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La donna dal cappotto verde

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Divagazioni Letterarie
Da Ufficio Stampa
Giovedì 12 Aprile 2012 19:50
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Presentazione del romanzo di Edith Bruck, con Andrea Riccardi, Nicola Zingaretti e Maria Grazia Capulli, mercoledì 18 aprile 2012.


La donna dal cappotto verde«Lea sente il proprio nome e si volta verso la direzione del richiamo ma non vede nessun conoscente sul luogo.
“Sei Lea, la piccola Lea di Auschwitz! Sì, sì...” sente ripetere, e i suoi piedi s’inchiodano al suolo.
Il suo sguardo è immobile. Ha di fronte una donna che uscendo frena i passi, quasi si scontra con la sua figura paralizzata.»


È una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi. Lea Linder sta comprando il pane. Nel negozio la osserva una donna anziana. È avvolta in un cappotto verde. Le si avvicina e quasi urla: «Sei Lea, la piccola Lea di Auschwitz!». E fugge, scompare.

Come ha fatto quella donna a riconoscerla dopo tanti anni? Chi è? Chi era? Lea non riesce più a darsi pace. La cerca. Vuole scovare quel fantasma. Si sforza di ricordare. Se conosceva il suo nome, può essere stata un’aguzzina nel luogo dell’ignominia?

Riesce a individuarla. Incontrarla. E ancora a temerla come la bambina di allora, dibattendosi tra il perdono e la rivalsa.
Edith Bruck, straordinaria testimone della più grande tragedia del nostro tempo, affronta con fine sensibilità e sapienza narrativa due temi chiave che segnano l'esistenza di tutti noi: la memoria e la pietà. La donna dal cappotto verde li indaga facendone il motore di una storia, la storia – possibile e impossibile – di due donne che si cercano, oltre il dolore e la colpa.

Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen…
Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua.
Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei Lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film.

È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Nuda proprietà (1993), Lettera da Francoforte (2004), Quanta stella c’è nel cielo (2009), da cui è in fase di realizzazione un film di Roberto Faenza, e ancora Privato (2010). Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del xx secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue. Tra gli altri, è traduttrice di Attila József e Miklós Radnóti.

La presentazione nella Sede della Provincia Palazzo Valentini ore 17.30 sala di Liegro - via IV Novembre 119/A Roma

Garzanti
»Narratori Moderni« Pagine 128 – Euro 15,60

 

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