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Lazio
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Scritto da Silvia Tarquini
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Sabato 16 Ottobre 2010 11:04 |
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In programma, tra il 21 ottobre e il 21 novembre, film di Blasetti, Soldati, Visconti, Germi, Rossellini, i fratelli Taviani, Vancini, Magni, Faenza
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e della grande mostra 1861.
I pittori del Risorgimento presso le Scuderie del Quirinale, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e il Palazzo delle Esposizioni presentano la grande rassegna Italia anno zero. Cinema e Risorgimento (21 ottobre - 21 novembre).
Il programma vede i nomi di molti grandi registi - tra gli altri, Blasetti, Soldati, Visconti, Germi, Rossellini, i fratelli Taviani, Vancini, Magni, Faenza - che si sono rivolti a questo momento storico per riflettere sul carattere e l'identità italiani.
Questi film, frutto del dibattito politico e culturale degli anni in cui sono stati realizzati, costituiscono un documento prezioso dell'evoluzione della riflessione politica del nostro paese. Un percorso straordinario per imparare ad amare la storia attraverso le immagini. Programma 21 e 22 ottobre, ore 21.00
1860. I Mille di Garibaldi di Alessandro Blasetti. Italia, 1934 (80'). Per gentile concessione di Ripley's Film
Il primo maestro del cinema italiano racconta l'epopea garibaldina con uno stile totalmente originale, fuori dalla retorica magniloquente del ventennio, scegliendo un punto di vista dal basso, popolare, quello dei picciotti siciliani che combattono insieme ai garibaldini. Un capolavoro della nostra storia cinematografica precursore del Neorealismo, anche per il rigore stilistico, ripreso dal cinema sovietico, lo stile scarno, asciutto ed efficace, l'uso di attori non professionisti e del dialetto, la scoperta straordinaria del paesaggio in immagini lucenti e solari, che rimandano alla pittura di Fattori. 23 e 24 ottobre, ore 21.00
Senso di Luchino Visconti. Italia 1954 (120')
Capolavoro assoluto della storia del cinema, di intensità straordinaria e bellezza unica: sullo sfondo della guerra italo-austriaca Visconti ritaglia un melodramma di sensualità esasperata e morte, sfogando la sua visione critica della storia in una rilettura senza ipocrisie del Risorgimento e della tragica decadenza di una società in tempo di rivoluzione. 26 e 27 ottobre, ore 21.00
Piccolo mondo antico di Mario Soldati. Italia 1941 (107')
Soldati, straordinaria figura di scrittore-regista, raggiunge la sua maturità con questo capolavoro riconosciuto della cinematografia preneorealista, traducendo i conflitti amorosi ed esistenziali raccontati da Fogazzaro sullo sfondo della lotta antiaustriaca, in un film di alta bellezza formale. L'ambientazione perfetta, dove il paesaggio diventa stato d'animo, carica di chiaroscuri espressivi il dramma dei protagonisti, come la strepitosa Alida Valli nel suo primo ruolo drammatico. 28 e 29 ottobre, ore 21.00
Il brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi. Italia 1952 (104')
Lo sguardo cinico e realista del grande Pietro Germi esplora le ambiguità del Risorgimento e della storia in generale, svelando i difficili retroscena dell'Unità d'Italia, tra guerra civile e brigantaggio, e rinnova il linguaggio del dramma storico attraverso il ritmo incalzante del western americano alla John Ford, che si adatta perfettamente agli scenari desertici di un meridione ostile e carico di contrasti dolorosi. 30 e 31 ottobre, ore 21.00
Viva l'Italia! di Roberto Rossellini. Italia 1961 (106')
Nell'anno del centenario, Rossellini affronta la spedizione dei Mille con una straordinaria vocazione antiretorica, ricostruendo gli avvenimenti che contribuirono a unificare il nostro paese con rigorosa oggettività e attenzione al lato umano, per liberare l'epopea garibaldina dall'alone del mito e dare alla rievocazione storica la spoglia concretezza di una cronaca realistica, a partire dall'osservazione di particolari minori, quotidiani, persino antieroici. 2 e 3 novembre, ore 21.00
La pattuglia sperduta di Piero Nelli. Italia 1952 (74')
Un piccolo gioiello quasi dimenticato del nostro cinema neorealista guarda le vicende della prima guerra d'indipendenza a partire dalla partecipazione popolare, seguendo un gruppo di soldati sbandati, che vagano nella nebbia verso un nemico invisibile. Contro la retorica della storia ufficiale che mitizza i protagonisti, questo curioso film di guerra evidenzia la dimensione psicologica delle persone comuni e diventa l'occasione per riflettere sulle conseguenze di carattere sociale prodotte da ogni conflitto. 4 e 6 novembre, ore 21.00
San Michele aveva un gallo di Vittorio Taviani, Paolo Taviani. Italia 1973 (87')
La crisi irreversibile del movimento anarchico nella società italiana di fine secolo incarnata da un anarchico internazionalista che tenta di provocare un'insurrezione. I Taviani realizzano un'opera memorabile e affascinante, tra le punte più alte del cinema italiano degli anni settanta, sul conflitto politico-esistenziale tra due modi di intendere la rivoluzione. 7 e 9 novembre, ore 21.00
Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato di Florestano Vancini. Italia 1972 (126')
Una pellicola aspra, tesa e sconvolgente, porta alla luce un episodio poco conosciuto e drammatico dell'impresa dei Mille in Sicilia - l'arresto e la fucilazione di rivoltosi per ordine di Nino Bixio - offrendo una lucida lezione di controinformazione storica, lontanissima dalla mitologia nazionale costruita attorno alla figura di Garibaldi. 10 e 11 novembre, ore 21.00
Nell'anno del Signore di Luigi Magni. Italia 1969 (105')
Mosso da una graffiante vocazione anticlericale, Magni dipinge un affresco beffardo della Roma prerisorgimentale, dando voce a Pasquino, autore di satire anonime in cui si riassumeva il malcontento del popolo oppresso. Trittico di mattatori, Manfredi, Sordi, Tognazzi, in stato di grazia. 13 e 14 novembre, ore 21.00
Allónsanfan di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Italia 1974 (115')
I Taviani indirizzano la loro acuta riflessione storica sulla Restaurazione e la crisi esistenziale di un nobile lombardo opportunista, che tradisce la lotta rivoluzionaria. La ricostruzione è sostenuta magistralmente da un'atmosfera visionaria di squisito splendore, ispirata alla grande pittura dell'Ottocento. 16 e 17 novembre, ore 21.00
Quanto è bello lu murire acciso di Ennio Lorenzini. Italia 1975 (85')
La disastrosa impresa di Carlo Pisacane a Sapri, che la tradizione ha avvolto di un alone romantico, rivisita alla luce della consapevolezza critica contemporanea, in un film fervido e asciutto, che evidenzia gli ideali egualitari e la grande passione rivoluzionaria della vicenda, unitamente alla coscienza dei suoi limiti sociali e storici. Sostenuto dal ritmo incalzante delle bellissime canzoni scritte da Roberto De Simone, che infondono alla storia l'andamento di una ballata popolare. 18 e 21 novembre, ore 21.00
I Viceré di Roberto Faenza. Italia 2007 (120')
Ritratto lucidissimo e spietato della nobiltà siciliana nel difficile passaggio all'Italia unita, in un affresco di grande bellezza e suggestione per scene, costumi, musiche e ottime interpretazioni, che ha il merito di far riscoprire il romanzo di Federico De Roberto, uno dei pochi capolavori della narrativa italiana dell'Ottocento. Informazioni:
PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI - SALA CINEMA scalinata di via Milano 9 A, Roma www.palazzoesposizioni.it INGRESSO LIBERO SINO A ESAURIMENTO POSTI Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card
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Scritto da Andrea Mascolo
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Mercoledì 13 Ottobre 2010 19:28 |
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Quattro donne, quattro destini, una cella e una mela al tempo di Roma città aperta
Al Teatro Lo Spazio di Roma va in scena dal 12 al 17 ottobre 2010 lo spettacolo teatrale "Il cestino delle mele". La trama parla di quattro donne romane rinchiuse nella stessa cella del carcere femminile Le Mantellate di Roma, nel giorno del 3 giugno 1944: Roma sta per essere liberata dalle truppe alleate.
C'è Rita, asciutta, magra, col rosario in mano, cattolicissima e madre di due figli; Giovanna, tutta occhiali e fervore, partigiana; c'è Margherita, seducente, femmina, ebrea e fascista; le tre donne, costrette a convivere in maniera forzata dentro all'angusta cella, affamate e stanche, si vedono capitare tra le braccia Vera, giovane partigiana appena arrestata.
Il direttore del carcere, in separata sede, promette alle tre donne singolarmente una mela, una squisita e prelibata mela, a chi delle tre saprà far cantare la nuova arrivata per scoprire chi è veramente.
Ed ecco quindi cominciare un balletto nel quale si alternano a prima ballerina le tre donne, chi tentando con la gentilezza e la malizia, chi con la rabbia e chi con la comprensione, di carpire il segreto di Vera.
Ognuna delle quattro attrici ha il suo metodo per dare vita al proprio personaggio: Claudia Crisafio conferisce alla sua Rita una veridicità unica, dalle movenze al timbro della voce, dal giochicchiare con il rosario al toccarsi il petto e il collo, le parvenze di una vera romanaccia cattolica e ignorante; Cecilia D'Amico trasmette una vera e propria grinta nel caratterizzare Giovanna, questa giovane studentessa così irretita e immersa nella politica e nella lotta per la liberazione di Roma: la sua bravura si vede subito dalla capacità di dare vita ad un personaggio coerente, nelle battute come nei silenzi; Maria Scorza, la bella e viziata Margherita, incarna molto bene una donna focosa, abituata alla bella vita, agli agi e ai lussi, ad essere amata e riverita ma che ha perso tutto, per sempre; infine Federica Seddaiu, a suo perfetto agio nella grintosa Vera, vogliosa di dimostrare di saper essere un combattente come qualunque uomo, ci regala un'interpretazione fresca e dolce, con i suoi sorrisi da giovane idealista ben distribuiti nei momenti più opportuni.
Lo spettacolo è di ottima fattura: scritto e interpretato dalla quattro giovani attrici, esso riesce ad incuriosire e ad appassionare lo spettatore facendo gioco forza su piccoli momenti fugaci come rapide battute d'ali di farfalla ma densi di significato piuttosto che nel diluire in ore e ore di palcoscenico un qualcosa di trito e ritrito e sbocconcellato dal povero spettatore.
La regia è di Alessio Mosca.
Per informazioni:
Teatro Lo Spazio Via Locri 42/44, Roma 06 77076486 (ore 15.30 - 19.30)
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Scritto da Sergio Di Folco
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Martedì 12 Ottobre 2010 23:44 |
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Se ne parla con importanti studiosi del fenomeno, giuristi, Autorità ed esponenti sindacali in un convegno a Frosinone il 16 ottobre 2010
L’Associazione Nazionale “LA DEMOCRAZIA” e l’UGL Polizia di Stato hanno organizzato presso il Palazzo della Provincia di Frosinone sito in Piazza Gramsci il Convegno: Democrazia, Legalità e Stalking. Come intervenire? Con inizio alle ore 10.30 del giorno 16 ottobre c.a.
Nella circostanza saranno presenti numerosi esponenti del mondo politico, sindacale e universitario, in particolare sarà presente: Prof. Vincenzo SCOTTI Sottosegretario Ministero degli Esteri; Dott. Giuseppe Emanuele Cangemi Assessore ai Rapporti con gli enti Locali e Politiche per la Sicurezza; On. Antonello IANNARILLI Presidente della Provincia di Frosinone; Arch. Antonio ABBATE Assessore alla Cultura della Provincia di Frosinone; Dott.ssa Cristina BONUCCHI Dir.Tec. Principale Psicologo Polizia di Stato; Avv. Vittorina TEOFILATTO Cons. legale Area Stalking Ass. Cons. CODICI; Prof. Anton Giulio DE’ ROBERTIS Vice Presidente Comitato Atlantico; Dott. Cristiano LEGGERI Segretario Generale Nazionale UGL Polizia di Stato; Dott. Alfonso Maria LA ROTONDA Questore di Frosinone; Dott. Valter MAZZETTI Segretario Generale UGL Polizia di Stato Lazio; Dott. Massimo RUSPANDINI Assessore alle Politiche Giovanili Prov. di Frosinone; Giovanni IACOI Vice Presidente Nazionale Ass. “LA DEMOCRAZIA”; Dott.ssa Dounia ETTAIB Presidente Ass. Nazionale Donne Arabe; Segr. Gianluca DI TROCCHIO Segretario Generale UGL Polizia di Stato Frosinone; Segr. Marco Antonio PASIN Segretario Provinciale UGL Polizia di Stato; Dott. Aurelio SPAZIANI Sost. Commissario Polizia di Stato.
Modera l’incontro il dott. Sergio Di Folco Presidente Associazione Nazionale “LA DEMOCRAZIA Lo scopo dell’iniziativa sarà quello di evidenziare e far conoscere la nuova normativa in materia di Atti persecutori e molestie. L’argomento sarà affrontato dagli autorevoli relatori sotto l’aspetto preventivo del reato. Alla fine dell’evento seguirà conferenza stampa. |
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 08 Ottobre 2010 20:19 |
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La mostra Labirinto Fellini e il restauro della dolce vita
L’arte del maestro riminese sarà protagonista della mostra-evento Labirinto Fellini – Invenzioni di Dante Ferretti e Francesca Loschiavo / Mostra La Grande Parata, quest’ultima parte costituita dal nucleo centrale dedicato alla Dolce vita da Sam Stourdzé per l'esposizione bolognese Fellini. Dall’Italia alla luna.
L’esposizione, che si terrà al Macro Testaccio, La Pelanda, negli spazi dell’Ex Mattatoio (Piazza Orazio Giustiniani, 4) e sarà aperta dal 30 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011, porta la firma dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Loschiavo, a lungo collaboratori di Federico Fellini.
La mostra è prodotta dalla Cineteca di Bologna e promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale. Ideata da Camilla Morabito e a cura di Gian Luca Farinelli (Direttore della Cineteca di Bologna), è stata realizzata in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma – Festival Internazionale del Film di Roma, con Macro e Zètema.
LABIRINTO FELLINI Invenzioni di Dante Ferretti e Francesca Loschiavo Mostra La Grande Parata Labirinto Fellini, che ha l’ambizioso obiettivo di percorrere, nell’enorme patrimonio artistico che Fellini ci ha lasciato, strade nuove e inedite, si compone di due parti che si integrano vicendevolmente.
La prima curata da Sam Stourdzé, dal titolo La Grande Parata che, attraverso una selezione di rari materiali, fotografi e, spezzoni, disegni, ci restituirà la grande ricchezza e modernità dell’opera di Fellini; l’altra, curata da Ferretti e Loschiavo, sarà una sorta di installazione magica, in grado di portare lo spettatore dentro ai set del grande regista riminese, attraverso una straordinaria esperienza evocativa.
Uno spazio animato dai luoghi inventati da Fellini, simboli tratti dai suoi film, che rimandano immediatamente al sogno, alle immagini oniriche, ai colori e alle emozioni dei film del Maestro. Scenografi e, proiezioni, materiali inediti che immergeranno lo spettatore in un vero e proprio labirinto animato, capace di instillare nei più giovani il desiderio di conoscere Fellini, un artista così importante e moderno, la cui voce è parte fondamentale della nostra cultura.
Location di questo percorso labirintico intorno ad una fi gura che ha segnato in maniera fondamentale il Novecento e il nostro modo di guardare, sarà La Pelanda del MACRO Testaccio, cuore pulsante della mostra-evento che è di per sé un luogo cinematografi co, già utilizzato da Fellini, nel 1969, per il suo Block Notes di un regista.
Il secondo evento cade a cinquant’anni dalla prima proiezione de La dolce vita: in questa occasione infatti il Festival del Cinema di Roma rende un omaggio a Fellini e al suo film più famoso affidandone la cura alla Cineteca di Bologna, artefice del restauro tramite il suo laboratorio L’Immagine Ritrovata che sarà mostrato per la prima volta il 30 ottobre, alle ore 18 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica.
Il restauro di La dolce vita è stato fatto in associazione con The Film Foundation, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Pathé, Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, Mediaset e Medusa Film, Paramount Pictures e Cinecittà Luce. Il restauro del film è stato reso possibile grazie al sostegno di Gucci e di The Film Foundation.
Info su esposizione Labirinto Fellini: Equa tel. 06 3236254
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Macro tel. 06 671070443
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Info Cineteca di Bologna Ufficio Stampa tel: (+39) 0512194831/ 2194833 www.cinetecadibologna.it |
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Scritto da Emilio Sturla Furnò
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Lunedì 04 Ottobre 2010 16:19 |
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Mostra fotografica di Antonio Ciaramella dal 14 ottobre al 5 novembre 2010
Delicati equilibri in eterna trasformazione, storie di uomini in bilico tra libertà e prigionia, atti ora a vincere, ora ad assecondare gli elementi della natura.
Il Margutta RistorArte - lo storico locale sito nel cuore della Capitale che da oltre trent’anni coniuga l’alta cucina vegetariana con l’arte contemporanea – presenta la mostra fotografica [in]-NATURA-L–is di Antonio Ciaramella: dal 14 ottobre al 5 novembre 2010, una selezione di ventinove scatti dell’artista romano che raccontano l’incastro [in]natural-mente perfetto tra bellissimi corpi umani e la natura.
L’uomo di Ciaramella è accompagnato - e nel contempo travolto - dalla forza inarrestabile dell’acqua, si incarna in solida roccia, vola con il soffio del vento impalpabile e leggero, si lascia stringere da foglie e giunchi, si abbandona nel sonno sicuro di un nido come un uccello.
Classe 74, di cuore partenopeo e di adozione creativa romano, Antonio Ciaramella riscopre, dopo diversi anni, la sua prima passione: la FOTOGRAFIA. Formatosi presso l’Istituto Superiore per la Cinematografia e Televisione “R.Rossellini”, il giovane creativo desidera scoprire le altre dimensioni della bellezza.
Si dedica così a studi di naturopatia e tecniche di massaggio ayurvedico che pratica per diversi anni della sua vita. Giovane trentenne, e sempre bramoso di bellezza, abbraccia l’arte del make up artistico e cinematografico. La compenetrazione di queste discipline lo riconduce all’obiettivo per immortalare la bellezza in tutte le sue forme. Nasce così il progetto [in] natural –is, sintesi del percorso formativo e personale dell’artista, ed espressione della costante ricerca del bello.
“Racconto la natura che confonde, nasconde, protegge” – spiega Ciaramella – “Rifugio dell’uomo, sintesi degli elementi, è la speranza della nuova dimensione libera, pura, approdo per gli innamorati delusi e vinti. Terra come pelle, aria per spiccare il volo, acqua che lenisce, fuoco che si amina. Non più radici che attanagliano l’animo e tengono immobile la creatura umana, è ora di diventare ed essere ogni volta, perché [in]-NATURA-L–is”.
L’esposizione del lavoro di Ciaramella è, peraltro, l'occasione per presentare in anteprima il Calendario 2011 del Gruppo Pesce Roma, l’associazione sportiva che promuove la pratica del nuoto agonistico master e ricreativo, senza distinzione di razza, sesso, orientamento sessuale, identità di genere e credo religioso.
Il gruppo sportivo, nato nel 1987, è membro affiliato della FIN (Federazione Italiana Nuoto) e combatte dal 2000 ogni forma di razzismo, pregiudizio sessuale e bullismo. Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro, che promuove e difende il diritto alla salute, lotta contro ogni forma di violazione dei diritti umani, civili e di cittadinanza delle persone sieropositive o malate di AIDS.
Parte del ricavato della vendita del calendario sarà devoluto alla L.I.L.A. (Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS), rappresentato all’inaugurazione dal presidente della Lila Lazio.
Nel corso dell’inaugurazione Il Margutta RistorArte di Tina e Claudio Vannini propone uno speciale cocktail vegetariano ispirato agli elementi della natura.
Inaugurazione: giovedì, 14 Ottobre 2010 - ore 19,00 Il Margutta RistorArte - Via Margutta 118 – Roma Presentazione del Calendario 2011 del Gruppo Pesce Roma
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