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Emilia Romagna
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Scritto da Giuliana Di Gioia
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Lunedì 06 Febbraio 2012 10:43 |
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Raggiunto il prezzo più alto del terzo millennio. 10,76 euro al kg, questo il prezzo raggiunto.
Stando ai dati resi noti dal Consorzio del Parmigiano Reggiano durante una conferenza stampa, tenutasi a Bologna, è stata superata la quota di 9,25 euro al kg del 2003, annata migliore del decennio 2000- 2010.
Rispetto al 2010 l’incremento delle quotazioni è stato di poco al di sotto del 18% ciò, ha sottolineato il Presidente del Consorzio Giuseppe Alai (nella foto) , “è un valore che ha finalmente restituito ai produttori quella redditività e quella possibilità di investimento che è mancata per molti anni”.
Nel 2011 la produzione è salita del 7,1% (ben 3.231.862 forme per circa 1215 miliardi di euro); indubbiamente un valore molto alto ma, come tiene a precisare Alai, non superiore a quello del 2009, senza dimenticare che l’aumento delle scorte è stato contenuto dall’incremento del 4,2% delle esportazioni e dal ritiro di 188.000 forme, da parte della società I4S, destinate al mercato estero e a nuove tipologie di consumo.
È proprio a queste due strade che punta il Consorzio, concentrandosi in particolar modo sul canale ho.re.ca, includendo dunque hotel, ristoranti e bar, e sulle esportazioni. Basti pensare, infatti, che queste oggi corrispondono al 32% del totale delle vendite, con l’Europa che ha fatto registrare nel 2011 un aumento del 7,7%, mentre negli USA sono calate del 5,1% dopo il 30% del 2010.
Un altro importante obiettivo è l’espansione di prodotti innovativi come snack, rilancio della monodose “Mito”, barrette, formaggini, sottilette e il “vending” ossia la distribuzione automatica che ben si confà al fuori casa e fuori pasto, adattandosi perfettamente ai ritmi del mondo giovanile.
In tutto questo Alai non ha nascosto le sue preoccupazioni, continuando a ribadire l’importanza di riportare la crescita produttiva entro limiti sopportabili dal mercato. “L’approvazione dei criteri di gestione dei piani produttivi da parte dell’assemblea dei soci del novembre scorso, con gli annessi contributi consortili aggiuntivi per chi sforerà i tetti produttivi -ha aggiunto Il presidente del Consorzio- è in tal senso incoraggiante, ma l’obbligo del governo della produzione per garantire redditività ai produttori non è legato soltanto alla coerenza rispetto alla capacità di assorbimento del mercato”.
Il problema del calo dei consumi, spiega Alai, sarebbe legato alle variazioni dei prezzi al dettaglio, cosa che disorienta i consumatori, soprattutto di fronte a una minore oscillazione del prezzo di prodotti simili importati. Il Direttore del Consorzio, Leo Bertozzi, ha infine ribadito la necessità di una buona gestione della produzione, elemento che li ha visti anticipare, nel 2006, i piani produttivi che la UE pare voglia assegnare come compito a tutti i Consorzi di tutela.
“Vedremo nei prossimi mesi se questi principi di governo della produzione andranno in porto -conclude Bertozzi- ma intanto questa linea italiana si è affermata, grazie all’intelligente lavoro del Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, il cui contributo è stato certamente importante, anche per l’approvazione definitiva, in sede UE, di quel nuovo disciplinare del Parmigiano Reggiano che è entrato in vigore alla fine dell’agosto 2011, legando ancor di più il prodotto al territorio ed imponendo anche quel confezionamento in zona d’origine che entrerà in vigore tra otto mesi”.
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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Mercoledì 01 Febbraio 2012 23:11 |
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Invito di Confcommercio Ascom della Provincia di Bologna agli operatori commerciali per una buona pulizia dei marciapiedi, degli spazi pertinenziali alle rispettive attività e per un'eventuale assistenza ai cittadini.
Confcommercio Ascom Bologna, vista l'eccezionalità delle precipitazioni nevose di questi giorni ed i relativi problemi che le stesse stanno creando sul territorio, invita tutti i propri soci di Bologna e Provincia a pulire con particolare attenzione i tratti di marciapiede ed i passaggi pedonali che si affacciano all'ingresso degli edifici di loro pertinenza e provvedere così all'eliminazione dei relativi pericoli.
In particolare suggeriamo di rimuovere tempestivamente il ghiaccio ed i blocchi di neve che sporgono su suolo pubblico e che possono causare danni a persone o cose. Ricordiamo inoltre che i proprietari di piante i cui rami sporgono direttamente su aree di pubblico passaggio hanno l'obbligo di togliere la neve e di ammassarla ai margini dei marciapiedi.
Al tempo stesso invitiamo i nostri soci a segnalare tempestivamente alle Autorità di competenza qualsiasi eventuale grave pericolo per la cittadinanza. Confcommercio Ascom Bologna consiglia infine a tutte le persone anziane, disabili o bisognose di aiuto di rivolgersi, in caso di necessità, anche ai titolari delle attività commerciali o di ristorazione delle zone di loro residenza.
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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Giovedì 26 Gennaio 2012 23:14 |
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Confindustria Emilia-Romagna: massimo impegno a contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema produttivo regionale.
“Gli imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna – dichiara il Presidente Gaetano Maccaferri – condividono e sostengono l’impegno per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nella regione, fenomeno che non hanno mai sottovalutato, e per la diffusione della cultura della legalità. Questo impegno rappresenta una priorità per tutto il sistema Confindustria.
Siamo consapevoli che una regione ricca e sviluppata è ‘attrattiva’ per le organizzazioni criminali, ma – sottolinea il Presidente – il sistema manifatturiero emiliano-romagnolo è una realtà sana che fonda la propria azione su principi di etica, legalità e rispetto delle regole. Confindustria in tutte le sue articolazioni è costantemente impegnata, con regole e comportamenti concreti, ad impedire ogni possibile forma di contiguità tra le aziende presenti sui nostri territori e le organizzazioni criminali.”
In questa direzione vanno tutti i Protocolli di legalità sottoscritti dalle Associazioni Industriali dell’Emilia-Romagna con le rispettive Prefetture, in coerenza con l’intesa siglata a livello nazionale dalla Presidente Marcegaglia con il Ministero dell’Interno. Non va dimenticato, inoltre, che dal 1991 Confindustria si è dotata di un Codice etico che prevede, tra l’altro, di espellere le imprese che non denunciano ricatti ed estorsioni o i cui esponenti siano collusi con organizzazioni di tipo malavitoso: Codice al quale fortunatamente non è stato necessario ricorrere in Emilia-Romagna.
“Sono ispirate a questo impegno – dichiara il Presidente Maccaferri – anche tutte le nostre proposte per qualificare la legislazione regionale in materia di sistema degli appalti, di qualificazione delle imprese, di legalità e trasparenza; le nostre sollecitazioni a mantenere tariffe per determinati beni e servizi a livelli tali da non indebolire la competitività delle imprese ed evitare l’introduzione di prodotti e materiali di incerta provenienza; i nostri appelli al mondo del credito affinché continui ad alimentare una economia sana, così da evitare forme occulte e pericolose di finanziamenti, specie alle piccole imprese che oggi sono le più penalizzate.
Il nostro impegno si collega strettamente allo sforzo straordinario delle Istituzioni, civili e militari, della Regione e dei media. Ai giornalisti, anche di recente oggetto di inaccettabili minacce, va tutta la nostra solidarietà.
In questo senso è indispensabile anche una riforma della giustizia civile e penale in termini di accelerazione dei tempi decisionali, ma anche per una più adeguata disponibilità di mezzi e risorse alle forze dell’ordine. Un altro aspetto fondamentale – conclude il Presidente regionale degli industriali – riguarda l’efficienza delle procedure amministrative, attraverso meccanismi in grado di facilitare rapporti diretti e trasparenti tra imprese e pubbliche amministrazioni”.
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Emilia Romagna
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Scritto da Giuliana Di Gioia
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Martedì 24 Gennaio 2012 21:44 |
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Opinioni a confronto per tematiche diverse nel nuovo periodico di Società Dolce.
Presentato da Mauro Spinato (direttore responsabile a destra nella foto) e Pietro Segata (Presidente Società Dolce) XALTRO è stato pensato come un giornale moderno che, rispetto al suo predecessore “Società Dolce News”, è innovativo tanto nei contenuti quanto nella grafica. 4 i numeri previsti le cui tematiche spazieranno dal lavoro alla salute, passando per la cultura e l’informazione, avvalendosi degli interventi di giornalisti ed esperti. Il tutto all’insegna di quelli che sono i fondamentali valori e pilastri del mondo della cooperazione, ormai sempre più impegnata a lanciare un messaggio di fiducia nel futuro ai giovani.
Come ha sottolineato Pietro Segata, le cooperative sono state di grande supporto ai lavoratori in questo periodo di crisi e, ora più che mai, è necessario mettere a disposizione del mondo giovanile, di quell’insieme di persone disorientate e spaventate, l’esperienza accumulata negli anni per dare loro nuove prospettive e nuove possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Proprio per questo il primo numero di XALTRO è dedicato al mondo della Cooperazione, che ha ricevuto un importante riconoscimento dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con la proclamazione del 2012 come l’anno internazionale delle cooperative.
Il numero zero di XALTRO appare al lettore come un supporto di idee, un luogo di dibattito e confronto dove giornalisti e scrittori veicolano le proprie opinioni sul mondo della cooperazione. “Comunicare”, o meglio trasmettere informazioni, messaggi ed esperienze che possano mostrare le potenzialità di un modo di fare impresa, democratico e solidale, in costante crescita, questo il fondamentale obiettivo di XALTRO. I prossimi numeri si occuperanno di lavoro, scuola, occupazione giovanile e femminile: tematiche diverse, affrontate da prospettive differenti, ma che manterranno il filo conduttore del giornale, ossia, ha precisato Segata, l’inevitabile impegno che la cooperazione deve assumersi nel rendere note le proprie capacità e competenze alle nuove generazioni.
Emblematica è la copertina del numero zero della rivista: una donna anziana e un bambino simboleggianti da un lato il passato, portatore di conoscenza ed esperienza, e dall’altro il futuro, portatore di speranze e desiderio di concretizzare quanto gli viene trasmesso, impegnati entrambi in uno sforzo di comunicazione destinato a trasformarsi in uno sforzo sociale e politico
La tiratura sarà di 7000 copie, spedite in abbonamento postale, e coprirà Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Veneto, rivolgendosi a Comuni, Provincie, Regioni, Aziende Sanitarie Locali, Università, Aziende private, ai soci di Società Dolce e a tutti coloro che si interessano di cooperazione e imprenditoria alternativa.
Tutti i numeri del periodico sono on line sul sito web www.xaltro.it e scaricabili in formato pdf.
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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Domenica 22 Gennaio 2012 15:31 |
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Il 24 gennaio al Teatro Bonci di Cesena di scena il libro di Noemi Ghetti sulla storia di amicizia e tradimento tra i due grandi del Duecento.
La sfida poetica e umana tra due amici e rivali, in tutte le sue tappe. Un confronto sui fondamenti del pensiero classico e cristiano. L’Asino d’oro edizioni L’appassionante inchiesta della studiosa diventa rappresentazione. Letture e musica con attori e pubblico sul palcoscenico. Originale spettacolo a cura di Paolo Turroni.
Approda a teatro l’appassionante storia di amicizia e tradimento tra i due grandi del Duecento, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri. Diventa infatti rappresentazione in parole e musica “L’ombra di Cavalcanti e Dante” (L’Asino d’oro edizioni), il nuovo libro di Noemi Ghetti che verrà presentato martedì 24 gennaio 2012 al Teatro Bonci di Cesena (ore 21), nell’ambito dell’originale cartellone artistico (“Uno scrittore e le sue musiche”), a cura di Paolo Turroni.
Alla presenza dell’autrice, sul palcoscenico insieme con attori e spettatori, Loris Canducci e Daniela Montanari leggeranno alcuni brani tratti dal libro, accompagnati dalle armonie trovadoriche del Duo Alarc’h, composto dall’arpista e cantante Marta Celli e dalla cantante e bodhranista Simona Gatto. Noemi Ghetti, studiosa e scrittrice, propone con il ritmo di un’inchiesta, attraverso i due grandi poeti del Duecento, amici e rivali, una ricerca sulla poesia d'amore dei Siciliani e degli Stilnovisti, sulle tracce delle origini della lingua italiana.
La duplice sfida, linguistica e filosofica, narrata da Noemi Ghetti in tutte le sue tappe, si tramuterà in scontro mortale sui fondamenti del pensiero classico e cristiano. Da un lato, quindi, Guido Cavalcanti, l’ultimo e più sensibile interprete di un’idea totalmente laica e carnale dell’amore, sulle orme dei poeti che alla corte di Federico II diedero origine in Sicilia alla nostra letteratura. Dall’altro, Dante Alighieri, del quale Cavalcanti era stato maestro e “primo amico”. Nel libro l’autrice svela l’intreccio tra rappresentazione artistica e vita reale, e spiega come in Dante “la morte di Beatrice segna il passaggio dall’amore per la donna, divenuta emblema e strumento di redenzione, all’amore per Dio, rimanendo come un topos nella letteratura successiva”. Con il ritorno ai modelli del latino medievale nella Divina Commedia, Dante - che pure aveva vantato il merito della novità stilnovistica - abbandona la lingua irrazionale dei siciliani da cui aveva attinto, rivelando che quel primato di creatività, da sempre attribuitogli dalla critica e dalla tradizione, non corrisponde completamente alla realtà.
Un’ombra perturbante accompagna infatti l’Alighieri per tutta la vita: l’ateo Cavalcanti, maestro e “primo amico”, geniale e sensibile poeta che prima di essere esiliato aveva avuto l’ardire di accusarlo di viltà e disonestà. L’intera analisi e il confronto dei testi cavalcantiani e danteschi, afferma Roberto Antonelli, fa di questo volume, arricchito da una preziosa antologia di poesie e scritto “con modalità e stile sempre coinvolgenti”, uno strumento indispensabile per comprendere quanto il dibattito filosofico e poetico duecentesco sulla visione della donna e sul rapporto tra religione e ragione, abbia influito sulla cultura attuale.
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