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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Lunedì 21 Maggio 2012 19:27 |
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La Confcommercio Ascom di Bologna, già da domenica, si è attivata presso i Comuni colpiti dal terremoto per sentire, dai propri dirigenti e associati, quali tipologie di danni abbiano riportato le aziende della nostra provincia.
Da una prima verifica tra i paesi che sono stati interessati dal fenomeno sismico, sembrerebbe che la prevalenza riguardi aziende di Galliera e San Pietro in Casale che hanno riportato danneggiamenti all’interno delle proprie attività. Questi danni riguardano in particolare le scaffalature dei negozi alimentari e, soprattutto, sono andati in frantumi i contenitori di vetro per l’acqua, il vino, i liquori ecc. Ma non solo.
Il Presidente di Confcommercio Ascom provinciale Enrico Postacchini, mentre da un lato esprime solidarietà alle popolazioni e agli operatori colpiti dal terremoto, dall’altro assicura che l’Organizzazione si interfaccerà anche con le istituzioni locali per meglio raccordarsi e fare un computo preciso dei danni riportati dalle attività economiche. Secondo Postacchini l’impegno di Confcommercio Ascom continuerà anche nei prossimi giorni e, a questo proposito, è stato attivato un servizio al quale possono ricorrere gli operatori che hanno riportato danni alle proprie aziende.
Il numero telefonico a quale ci si può rivolgere è il seguente: segreteria Ufficio Territorio 051/6487512.
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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Venerdì 18 Maggio 2012 20:23 |
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Seminario gratuito su come valorizzare le risorse digitali aziendali e riuscire ad integrare strategie di marketing.
Infotel Telematica invita titolari di azienda e responsabili marketing a partecipare al workshop gratuito dal titolo “Strategie web: abbattere i costi della comunicazione aziendale e aumentare il ritorno sugli investimenti.
Il workshop, articolato in due differenti presentazioni, tenute dai relatori Roberto Patumi e Giuseppe Semeraro, illustra una serie di indicazioni pratiche per valorizzare le risorse digitali aziendali e riuscire ad integrare strategie di marketing su diversi canali, per essere competitivi e trarne i maggiori benefici.
Tema centrale del workshop è la scelta di una strategia di comunicazione vincente grazie all'uso di social network, campagne di Direct Email Marketing, Blog e Web Writing. Inoltre, indispensabile oggi è saper scegliere un buon CMS (Content Management System) con un alto grado di usabilità e un efficace ottimizzazione del sito ai fini del posizionamento sui motori di ricerca. Durante l'evento saranno illustrate le tecniche di calcolo del proprio ritorno sugli investimenti on line.
Il seminario si svolgerà dalle 15.00 alle 18.00 presso il Zanhotel & Meeting Centergross in via Saliceto, 8. La partecipazione è gratuita previa iscrizione da effettuarsi on line sul sito www.infotel.it o telefonicamente allo 0541775927.
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Emilia Romagna
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Scritto da Daniela Mignogna
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Mercoledì 16 Maggio 2012 19:25 |
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Problema per i disabili, che vogliono recarsi nel cuore della città e dovranno utilizzare parcheggi lontani da tale zona che diviene ciclo/pedonale.
Scrivo per condividere l'amarezza che ho dentro da quando sono uscita dalla riunione dell'8 maggio, con l'assessore alla viabilità Colombo. L’avvio del “T” Day è parte del più complesso Piano di Pedonalità . Si sostiene che vi sia una buona accessibilità “anche” per le persone disabili, vicino ai luoghi principali del centro: si chiude un'area di 200 ettari per "bonificare "l'ambiente cittadino, rendere più vivibile la città... In realtà dal 12 maggio per molti di noi le cose cambieranno in maniera sensibile ed ingiusta.
Si dovranno percorrere 500 metri dal Nettuno a via Righi, 450 metri dal Nettuno a via Ugo Bassi, 350 metri dal Nettuno alle Due Torri: abbiamo chiesto all’Assessore Colombo di rendersi disponibile a fare una prova pratica su una sedia a rotelle da utilizzare in queste condizioni: non ha accettato.
Ci sono poi persone con disabilità intellettive (autismo, epilessia, disturbi neurologici,…) che non possono camminare a lungo e facilmente a piedi e per i quali, come per la disabilità fisica, è necessario fermarsi davanti al luogo dove sono diretti, e si rende opportuno l’attraversamento di questa “T” con un mezzo di trasporto. Io penso anche a quei disabili e anziani che abitano in centro nella zona interessata alla chiusura, penso alle limitazioni e al disagio di chi li va a prendere e li riaccompagna, a chi non può prendere un taxi neanche per l'emergenza, figuriamoci per la quotidianità; penso a quelle attività specifiche per i disabili che si svolgono in centro, e dove i disabili devono essere accompagnati senza percorrere lunghi tragitti in andata e ritorno. In quali situazioni di sicurezza si svolgono i T DAYS? Quali sono i servizi di emergenza predisposti? Le ambulanze e i mezzi privati che comunque soccorrono, si devono districare tra folle sciamanti in ordine sparso? Se si pensa di considerare eventuali danni economici derivanti ai commercianti per prevedere eventuali forme d’indennizzo/compensazioni, si pensa anche a quanto costeranno i percorsi tortuosi che dovranno fare i taxisti che trasportano disabili e anziani? Non mi pare proprio. Che valore economico ha lasciare i disabili prigionieri nelle loro case? Che valore economico ha non poter portare i disabili in centro presso quelle realtà associative dove sono abituati ad andare? Ho avuto la chiara sensazione che l'amministratore si sia “dovuta sottoporre”, per salvaguardare l’immagine democratica del proprio progetto, all'incontro con le rappresentanze dei disabili della Consulta handicap, ma la realtà dei fatti è che non ha né riconosciuto né accolto alcuna delle osservazioni che abbiamo sollevato, tranne aggiungere nove posti handicap riservati, ...quasi una presa in giro, una elemosina....Lo sanno bene che i disabili sono migliaia tra Bologna e provincia!
A parte il cinismo dimostrato, io credo che non si possa lasciare che le cose ci vengano imposte in questa maniera che, anche se formalmente corretta, nei fatti non lo è. Il Comune ha voluto istituire una Consulta Disabili senza poi ascoltare quello che propone anzi, sottoponendole il progetto del T DAY a cose fatte. Io mi auguro che l’opinione pubblica comprenda i motivi della nostra indignazione e sia al nostro fianco. Questa giunta comunale saprà " rigirare" la nostra protesta a proprio favore e far credere ancora una volta che i disabili non sono mai contenti e "che nel loro Piano tutto sia stato fatto al meglio, ascoltando tutti e con la massima disponibilità": BUGIE! Dobbiamo trovare le parole giuste che arrivino al cuore della gente, per cui si non si debba sentir dire: "Per uno o due giorni alla settimana o alle feste comandate i disabili possono non andare in Centro.... in fondo non casca mica il mondo…" .
Sì, il mondo casca, i diritti di ieri sono negati, torniamo indietro negli anni. Dobbiamo fare capire che vivere la nostra città è un diritto che abbiamo come tutti gli altri cittadini. E' ora che gli amministratori la smettano di accomunarci con categorie sociali quali i commercianti, i taxisti...o i rompi scatole: I DISABILI SONO CITTADINI, E BASTA!
Se non ci fossero barriere architettoniche, se ci fossero sufficienti mezzi pubblici attrezzati, semafori con segnalatori sonori, parcheggi riservati in numero adeguato, meno ostacoli strutturali e burocratici non dovremmo neppure più fare la distinzione tra disabili e normali! Siamo stufi nel 2012 di dover ricostruire percorsi di integrazione e vivibilità in una città solo perché questo a causa di chi progetta inadeguatamente e continua a farci sentire una minoranza scomoda e mai soddisfatta. Daniela Mignogna Rappresentante regionale di Or.S.A. – Organizzazione Sindrome di Angelman - Italia
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Emilia Romagna
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Scritto da Giuliana Di Gioia
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Mercoledì 09 Maggio 2012 17:38 |
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Maurizio Cevenini si è tolto la vita, lasciando alla cittadinanza il ricordo di un tifoso, un amico, un politico sensibile, in una parola il ricordo di un uomo.
Il consigliere regionale del PD e quasi candidato sindaco alle amministrative è stato trovato privo di vita alle 7.50 di questa mattina. Il suo corpo era steso su un terrazzo interno del palazzo della Regione. Non un malore, non un incidente, ma una morte voluta, un suicidio.
Suicidio, parola che ultimamente si legge spesso sui giornali, di cui si sente parlare troppe volte; una triste moda degli ultimi tempi verrebbe quasi da definirla con amaro e consapevole cinismo. Stavolta però a farla finita non è stato un uomo della strada, ma uno dei piani alti, un politico che ha scelto di saltare dal settimo piano della torre di Viale Aldo Moro per porre fine alle sue inquietudini.
Eppure se si pone attenzione a quello che si sente dire di Cevenini, non solo negli ambienti istituzionali, ma nella comunità intesa come tifosi, cittadini, giovani e meno giovani, o solo scorrendo i commenti sulla sua pagina Facebook, emerge un rammarico che tradisce uno sgomento, un senso di tristezza che normalmente si prova per la perdita di una persona cara.
Ed è come una persona cara che il Cev, così era chiamato, è stato vissuto dalla città di Bologna. Maurizio Cevenini, da anni volto del partito democratico, si divedeva tra politica, associazionismo, passione per lo sport. Presidente dell’associazione dei tifosi del Bologna calcio fino al 5 maggio scorso, era considerato il sindaco del Dall’Ara e, da tifoso accanito del Bologna, era impossibile che si perdesse una partita. Ieri sera era atteso a una festa del club dei tifosi del Bologna all’Estragon, dove avrebbe dovuto condurre una lotteria di beneficenza. Un uomo fino all’ultimo fedele a una politica vicina alla gente, in un periodo in cui ciò è un’utopia; un consigliere attento alla sua città, sempre presente alle cerimonie pubbliche; recordman indiscusso dei matrimoni celebrati, durante i quali al di là delle formule di rito, per loro natura poco divertenti, l’ironia e la verve del Cev lasciavano trapelare sorrisi sui volti dei presenti.
Il cittadino Maurizio Cevenini ha deciso di abbandonare il pubblico mondo della vita, fatto di successi e di inevitabili delusioni, in modo discreto; una morte solitaria, intima, ma il cui teatro è stato il palazzo della Regione. Esempio lampante di come fosse riuscito a fondere e far convivere in una sola persona due dimensioni antitetiche per definizione: l’ingombrante piattaforma del pubblico e il non meno incisivo spazio del privato, ambito quest’ultimo nel quale hanno sempre trovato posto l’affetto e l’impegno per la città di Bologna.
Di seguito alcune dichiarazioni raccolte dalla nostra Redazione.
Appresa la triste notizia della morte del Consigliere Segretario Maurizio Cevenini, la UIL provinciale di Reggio Emilia esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici più cari. UIL Camera Sindacale Reggio Emilia Luigi Angeletti
Ciao Maurizio!
Era un amico di tutti e sappiamo che tra i suoi affetti c’era anche l’Uisp, che a sua volta annoverava Maurizio tra coloro i quali erano attenti all’Associazione. Era lo starter della StraBologna, era l’amico che non si tirava mai indietro per esserci e premiare i nostri atleti! Ci uniamo al coro della città che ha perso un amico sincero ed affezionato.
Le parole in queste occasioni servono il giusto, ma proviamo ad esprimere un pensiero con la tristezza nel cuore, a dimostrazione della stima nei confronti di una persona affabile, disponibile, che restava anche per noi un punto fermo. Sappiamo la passione di Maurizio, il Cev, per il mondo del calcio, dei colori rossoblù ma anche l’attenzione per lo sport per tutti che la nostra Associazione rappresenta.
Negli ultimi anni abbiamo condiviso i percorsi di promozione della salute attraverso il movimento, che sappiamo avessero il suo supporto istituzionale. Grazie Maurizio, continua a guardarci e sorriderci, noi non ti dimenticheremo.
Fabio Casadio Presidente Comitato Provinciale di Bologna UISP
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Emilia Romagna
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Scritto da Ufficio Stampa
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Martedì 08 Maggio 2012 16:52 |
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Il cordoglio dell'assessore alla Cultura Massimo Mezzetti, nostro e di tutta la redazione di Radio Città Fujiko.
Bologna – “Voglio esprimere profonda tristezza per la prematura scomparsa di Stefano Tassinari, scrittore, organizzatore, uomo di grande cultura, generoso intellettuale”. Così l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti, ha voluto testimoniare il cordoglio per la perdita dello scrittore ferrarese. “Col suo impegno politico e sociale, oltre che letterario di alto livello - dice Mezzetti -, ha saputo dare tanto alla sua regione e al suo Paese, coraggiosamente fino agli ultimi giorni della sua vita. Ai familiari vanno le mie più sentite condoglianze”.
La redazione di Radio Città Fujiko saluta il suo Direttore Responsabile Stefano Tassinari strappato troppo presto ai suoi affetti e alle sue mille attività da una malattia implacabile che lui ha avuto il coraggio di combattere giorno per giorno. In particolare il nostro più affettuoso abbraccio va a Stefania, sua compagna, che con lui ha condiviso una vita di conoscenza e impegno.
Il ricordo di Alfredo Pasquali, presidente della cooperativa che edita l'emittente.
La scomparsa di Stefano Tassinari, al termine di una lunga malattia, è per tutti noi un lutto doloroso ed un dolce ricordo di un caro compagno di strada. Per noi di Radio Citta'Fujiko rimane comunque un grande debito di gratitudine: Stefano era da tanti anni Direttore Responsabile della nostra emittente. Questo senza percepire un euro di ricompensa (e senza averlo mai chiesto), ma nemmeno senza partecipare giornalmente all'attività redazionale, al di là delle ricorrenti presenze nei nostri microfoni in qualità di ospite.
Tassinari si prestava ad essere nostro direttore responsabile senza mai averci posto dei problemi di contenuto, caricandosi quindi la eventuale responsabilità di querele, ricorsi od altre grane del genere. Un gesto legato non solo all'amicizia ed alla stima reciproca, ma anche e soprattutto alla sua solida convinzione della necessità di una informazione indipendente e libera. Un comportamento non gridato di vera liberalità e garantismo, che tanto contrasta con le quotidiane affermazioni roboanti di solidarismo peloso di troppi farisei interessati solamente ai propri vantaggi economici e di potere.
Un dono di Tassinari che non stupisce chi come me incontrò Stefano nella comune militanza in Democrazia Proletaria: lui era il segretario della federazione di Ferrara. Anche allora, in quella fine degli anni '70 contrassegnata da tante sconfitte per la Nuova Sinistra, Stefano cercava sempre di rileggere il mondo attraverso le nuove soggettività sociali e politiche.
Un percorso che più tardi lo porterà tra le file dei Verdi-Sole che Ride, alla ricerca di una sintesi tra la liberazione delle persone e la salvaguardia dell'ambiente. Aderì più tardi a Rifondazione Comunista nell'ottica dell'unità della sinistra di opposizione. Comunque le forze politiche anche a lui più vicine andavano strette, sempre giudicate troppo aride sul versante culturale, dove il ruolo dell'intellettuale per lo più veniva interpretato o come il fiore all'occhiello da mettere in lista come indipendente, o come il "fighetto" del circolo snob. Stefano non ha mai giocato il ruolo del grillo parlante, quello che giustamente prima o poi viene schiacciato sul muro, ma ci ha messo sempre la faccia, spesso nuotando contro corrente nello scomodo ruolo di intellettuale disorganico, coscienza critica ed antidottrinale proprio laddove la dottrina predicava l'emancipazione forzata.
Sono gli anni '80 che vedono Stefano cominciare a scrivere, sia come giornalista che come scrittore. Fu uno dei protagonisti della primavera televisiva del tg di E'Tv versione Coop, quando il notiziario conquistò importanti fasce di ascolto smarcandosi dalle veline delle solite parrocchie. Venne allontanato da quegli studi durante una delle periodiche ristrutturazioni aziendali, quando si salvavano gli elementi più “protetti” politicamente e si sacrificavano quelli più scomodi.
In parallelo fiorì anche la sua attività letteraria con il suo All’idea che sopraggiunge, lavoro che tradisce l'attenzione dell'autore per prose quali quelle di Cortazar, Queneau o Borges. Ma questa prima fatica letteraria, come tutte quelle che seguirono, non si allontanarono mai da un impegno libertario di Stefano, che via via narrò la rivoluzione sandinista, la lotta partigiana, i giorni di Genova, i miti ribelli di una generazione, il grande freddo degli anni di piombo. Sempre sullo sfondo la polemica contro lo stalinismo, la rigidità dottrinaria dell'autoritarismo del partito-stato.
Qualcuno magari sorriderà a denti stretti pensando a Don Chisciotte contro i mulini a vento, all'ingenuità di chi pensa di sfuggire alle logiche di mercato tanto perverse quanto inevitabili. La stessa ingenuità di chi seppe dire no al nazifascismo quando questo sembrava inarrestabile nell'Europa degli anni '30 e la medesima caparbietà di quei bolscevichi rinchiusi nei lager stalinisti. Come ci ricorda lo scrittore Galeano l'Utopia è un punto inesistente all'orizzonte, mai raggiungibile ma assolutamente necessario per conoscere la direzione di marcia.
Certo non siamo nella tragedia europea degli anni '30, ma l'opportunismo dei tanti silenti rischia di riproporci lo stesso baratro già conosciuto in passato. Stefano non taceva, parlava con i propri racconti, vivendo la propria creatività non in modo ideologica, separata dalla vita e dalle relazioni di tutti i giorni, ma impegnandosi continuamente in una promozione sociale e culturale in prima fila: riviste letterarie, progetti culturali vari, testi teatrali, readings, festival, trasmissioni radiofoniche.
Spicca nella sua instancabile attività il suo essere animatore della Associazione Scrittori Bolognesi, nel segno dell'autoproduzione dei creatori di cultura.
Tutti ricordiamo “La Parola Immaginata”, rassegna che ha intrecciato letteratura, immagine e musica in una fascinazione spettacolare che ha dimostrato con la grande presenza di pubblico alla manifestazione, come la cultura non sia un fardello serioso e lontana dalla gente, ma che possa essere una importante risorsa di arricchimento individuale e collettivo.
Impegno politico, coerenza culturale, capacità di stare fuori dal pensiero unico senza chiudersi in una torre d'avorio: tutte le qualità di un Comunista, inteso nella sua accezione più alta e libertaria. E' per questo che la scomparsa di un compagno, un amico, un intellettuale come Stefano ci fa male, perché fa evaporare anche una parte della nostra vita. Hasta Siempre Compagno Stefano!
L'intero giornale il Titolo è vicino al dolore che ha colpito i familiari ed i colleghi.
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