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Gli Antelami

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Martedì 08 Giugno 2010 23:46

Nella Genova medioevale una famiglia di scultori al lavoro


Genova è una città moderna e portuale, caratterizzata da grandi edifici aggrappati al monte. E' difficile scovare in essa quel passato antico che invece l'ha vista protagonista nel medioevo come una delle Repubbliche marinare assieme a Pisa, Amalfi e Venezia.

Difatti addentrandosi nei carrugi ecco comparire le costruzioni tipiche dell'epoca e in questo contesto non si può fare a meno di notare delle caratteristiche tipiche della Liguria, ma anche e soprattutto di una certa tipologia stilistica.

A quei tempi una delle famiglie di architetti e lapicidi, lavoratori della pietra, più conosciuta e in auge era quella degli Antelami. Venivano dalla Lombardia, presso il fiume Intelmi tra il lago di Como e Lugano, dal quale si dice derivasse il loro nome. La loro abilità derivava dalla tradizione di maestranze lombarde e prima che per la pietra riguardava la carpenteria lignea, utilizzata per le attività belliche nelle macchine da guerra, nelle fortificazioni militari e anche nell'edilizia. Questo consentiva loro di servire gli imperatori germanici e i monasteri regi.

Le caratteristiche principali del loro modo di costruire sta nel tipico taglio della pietra in grossi conci realizzati nella zona grazie alla pietra di promontorio e l'arenaria che consentiva di realizzare quegli elementi tipici del Romanico che sono gli archetti ciechi e le lesene, nel rispetto di una severa sobrietà.

La loro permanenza dal XII secolo a Genova che divenne loro sede stabile, consentì loro di avere contatti costanti con la Francia così che il loro stile ne venne fortemente influenzato. Non a caso il loro più famoso rappresentante, Benedetto Antelami, è il primo segno del gotico in Italia caratterizzando tutta la scultura a lui contemporanea con indicazioni precise e facilmente riconoscibili nelle sue opere più famose, il duomo di Fidenza e il Battistero di Parma.

La loro attività a Genova è ben evidente nella cattedrale di S. Lorenzo, sia nell'uso dei conci che nella scultura e nella struttura architettonica. La chiesa venne ristrutturata nel 1118.

Di notevole importanza come opera architettonica e urbanistica la costruzione delle case torri quali baluardo difensivo contro gli attacchi provenienti dal mare. L'esempio più eclatante si trova a Portovenere, paese della provincia di La Spezia che si arrampica sulla costa a picco sul mare. La struttura di quegli edifici, addossati l'uno a l'altro per formare una cinta muraria, furono esempio per tutta l'architettura delle cinque terre e probabilmente anche del primo nucleo della Spezia.


 

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Nello stesso giorno dell’anno 1887 è stata aperta a Korce “la prima scuola Albanese”.  L’apertura della stessa fu  resa possibile  dai RILINDES,  che alcuni di loro diventarono successivamente presidi di quella struttura. Il primo preside fu Petro Nini Luarasi e di seguito Pandeli Sotiri, Nuci Naci e molti ancora. In ricordo dell’” Apertura della prima scuola Albanese” nel 1887, tutti gli insegnanti oggi festeggiano il loro giorno, la quale nel corso degli anni, è diventata una festa nazionale per l’Albania.

Tutti conosciamo il 7 Marzo 1887 come il giorno del’apertura della prima scuola Albanese nel nostro paese ma, molte volte certe informazioni non sembrano combaciare. La Chiesa Cattolica difende un pensiero completamente diverso, secondo il quale la prima scuola della lingua albanese in Albania sarebbe stata aperta molto prima, cioè nel 1632 dal Ordine dei Francescani a Kurbin. Dopo decenni lo stato comunista ha ufficializzato la sua tesi, secondo la quale la prima scuola della lingua albanese nel nostro paese è quella di Korca, che rimane di una profonda importanza per il nostro popolo, però i dati storici dimostrano il contrario.

Le scuole della lingua albanese nel settentrione del’Albania sono attive da almeno 400 anni.

Padre Donat Kurtine in uno studio pubblicato nel giornale “Ylli i Drites” nel 1935 parla della prima scuola di albanese nel 1638. Le prime scuole “ a quanto ne sappiamo” dice lui sono: la scuola di Pllana, Blinishti e Shkodra.

Lo studioso americano Edwin Jacques nella sua opera "The Albanians: An Ethnic History from Pre-Historic Times to the Present", documenta l’apertura delle scuole ancora prima nel tempo, nel 1632 secondo il quale: “La prima scuola della lingua albanese è stata aperta a Vele di Mirdita nel 1632, ma non era l’unica. A parte la lettura e scrittura, si insegnava anche la grammatica ed erano in uso i libri di luminari come Budi, Bardhi e Bogdani. Segue l’apertura di molte altre scuole di lingua albanese per arrivare a 21 nel 1887, anno del “apertura ufficiale” della prima scuola.

Sono passati  quasi 400 anni ed ancora non c’è un'unica verità, rimane tra i tanti dubbi, la certezza che in questo giorno, i molti insegnanti della nostra Nazione, celebrino il loro giorno festivo ma la domanda rimane sempre accesa.
Quando è stata aperta la prima scuola di lingua albanese?
 
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