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Il duomo di Parma

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Emilia Romagna
Domenica 06 Giugno 2010 12:34

Una porta aperta sulla cultura e l'arte nel Medioevo: Benedetto Antelami


ANTELAMI DICTUS SCULPTOR FUIT HIC BENEDICTUS - ANNO MILLENO CENTENO SEPTUAGENO OCTAVO. Con questa frase Benedetto Antelami si firma sul duomo di Parma nel 1178.

Per cogliere la portata di questa firma occorre ricordare che nel medioevo non era costume firmarsi, il lapicida era un operaio come gli altri, non era lo scultore ben noto dei secoli successivi. Solo Wiligelmo a Modena aveva fatto altrettanto. Questo era il segno che la personalità artistica di certi autori stava emergendo con una maggiore autocoscienza dell'artista.

Nel caso di Antelami poi si parla anche di architetto che per altro realizzò per intero nella sua migliore forma e realizzazione il Battistero del duomo di Parma. Di fatto questo artista pare facesse parte di una famiglia di maestri costruttori, gli Antelami, di presumibili origini presso la valle D'Intelvi. Di lui non si conosce che la sua attività, localizzata soprattutto intorno al duomo di Parma, ma lo troviamo anche a Fidenza e probabilmente a Vercelli. Gli  sono stai attribuiti anche alcuni capitelli a Saint-Trophime ad Arles.

La sua formazione infatti pare essere influenzata dall'arte francese. Antelami rappresenta il passaggio dal romanico al gotico. Infatti pur mantenendo la concretezza del romanico, inserisce segnali ben chiari del passaggio ad un maggior coinvolgimento emotivo dei protagonisti e un'attenzione particolare al decorativismo. La concretezza volumetrica del  romanico rimane, ma si evolve con un'attenzione particolare all'eleganza della linea. Il suo stile risulta quindi personalissimo realizzando il connubio tra la tradizione lombardo-emiliana con quella francese.

Quando il maestro giunge a Parma il Duomo era già stato costruito da tempo, i lavori erano iniziati nel 1130, Antelami si dedicò alla realizzazione del pontile del coro, di cui ora rimane solo la Deposizione. Quest'opera è sicuramente la più rappresentativa poiché riassume tutte le caratteristiche dello stile dello scultore. Infatti su una impostazione a schema simmetrico di tipo bizantino, le singole figure si muovono in modo più naturale e espressivo su uno sfondo di decorazioni floreali e lineari già gotici.

Un'altra opera del maestro Benedetto nel Duomo è la Cattedra vescovile, con forme squadrate e decorata con rilievi. L'equilibrio di quest'opera fa pensare ad una visione quasi rinascimentale.

Nel Battistero invece sono sicuramente di Benedetto i Rilievi della facciata e del Protiro, e la sequenza dei Mesi sul portale centrale, mentre le altre sculture vengono considerate di scuola antelamica. La sua influenza sulla produzione successiva fu notevole e difatti alcune forme di realizzazione di certi particolari diventano elemento tipico del suo stile. Si veda per esempio il fondo piega a quattro punte, mai comparso prima di Antelami.

Di recente è stata attribuita all'Antelami anche la Madonna di Fontevivo, nell'Abbazia di Fontevivo, presso Parma, e un gruppo con  Madonna col Bambino, in pietra policroma, databile intorno al 1190.


 

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