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Scritto da Igor Bianco
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Sabato 26 Febbraio 2011 22:30 |
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In esclusiva per NATIONAL GEOGRAPHIC: la prima ricostruzione fedele dell’uomo venuto dal ghiaccio, attrattiva principale della mostra temporanea “Ötzi20”del Museo Archeologico dell’Alto Adige.
Bolzano/Amburgo, 25 febbraio 2011. L’edizione di marzo del NATIONAL GEOGRAPHIC GERMANIA pubblicata oggi mostra la nuova fedele ricostruzione di Ötzi, la mummia ritrovata 20 anni fa sui ghiacciai delle Alpi dell’Ötztal.
Gli artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis hanno ricostruito l’Uomo venuto dal ghiaccio (un reperto di ben 5.300 anni fa) con l’ausilio di modelli 3D del cranio e di immagini a infrarossi e tomografiche: dall’1 marzo, tale ricostruzione sarà l’attrazione principale della grande mostra temporanea “Ötzi20”, allestita nel MUSEO ARCHEOLOGICO DELL’ALTO ADIGE in occasione del ventesimo anniversario dal ritrovamento della mummia.
“Questa rappresentazione di Ötzi, fedele e toccante al tempo stesso, affascinerà ed emozionerà tutto il mondo”, dichiara con soddisfazione la direttrice del museo Angelika Fleckinger, “poiché dona un volto alla nostra storia, nel vero senso della parola”.
Il recente lavoro dei due artisti, noti proprio in virtù delle loro ricostruzioni, mostra un uomo dell’età della pietra proveniente dall’area alpina e sorprendentemente reale, dal colore della pelle ai più piccoli corrugamenti della fronte: media statura, esile ma nerboruto, con un viso scarno e spigoloso, barba lunga e pelle bruciata dal sole.
“20 anni fa il ritrovamento di Ötzi ha emozionato l’umanità intera, con la sua morte misteriosa, le conoscenze uniche sulla sua vita e sul suo mondo”, dichiara Erwin Brunner, caporedattore di NATIONAL GEOGRAPHIC GERMANIA. “Adesso possiamo finalmente guardarlo negli occhi e constatare con stupore che è veramente uno di noi!”
A settembre 2011 si celebrerà il ventesimo anniversario del ritrovamento della mummia più antica e meglio conservata, che il Museo Archeologico dell’Alto Adige festeggia con la mostra “Ötzi20– Life. Science. Fiction. Reality”, aperta al pubblico dall’1 marzo al 2011 al 15 gennaio 2012 a Bolzano. NATIONAL GEOGRAPHIC GERMANIA accompagnerà, in qualità di partner mediatico, questa ricca e multiforme mostra su una “mummia tra scienza, culto e mito”.
La fotografa Heike Engel (21Lux) ha documentato per sei mesi il lavoro dei fratelli Kennis, immortalando in esclusiva l’intero processo di ricostruzione. Grazie alle sue foto, l’osservatore ha la sensazione di trovarsi nell’atelier dei due artisti. Su richiesta, è possibile ottenere gratuitamente la foto della ricostruzione e la copertina dell’attuale edizione. Si prega di apporre la seguente nota di copyright: Heike Engel–21Lux/Museo Archeologico dell’Alto Adige/NATIONAL GEOGRAPHIC DEUTSCHLAND.
Da oggi (25 febbraio) è disponibile in libreria il volume ufficiale dedicato alla mostra temporanea “Ötzi 2.0 – Una mummia tra scienza e mito”, pubblicato in tedesco dalla casa editrice Theiss Verlag (Stoccarda) e edito per l’Italia da Folio Editore (Vienna/Bolzano), in tedesco e in italiano.
Il Museo Archeologico dell’Alto Adige invita tutti i media all’esclusiva Press Preview della mostra, che si terrà a Bolzano il 28 febbraio, alla vigilia dell’apertura della mostra al pubblico, dalle 9 alle 17. Alle 18 seguirà l’inaugurazione ufficiale della mostra.
Per ulteriori informazioni entro il 27 febbraio: Sinnigen PR Anke Sinnigen Telefono +49 (0) 160-97 405 991 E-mail
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Internet www.nationalgeographic.de
Per ulteriori informazioni dal 28 febbraio: Kunigunde Weissenegger Museo Archeologico dell’Alto Adige Via Museo 43, I –39100 Bolzano Telefono +39 0471 320114 E-mail:
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Web: www.oetzi20.it www.iceman.it
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Scritto da Ufficio Stampa
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Mercoledì 23 Febbraio 2011 08:55 |
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Appuntamento con il Galà Italia a marzo 2012 con altre sorprese sempre firmate "Italia".
Un successo largamente superiore anche alle più ottimistiche previsioni della vigilia, ha coronato il GALA' ITALIA tenutosi giovedì 10 febbraio presso il Marriott Marquis Hotel di Manhattan sotto l'alto patronato dell'Ambasciatore Italiano a Washington, Giulio Maria Terzi di Sant'Agata.
A chiusura della manifestazione che ha mobilitato operatori e giornalisti degli stati della Costa Atlantica degli USA è possibile fare un bilancio più che positivo.
Presenze da record, affermano gli organizzatori per un galà da scrivere negli annali. E' stato il trionfo del made in italy a trecento sessantagradi ove la moda, il vino, la gastronomia, la musica, l'arte e il design sono stati i protagonisti indiscussi.
Ospite d'onore del GALA ITALIA è stata la cantante e giornalista fashon Jo Squillo venuta appositamente a New York affiancata dala cantante lirica Cristina Fontanelli che si è esibita, fra gli applausi dei presenti. E' proprio sulle note del famoso brindisi "Libian, Libiam nei Lieti Calici" dalla Traviata di Verdi che i numerosi visitatori hanno degustato vini e prodotti della nostra terra immaginando uliveti , vigneti e tutti gli splendidi colori della nostra terra. Grande successo per gli espositori provenienti dal tacco d'italia presenti per la prima volta al galà.
L'olio del Marchese de Luca, i prodotti da forno , i sottoli hanno spopolato tra espositori curiosi ed amanti della genuinità. Numerosi i visitatori che si sono soffermati ad ammirare i filmati della spendida Puglia e a ritirare brochure informative, gagets a degustare prodotti dolciari tipici dal corner allestito dalla Regione Puglia e rappresentato dal referente WTC Pescara Roberto Pansini.
Anche il coloratissimo brand "I Love made in Italy", presente con una serie di aziende di prodotti pugliesi di wine and food accuratanmente selezionati, ha colpito l'attenzone di molti accendendo curiosità ed interesse di tutti coloro che sono cultori del "made in italy "si, ma di qualità.
Tra i visitatori numerosi pugliesi e molfettesi del settore e non,legati al tricolore e visibilmente emozionati nell'ammirare il trionfo di tutto ciò che fa grande nel mondo l'Italia.
"è stata un emozione grandissima oltre che una grande soddisfazione essere qui a rappresentare un lembo d'Italia proprio in questio momento storico " hanno commentato i due espositori Francesco Morrelli e Roberto Pansini che per la prima volta si sono affacciati a questa manifestazione e concludono dicendo: "dopo questa esperienza ritorneremo in Italia carichi di entusiasmo e voglia di portate il made in Italy nel mondo".
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Scritto da Ufficio Stampa
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Mercoledì 16 Febbraio 2011 23:33 |
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E’ quanto stima la Coldiretti in occasione della millesima registrazione di un prodotto alimentare di qualita' da parte Ue che ha riguardato la denominazione ''Piacentinu Ennese'' (DOP).
I 221 prodotti italiani di qualità protetti dal riconoscimento comunitario hanno sviluppato nel 2010 un fatturato al consumo superiore ai 9 miliardi di euro dei quali circa 1,5 miliardi realizzati sui mercati esteri attraverso l’esportazione.
L’Italia consolida nel 2010 la propria posizione di leader in Europa davanti alla Francia e alla Spagna per numero di prodotti a Denominazione di origine (Dop), Indicazione geografica protetta (Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg).
Ad aumentare - continua la Coldiretti - è anche il fatturato realizzato grazie soprattutto alle buone performance ottenute da prodotti piu’ rilevanti economicamente come il Grana Padano che da solo ha realizzato un valore al consumo di quasi 2,4 miliardi di euro per effetto dell’aumento del 5,3 per cento dei consumi familiari e del boom nelle esportazioni cresciute del 7,10 per cento in Europa, del 14,8 per cento in America e del 27 per cento in Asia.
Buoni risultati - continua la Coldiretti - anche per il Prosciutto di Parma che ha raggiunto nel 2010 il record delle vendite negli Stati uniti con un incremento del 17 per cento rispetto all’anno precedente. Formaggi e salumi sono i settori dove i prodotti a denominazione di origine italiani realizzano il fatturato piu’ rilevante mentre in numero a prevalere nei riconoscimenti ci sono nell’ordine gli ortofrutticoli, i formaggi, i salumi, gli oli di oliva e i prodotti della panetteria.
A frenare la diffusione del Made in Italy a denominazione è la proliferazione dei prodotti alimentari taroccati all'estero che - precisa la Coldiretti - sono causa di danni economici, ma anche di immagine. Il rischio reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili.
E' il caso - spiega la Coldiretti - dei formaggi tipici dove il Parmesan è la punta dell'iceberg diffuso in tutto il mondo , dagli Usa all'Australia, ma ci sono anche il Romano , l'Asiago e il Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti dove si trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano “spacciati” come italiane. E in alcuni casi sono i marchi storici ad essere “taroccati” come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada.
I Paesi dove sono piu' diffuse le imitazioni sono Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti dove - denuncia la Coldiretti - appena il 2 per cento dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi Made in Italy, mentre per il resto si tratta di imitazioni e falsificazioni ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California. Ma a preoccupare sono anche - conclude la Coldiretti - le tendenze di Paesi emergenti come la Cina dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. |
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Scritto da Ufficio Stampa
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Giovedì 10 Febbraio 2011 00:10 |
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Nove artisti e nove linguaggi espressivi sono pronti per approdare in una delle metropoli più avanguardiste del panorama artistico del 21 secolo : Londra.
E’ sempre lei, la magica e intraprendente Londra, città aperta e cosmopolita ad anticipare i tempi in tutti gli ambiti e i livelli culturali e a presentare tra il 15 e il 28 di Febbraio dei nuovi talenti italiani che presentano al pubblico opere interessanti ed innovative nella collettiva d’arte presso la brick lane gallery.
La padronanza pittorica, il controllo del segno, il senso della plasticità e della profondità nonché della resa prospettica,sono verosimilmente elementi e peculiarità tipiche del linguaggio accademico che si evidenziano nelle opere esposte ma in tale contesto vengono utilizzate e monopolizzate dagli artisti in chiave attuale e contemporanea offrendo come risultato un’ armonica visione di capolavori legati, per un verso, alla tradizione del disegno toscano e del colorismo e dall’ altro alla contemporanea esperienza della pop art, del linguaggio digitale e dell’ informale.
Se Longaretti Sebastiano, quindi, dimostra la sua abilità nella definizione dell’ immagine di una passante controllando la vulnerabilità dell’ inchiostro e fissandone nella tela il ricordo, Barbi Grazia abbandona ogni sentimentalismo nostalgico per affidarsi interamente e liberamente al gioco dei colori con cui ama misurarsi.
Dedita allo sperimentalismo, ma intriso di un profondo messaggio sociale, è anche la produzione autodidatta di Beltrami Morena, artista originale, scevra da condizionamenti scolastici e pittorici, che ama utilizzare tecniche molteplici dalla pittura vera e propria fino alla digital art.
Vicine a questo innovativo linguaggio sono a ragione le opere di Terranova Valeria affezionata anche lei all’ arte popolare ma dipendente inoltre da influenze surrealiste e Tonelli Luisa la cui continua ricerca l’ ha portata alla creazione di opere dove il particolare, il dettaglio non è degno di attenzione ma l’ istantanea di un movimento e la “cattura” di un gesto e di un attimo è ciò attorno a cui ruota tutta la sua opera.
Preoccupato, a sua volta, dalla condizione umana e dalla sua sorte è l’ artista Scopetti Luca che con la sua curiosa e singolare produzione cerca di porre l’ attenzione alle variazioni caratteriali ed emozionali dell’ individuo, talvolta dominato dal sentimento talaltra dalla solitudine, altresì libero, indipendente, e di rappresentarle in maniera provocatoria al pubblico.
Fortemente legata alla sua terra d’origine e alla classicità che la caratterizza è l’ opera di Rossini Elena, “mitologica” per la scelta dei soggetti ma anche all’ avanguardia per la tecnica pittorica, il collage che ha scelto di utilizzare.
Fuori da ogni controllo classico e quindi controcorrente rispetto a ciò che lo ha sempre identificato come tale : armonia delle proporzioni, l’ equilibrio e il controllo delle forme, ma ugualmente comunicativo ed espressivo nel risultato, è il lavoro di SantaLucia Raffaele “fumettista fino all’ osso” per la sua capacità di tradurre con pochi gesti espressivi il carattere dei suoi personaggi caricaturali e quindi di se stesso.
La forza e la comunicatività dei colori della Normandia è tradotta dall’ opera Rosie De Longhi, espressionista per antonomasia in tutto ciò che costituisce l’ opera, dalla scelta del tocco, dinamico e irruente, a quella del colore deciso e spatolato come un “vero Kandinsky”. Dott.ssa Enrica Pasqua. Critico e storico dell’arte
NEW ARTEMISIA GALLERY VIA MORONI 124 – 24122 BERGAMO 035241481 – 3895563828 www.galleryartemisia.com
Collettiva d’arte dal 15 al 28 febbraio a londra presso la brick lane gallery vernissage 16 febbraio ore 18,00 orario galleria dalle 13,00 alle 18,00 196 brick lane e1 65° - uk
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Scritto da Ufficio Stampa
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Sabato 05 Febbraio 2011 14:50 |
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Luigi Rossi e l'Acquerello nell'Ottocento lombardo e ticinese in mostra nel 2011 alla Züst di Rancate.
L'attesa retrospettiva di Luigi Rossi e la prima ampia indagine sull'acquarello tra Otto e Novecento. Questi gli appuntamenti annunciati per il 2011 da Mariangela Agliati Ruggia, direttore della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate.
L'istituzione ticinese, archiviato un 2010 davvero eccellente, affronta il 2011 con questi due appuntamenti di rilievo, entrambi in linea con la mission di qualità e ricerca che le è propria.
La Züst si è specializzata nell'indagine dei legami storico-artistici tra Italia e Ticino. Il più recente prodotto di questo preciso filone di ricerca, la fondamentale mostra Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, curata da Giovanni Agosti, si è rivelata come la più visitata nella storia dell'istituzione, conquistando sia il grande pubblico che gli esperti.
Venendo alla stagione espositiva 2011, in primavera, dal 27 marzo al 21 agosto, la Züst ha messo in calendario Luigi Rossi (1853-1923): corrispondenze fra immagine e testo mentre la grande rassegna dedicata all'acquarello Trasparenze. La fortuna della pittura all'acquarello nell'Ottocento lombardo e ticinese si svolgerà dal 9 ottobre all'8 gennaio 2012.
Su Rossi, artista di vocazione internazionale che ha vissuto e ha operato tra Parigi, il Ticino e Milano, nei tre Paesi sono già state allestite diverse mostre. Questa di Rancate - curata da Matteo Bianchi e promossa dalla Züst (coordinamento scientifico e organizzativo: Mariangela Agliati Ruggia, Alessandra Brambilla e Gilbert Dalmas), in collaborazione con la Casa-museo Luigi Rossi, Capriasca e con l'Association des Membres de l'Ordre des Palmes Académiques, section de Suisse, si distingue perché documenta come l'arte di Rossi sia stata il tramite tra letteratura e poesia.
Rossi è celebre per aver illustrato le edizioni francesi di opere di Alphonse Daudet e Pierre Loti, di Chateaubriand, Hugo, Keller, Prévost e Longo Sofista. Ma è soprattutto un grande pittore simbolista e le sue figurazioni simboliche suscitano la traduzione in versi dell'amico poeta Gian Pietro Lucini. Per questo l'opera di Luigi Rossi viene definita "bilingue", in quanto si pone come punto d'incontro fra immagine e testo: da un lato quando produce le vignette per i libri illustrati, dall'altro quando invita alla scrittura. E alla Züst, per la prima volta, si realizzerà l'accostamento delle vignette con i dipinti, l'arte in dialogo con la scrittura.
L'autunno della Züst sarà dedicato all'acquarello, con la mostra Trasparenze. La fortuna della pittura all'acquarello nell'Ottocento lombardo e ticinese preceduta da una estesa ricerca negli archivi d'epoca. La rassegna, curata da Sergio Rebora e Paolo Plebani, è promossa ed organizzata dalla Pinacoteca Züst (coordinamento scientifico e organizzativo di Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla).
Per la prima volta si intende dar conto di un fenomeno artistico che coinvolse Lombardia e Ticino l'Ottocento e i primissimi anni del Novecento. Sono i decenni in cui esplose la moda dell'acquarello, una moda trasmessa da Vienna e Parigi, rinfocolata da Londra e che, tra Milano e il Ticino trovò il terreno di coltura, dilagando poi nel resto d'Italia e altrove. Una moda che contagiò anche la Regina Elena, acquarellista per diletto e Presidente della Real Associazione Lombarda dell'Acquerello fondata nel 1911 e in gran voga per una manciata d'anni.
E con lei una schiera ampia di donne che in questa tecnica trovarono il linguaggio artistico d'elezione. Acquarellisti, spesso a livelli alti e altissimi furono Giovan Battista Gigola, Ernesta Bisi Legnani, Michele Bisi e il figlio Luigi, ma anche Francesco Hayez, Giuseppe Molteni e Luigi Scrosati, Giuseppe Bertini, Eleuterio Pagliano, Raffaele Casnedi, Domenico e Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis, Mosè Bianchi.
La stagione della Scapigliatura, qui rappresentata da opere di Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, riportò l'attenzione sull'acquarello, con Paolo Sala, Luigi Rossi ma anche Giovanni Segantini, Filippo Carcano, Luigi Conconi, Pompeo Mariani, Leonardo Bazzaro, Emilio Gola o Achille Beltrame, Giuseppe Mentessi, Vittore Grubicy De Dragon, Plinio Novellini e molti altri. Tutti affascinati da una tecnica all'apparenza facile ma capace, nelle mani di veri artisti, di dare risultati mirabili. Come la mostra alla Züst documenterà, attraverso una carrellata di più di cento opere.
Info: PINACOTECA CANTONALE GIOVANNI ZÜST CH - 6862 Rancate (Mendrisio, Canton Ticino, Svizzera) Tel. / Fax: +41 (0)91 816.47.91/99
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www.ti.ch/zuest
Ufficio stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo Tel. +39 049 663499
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www.studioesseci.net Orario: Marzo-giugno: da martedì a domenica 9.00-12.00 / 14.00-17.00 Luglio-agosto: da martedì a domenica 14.00-18.00 Settembre- 8 gennaio 2012: da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18; sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18 Chiuso lunedì (tranne i festivi); 24,25,31/12; 1/01 Festivi aperto
Ingresso: Intero: Fr. 8.-/ € 7; Ridotto (pensionati, studenti, comitive): Fr. 6.-/ € 5,20. Gratuito per le scuole ticinesi.
Visite guidate su prenotazione, anche fuori orario. Audioguide; bookshop. Ufficio Stampa
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