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Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo, presentazione del volume di Alexander Stille martedì 22 marzo 2011, ore 18.00 Circolo dei Lettori - Palazzo Graneri della Roccia via Bogino 9 - Torino.
Un italiano su mille: era più o meno questa la proporzione di ebrei nella popolazione del nostro paese quanto nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali, con le quali lo stato fascista si dichiarava ufficialmente antisemita e dava inizio alla vergognosa persecuzione razzista. Fino a quel momento, tuttavia, ebrei e fascisti avevano convissuto, in un singolare miscuglio di benevolenza e tradimento, persecuzione e aiuto.
Per raccontare l'esperienza degli ebrei nel momento più tragico della nostra storia, Alexander Stille ha seguito il destino di cinque famiglie, diverse per origine e ceto, ma anche nel loro atteggiamento verso il regime.
Gli Ovazza di Torino avevano prosperato sotto Mussolini, tanto che il patriarca della famiglia aveva guadagnato un ruolo di spicco nel partito. I Foa, anche loro torinesi, avevano un figlio fervente antifascista e l'altro iscritto al fascio. I Di Veroli di Roma hanno lottato disperatamente per sopravvivere nel ghetto.
A Genova i Teglio, in particolare Massimo, e i Pacifici hanno collaborato con la chiesa cattolica per salvare centinaia di ebrei. Gli Schönheit di Ferrara vennero spediti a Buchenwald e Ravensbrück dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi.
Uno su mille, pubblicato per la prima volta nel 1991, è il frutto di una paziente ricostruzione storica, ma anche di una serie di conversazioni con diversi protagonisti e testimoni di quegli eventi terribili. Documentato meticolosamente ma appassionante come un romanzo, Uno su mille è diventato un classico, un libro importante. Ancora più prezioso oggi, quando i dibattiti sul fascismo si sono fatti molto semplicistici e caricaturali. Come scrive Alexander Stille, «fa paura pensare al giorno in cui non ci saranno testimoni diretti di quel periodo tragico… Non so immaginare il giorno in cui non ci sarà più nessuno in grado di dire: «mi dispiace, non è stato così, io c’ero». L’autore
Alexander Stille (1957) ha studiato a Yale e alla Columbia University, dove attualmente insegna giornalismo. Collabora con «The New Yorker», «The Nation» e «The New York Times» ed è spesso presente nei media italiani. Tra le sue opere, Nella terra degli infedeli. Mafia e politica nella prima repubblica (1995, Garzanti, 2007), Andreotti (1995), La memoria del futuro. Come sta cambiando la nostra idea del passato (2003) e Citizen Berlusconi. Il Cavalier Miracolo. La vita, le imprese, la politica (Garzanti 2006, nuova edizione ampliata e aggiornata, 2010).
Alberto Papuzzi incontra l’autore. Per informazioni Ufficio Stampa Garzanti Libri 02 00623256 - 267 - 290 Circolo dei Lettori 011 4326827
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