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Rifugi per Gourmet: alta Cucina Sulle Piste
La rubrica Primo Piano del numero di dicembre della storica rivista LA CUCINA ITALIANA, propone un ampio articolo su una nuova tendenza: quella di proporre menu di alta cucina anche nei rifugi montani.
Da pag. 36: “Dimenticate gli affollati self-service, i panini, le tavolate inospitali: oggi molti ristoranti “per sciatori” si sono trasformati in templi gastronomici. Dove, soprattutto la sera, si possono gustare prodotti del territorio e piatti innovativi, in ambienti raffinati e ricchi di design”
L’articolo, firmato da Patrizia Cazzola, indaga un fenomeno recente che ha come precursore il Club Moritzino di Piz llain Val Badia a 2100 metri di altezza, ideato da Moritz Craffonara e dalla moglie Silvana che, con lo chef Marco Spinelli, propongono menu a base di pesce perché, come dice proprio Craffonara: “Le Dolomiti un tempo erano barriere coralline”.
A pranzo: tagliolini al farro bruciato o scorfano al sale La sera (ma solo martedì, giovedì e sabato) la cena inizia, invece, con un gran buffet e prosegue con un menu a sorpresa.
Un altro interprete di questa nuova tendenza è Thierry Verdon, belga, che dopo aver cucinato per alcuni tra i più importante ristoranti di Bruxelles, New York e Lisbona ora è lo chef del rifugio-ristorante Chetzeron, sulla cresta di La Tza, a Crans Montana, in Svizzera. Verdon interpreta la cucina alpina, attento soprattutto alla qualità dei prodotti utilizzati. Ecco alcuni piatti del suo menu: vellutata di castagne, cosciotto di cervo con polenta, pera croccante al caffè.
Ecco alcuni altri esempi di rifugio-ristorante: - la Kristallhütte di Kaltenbach, a 2.147 metri sulle piste della Zillertal (Tirolo austriaco), in cui lo chef Christian Siegele propone ricette classiche come il Kaiserschmarren (omelette con purea di mele e marmellata di mirtilli), ma anche ostriche e Champagne; - il Club La Folie Douce e il ristorante La Fruitière si trovano nel cuore dell’Espace Killy in Val d’Isère a 2400 metri in una ex cooperativa del latte. Lo chef Patrick Walker reinterpreta le ricette di una volta: bis di zuppe alla cipolla, pasticcio di pasta sfoglia alla savoiarda, merluzzo laccato, miso e quinoa alla citronella;
- la Société anonyme de consommation di Roberta Bottei e famiglia in Valle D’Aosta, rivisita piatti tipici valdostani: terrina di stinco di fassone con quenelle di polenta, coscetta di quaglia croccante su foglie di spinaci, po- lentina morbida al Bleu d’Aosta; - Piezza Da Aurelio, al passo Giao vicino a Cortina dove lo chef Gigi Dariz propone ricette a base di baccalà e altre specialità: cornetti caldi ripieni ai porcini su raguttino di vitello, hamburger di cervo con finferli e patatine chips, passatina di fagioli di Lamon e sformato di radicchio e speck, la crema rovesciata con sorbetto al lampone o la mousse di cannella con pere calde al vino.
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