiato rispetto a qualche decennio fa c'è, però, perché la cinta di case torri non è più lambita dal mare poiché in tempi recenti la scogliera ai piedi delle case è stata  coperta per realizzare una passeggiata lungomare. Questa modifica, se pure ha garantito un piacevole spazio di movimento, ha sovvertito completamente la funzione storica degli edifici.

Il paese comunque riserva scorci mozzafiato di aspra bellezza, soprattutto dove le rocce e l'uomo ancora combattono contro la furia del mare, che mette a rischio anche monumenti di valore storico e paesaggistico quali la chiesa di S. Pietro, posta su uno scoglio come strenua difesa.


 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?
 
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