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Alimentare: lo stop dell’Argentina all’import di prosciutti Stampa E-mail
Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Venerdì 18 Maggio 2012 22:58

La Cia sottolinea la gravità delle decisione e chiede all’Unione europea di intervenite, è contro le regole del commercio internazionale.


E’ una misura in netto contrasto con le regole del commercio internazionale. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la notizia del blocco da parte del’Argentina delle importazioni di prosciutti dalla Spagna, dall’Italia e dal Brasile.

Gli allevatori e gli industriali argentini -rileva la Cia- hanno firmato un accordo per autolimitarsi negli acquisti di materie prime suine dall’estero e per migliorare la propria produzione negli anni a venire in cambio dello stop di tutte le importazioni di prosciutto. Intesa che è stata accolta dal governo argentino, il quale ha provveduto immediatamente al blocco dell’import.

La Cia, nel ricordare che nel 2011 l’Argentina ha acquistato 274 tonnellate di prosciutti dalla Spagna; 199 tonnellate dall’Italia e 241 dal Brasile, sottolinea la necessità che il governo italiano si faccia sentire nelle sedi europee affinché l’Ue intervenga, anche con misure di ritorsione nei confronti dei prodotti argentini, e porti il caso davanti all’Organizzazione internazionale del commercio (Wto).

Si tratta -conclude la Cia- di un atto indispensabile per tutelare l’export agro-alimentare “made in Italy” che fattura circa 30 miliardi l’anno.

 

 
I vini autoctoni italiani a Los Angeles Stampa E-mail
Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Mercoledì 16 Maggio 2012 19:33

Degustazioni, assaggi, workshop ed eventi culturali: dal 14 al 19 maggio a Los Angeles torna l’appuntamento con “VivaVinoLA”, un viaggio al centro delle eccellenze nostrane.


Dalla Toscana del Sangiovese e del Colorino alla Campania dell’Aglianico e della Falanghina, dalla Sardegna del Cannonau al Piemonte di Barbera e Barolo, fino al Catarratto siciliano, il Lambrusco emiliano e il Primitivo pugliese. Se è vero che in tutta Italia sono coltivati quasi 3.000 diversi vitigni autoctoni, sarà uno spaccato dell’enologia rigorosamente “made in Italy” quella che a maggio – da lunedì 14 a sabato 19 – animerà il cuore di Los Angeles, portando sulla West Coast un tocco di gusto italiano.

L’occasione è la seconda edizione di “VivaVinoLA”, la kermesse organizzata dalla Camera di Commercio italo-americana per mostrare il meglio della produzione enologica nazionale. L’appuntamento è destinato sia a consumatori ed appassionati che a buyers e addetti ai lavori, con un calendario di eventi che nell’arco di una settimana metterà in luce alcune delle realtà più significative, ponendo allo stesso tempo l’accento sul rapporto inscindibile tra cultura del cibo e del territorio.

Non a caso, obiettivo di “VivaVinoLA” è educare il mondo del commercio e dei gourmet a conoscere e apprezzare lo stile del vino italiano e del territorio in cui nasce. I produttori potranno incontrare importatori, compratori, dettaglianti, stampa specializzata e consumatori da tutta la California, uno dei mercati più ampi degli Stati Uniti. (aggiungere eventuali dati economici 2011).

Momento centrale della prossima edizione di “VivaVinoLA” sarà il Grand Tasting del 16 maggio, una giornata intera – al mattino per i commercianti, nel pomeriggio per i consumatori – dedicata alle degustazioni delle etichette presenti.

 

 
Le star di Hollywood pazze per la cucina Made in Italy Stampa E-mail
Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 10 Maggio 2012 18:59

E’ caccia tra le star americane dei "giacimenti eno-gastronomici" e delle specialita’ gastronomiche del Belpaese.


Lo riportano ben 7 testate internazionali su 10 secondo cui i divi sono pronti a spendere cifre folli in Italia per rilevare gloriose tenute ed aprire catene di ristoranti rigorosamente Made in Italy. E in cima alle preferenze spiccano mozzarella di bufala e parmigiano reggiano, preferite a ostriche e champagne

Basta cibi esotici, fast food e ristoranti etnici. Oggi le stelle di Hollywood sono affascinate dai prodotti italiani. I divi dello star system preferiscono mozzarella di bufala (40%) e parmigiano reggiano (44%) a ostriche e champagne. Non si tratta solo di preferenze culinarie o dell’assidua frequentazione di ristoranti italiani: sono sempre piu’ i divi che da qualche anno scelgono di acquistare tenute agricole nel Belpaese, cercano di rilevare gloriose aziende produttrici locali e di aprirsi catene di ristoranti con chef e cuochi di origine italiana che cucinino le specialita’ del Belpaese. Lo sanno bene Sting, il quale ha deciso di comprarsi e gestire un agriturismo in Toscana, e Danny De Vito, produttore del Limoncello Premium, lavorato utilizzando i limoni di Sorrento. Altro che ville da sogno e yacht superaccessoriati. Numerosi divi dello star system, tra cui Lady Gaga, Francis Ford Coppola e Robert De Niro, decidono di mettere su catene di ristoranti italiani, trasformando la loro passione per l’italian food in un vero e proprio business.

La passione dei divi di Hollywood per i prodotti italiani e’ una tendenza internazionale individuata dal Polli Cooking Lab attraverso il monitoraggio e l’analisi di oltre 200 testate internazionali (quotidiani e periodici) e di 1200 siti Internet, per capire le caratteristiche dei prodotti “Italian Style” che vincono nel mondo, stregando i personaggi dello star system, realizzato in occasione dell’edizione 2012 del Cibus.

Quali sono le eccellenze italiane che danno oggi maggior prestigio e lustro al nostro paese? Ben 7 testate internazionali su 10 (69%) parlano esclusivamente delle produzioni alimentari qualificate e certificate “made in Italy”. Quali sono questi prodotti? Vini come l’Amarone (36%), formaggi come la Mozzarella di Bufala (40%) ed il Parmigiano Reggiano (44%), salumi come il San Daniele (34%) ed il Prosciutto di Parma (38%), trovano piu’ spazio sulle testate internazionali rispetto a prodotti solitamente accostati al lusso come ostriche e champagne.

Dal Piemonte alla Sicilia, agriturismi, tenute e caseifici dove si producono eccellenze Made in Italy fanno gola ai vip internazionali. In un articolo pubblicato sul The Guardian dedicato ai 60 anni di Sting, la leggenda del rock ha parlato del suo agriturismo in Toscana. Il suo appezzamento occupa 300 ettari vicino a Figline Valdarno, 30 km a sud di Firenze, all’interno del quale si producono olio extravergine di oliva, miele d’acacia e di castagno, marmellate, frutta e verdura. L’ex cantante dei Police ha confessato di amare il suo agriturismo perché la natura offre spunti di riflessioni, animando la propria ispirazione artistica.

Quali sono le principali regioni italiane dove i divi di Hollywood hanno messo da tempo gli occhi? Al primo posto troviamo la Toscana (31%), seguita da Veneto (23%), Piemonte (19%), Emilia-Romagna (16%), Campania (11%) e Sicilia (9%). Cosa significa mangiare italiano per le star di Hollywood? Secondo i divi l’italian food e’ soprattutto sinonimo di buon gusto (32%), credibilita’ (27%) e positivita’ (21%). Lo sa bene la simpaticissima star hollywoodiana Danny De Vito, citata dal Time all’interno della classifica dei 10 principali prodotti realizzati da celebrita’. L’attore di celebri film, tra cui «Qualcuno volo’ sul nido del cuculo» e «La guerra dei Roses», e’ famoso in America per essere produttore del Limoncello Premium, il celebre liquore realizzato esclusivamente con limoni di Sorrento, lavorati in una distilleria nella Penisola Sorrentina per ottenere il miglior Limoncello del mondo.

Da passione a business, l’amore per la cucina italiana contagia numerose star americane, appartenenti al mondo della musica e del cinema. Come Lady Gaga, alla quale il New York Times ha dedicato paginoni e speciali per raccontare l’inaugurazione della trattoria “Joanne”, gestita dai suoi genitori. All’interno del locale, sito a New York nella zona dell'Upper West Side, su Columbus Avenue, e’ possibile gustare piatti tipici italiani, in un ambiente che cerca di ricreare l’atmosfera della Toscana, con paesaggi campestri alle pareti. Negli ultimi anni, i divi americani hanno abbandonato la gestione dei vari Planet Hollywood, preferendo catene di ristoranti che celebrano la cucina italiana. Ne e’ un esempio Sylvester Stallone; il celebre attore di origini italiane, assieme a due grandi attori come Danny DeVito e Charlie Sheen, ha di recente comprato il Buca di Beppo Restaurant, situato in California presso l’Universal City Location.

Investire sulla cucina made in Italy, dunque, rende per i divi di Hollywood molto di piu’ rispetto ad altre attivita’. Lo sanno bene il regista Ridley Scott e il premio oscar Robert De Niro, tra i proprietari del ristorante italiano Ago di Los Angeles. Diretto dallo chef Agostino Sciendri, le specialita’ della casa sono il risotto ai funghi e pollo alla toscana, preparati nella cucina con forno a legna aperta direttamente sulla sala.

La passione per la cucina italiana coinvolge anche artisti del calibro di Francis Ford Coppola; il regista italo-americano all’interno del suo ristorante Café Zoetrope di San Francisco e’ orgoglioso di offrire ai suoi ospiti specialita’ tipicamente italiane. Ma quali sono i piatti e le pietanze piu’ serviti all’interno di questi ristoranti? Spaghetti alle vongole (45%), penne al pomodoro e basilico (41%), risotto al parmigiano (35%), zuppa di verdure (29%), pollo alla toscana (21%) sono le pietanze preferite, senza dimenticare pero’ minestrone, bocconcini di mozzarella, ravioli ripieni di scampi, peperoni dolci e pomodori secchi.

 

 
Si rafforzano i rapporti tra agricoltura italiana e croata Stampa E-mail
Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Lunedì 07 Maggio 2012 19:58

Il presidente Cia Giuseppe Politi a Zagabria. Firmato un protocollo d’intesa con la locale Camera dell’Agricoltura.


Attenzione all’impresa familiare e all’agriturismo. La missione compiuta nell’ambito del mandato che il presidente confederale ha ricevuto dal Consiglio dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori per le relazioni con le organizzazioni agricole del bacino del Mediterraneo.

Si rafforzano i rapporti tra l’agricoltura italiana e quella croata, alla vigilia dell’ingresso di Zagabria nell’Unione europea (prossimo luglio 2013) e in vista della riforma della Politica agricola comune (2014). E’ questo il risultato della visita del presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, nel paese balcano, dove ha firmato anche un protocollo d’intesa con la locale Camera dell’Agricoltura, rappresentata dal presidente Mato Brlosic, dal segretario generale Damjan Bogdanovic, dal direttore Ivan Katalinic, e dalla responsabile relazioni internazionali Iva Milasincic.

La missione in Croazia di Politi, accompagnato dal responsabile dell’Ufficio internazionale della Cia Cristina Chirico, si è svolta nell’ambito del mandato che il presidente confederale ha ricevuto dal Consiglio dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori per le relazioni con le organizzazioni agricole del bacino del Mediterraneo.

In Croazia l’agricoltura contribuisce per oltre l’8 per cento alla formazione del Prodotto interno lordo (Pil), è praticata in modo estensivo nelle pianure danubiane e fornisce in prevalenza cereali, oltre a patate, prugne, barbabietole a zucchero, viti e olivi. In particolare, la produzione vitivinicola si estende su un territorio di circa 60 mila ettari. In crescita anche il patrimonio zootecnico, con bovini, suini e ovini.

Il protocollo d’intesa tra la Cia e la Camera dell’Agricoltura prevede, dunque, una più stretta collaborazione da sviluppare con scambi di visite incentrate sulla conoscenza del settore agricolo, che permetta soprattutto ai giovani agricoltori croati di fare esperienza di gestione d’impresa presso le aziende italiane e le associazioni.
Il presidente della Cia, nel corso della conferenza stampa durante la quale è stato illustrato il protocollo d’intesa e i motivi della missione in Croazia per conto dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori, ha sottolineato anche la necessità di rafforzare l'agricoltura familiare e l'esperienza degli agriturismo.

 

 
Imparare l'italiano è cool Stampa E-mail
Estero
Scritto da Ufficio Stampa   
Giovedì 03 Maggio 2012 22:36

L'italiano è di moda a New York e in tutti gli Stati Uniti.


Imparare l'italiano è coolLo sanno le famiglie e gli studenti americani che sempre più spesso scelgono l'italiano come lingua straniera da studiare a scuola. E lo ribadisce l'Italian American Committee on education (IACE) promuovendo una serie di iniziative per mostrare che l'italiano è una lingua non solo piacevole, ma anche utile in molti campi: nell'arte e in cucina, ovviamente, ma anche nell'alta tecnologia e nel design industriale.

Lo IACE è un ente non profit, sotto la guida del Presidente Berardo Paradiso, del suo consiglio di amminstrazione, l'egida del ministero degli Esteri, dell'Ambasciata italiana a Washington, del Consolato generale di NYC, ha la missione di promuovere lo studio dell'italiano nelle scuole americane dei tre stati di New York, New Jersey e Connecticut; opera con fondi in parte governativi e in parte privati, coinvolgendo circa 100 scuole e 42 mila studenti.

È da notare che gran parte degli studenti non sono italo-americani: vengono da tutte le razze e culture, molti da quartieri non privilegiati, come Harlem e il Bronx.  Ricordiamo che solo nel New Jersey risiedono oltre 30mila emigrati con origini di Molfetta, dove viene festeggiato da oltre 85 anni il grande evento: Hoboken Italian Festival .

Fonte America Oggi

 
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