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Muore a 79 anni colui che ha reso popolare il fumetto d'avventura in Italia.
“Se ne va un gigante dei fumetti che ci voleva bene,” ha affermato l'assessore alla cultura Angelo Berlangeri per l'inaugurazione della Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo dedicata a Dylan Dog. L'evento infatti è iniziato proprio nel giorno in cui è scomparso Sergio Bonelli colui che ha dato la possibilità ad autori, diventati poi famosi, di proporre i loro personaggi.
Nacque nel 1932 in una famiglia dove il fumetto era parte integrante e prese in mano la casa editrice gestita dalla madre, nel 1975. Ereditò dal padre Gian Luigi il personaggio di Tex e lo trasformò in un vero e proprio fenomeno di cultura popolare.
La sua abilità fu nell'intuire le potenzialità di certi personaggi nel momento storico in cui venivano proposti. Si pensi alle scelte nei confronti di Martin Mystere, il detective dell'impossibile che appassionò e tutt'ora appassiona con le sue avventure immerse nella storia e nei suoi misteri. Oppure Natan Never ambientato nel futuro.
Creature di Bonelli invece furono Zagor, risalente al 1961, che firmò sotto pseudonimo di Guido Nolitta, e Mister No del 1975 ispirato alla sua passione per le terre lontane e le usanze di popoli indigeni. Fu abile imprenditore, non c'è dubbio, dalle argute intuizioni, ma fu la passione per il fumetto che lo portò a pubblicare con interesse e coinvolgimento tutti i disegnatori e sceneggiatori validi che incontrava. La collaborazione con questi autori alimentava la sua personale creatività e fantasia.
Lettore accanito di fumetti, era in grado di riconoscere la mano dei diversi disegnatori e aveva una cultura completa e approfondita dei prodotti in circolazione. Grazie a lui il fumetto italiano ha conquistato uno spazio ben definito, è diventato fenomeno letterario e soprattutto ha animato e nutrito intere generazioni con ideali sani e personaggi con principi validi, segno che la fantasia non ha bisogno di scivolare nel negativo per trovare novità.
Di seguito riportiamo alcune dichiarazioni giunte in Redazione:
Il cordoglio della Regione Liguria
La Liguria piange la morte di Sergio Bonelli, uno dei grandi dell’editoria a fumetti, proprio nel giorno della presentazione della trentanovesima edizione della Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo dedicata a Dylan Dog. L’indagatore dell’incubo , celebre protagonista della serie horror italiana, compie 25 anni e l’editore Sergio Bonelli fu il primo a dare fiducia al suo autore, Tiziano Sclavi.
Sergio Bonelli, milanese, era legatissimo alla rassegna rapallese e alla Liguria, con il disegnatore chiavarese Andrea Galeppini, Bonelli aveva creato Tex Willer, ogni anno era presente alla mostra dei cartoonist di Rapallo. “Se ne va un gigante dei fumetti che ci voleva bene,”- ha detto l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Liguria Angelo Berlangieri, “Credo che nelle prossime settimane si debba trovare il modo di rendergli omaggio in modo meno affrettato di oggi”.
Bonelli, in mattinata, nel corso della conferenza stampa in regione Liguria, è stato ricordato anche da Sergio Badino, sceneggiatore e direttore artistico, insieme con Carlo Chendi, della mostra di Dylan Dog.
Boeri: "Addolorato, lo aspettavo al museo del fumetto per inaugurare mostra Dylan Dog.
"Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Sergio Bonelli, editore coraggioso e decano del fumetto italiano. Lo aspettavamo il prossimo 7 ottobre al Museo del Fumetto per l'inaugurazione della grande mostra dedicata al venticinquesimo anniversario di Dylan Dog, e sappiamo che ci teneva molto ad essere presente a questo appuntamento.
Purtroppo non è stato possibile, ma questa mostra sarà l'occasione per ricordare la sua grande figura di imprenditore editoriale e creativo, che ha saputo coniugare il talento artistico all'attività editoriale, conquistandosi di diritto un posto nella storia del fumetto e nella memoria di tutti noi. Inventando alcuni dei più cari e assidui compagni della nostra vita, Bonelli ci ha reso tutti meno soli."
Verbania ricorda Sergio Bonelli
Verbania ricorda Sergio Bonelli. Sono passate poche settimane dalla visita verbanese del decano dei fumetti italiani. In una piacevole domenica di giugno Sergio Bonelli era salito sul Lago Maggiore per raccontare le opere del padre Gian Luigi – il mitico Tex – ma anche le sue creature (da Mister No a Dylan Dog, da Zagor a Nathan Never) e soprattutto se stesso.
Bonelli, un mostro sacro del fumetto, nella tavola rotonda con Stefano Senardi, Stefano Marzorati e Franco Bixio, aveva dato alla rassegna TeatroCultura un grandissimo contributo artistico, culturale e personale.
Quella di Verbania è stata una delle sue ultime uscite pubbliche, prima della breve malattia che se l’è portato via ieri. «Di Bonelli conserverò un grande ricordo – dichiara il sindaco Marco Zacchera –. È stato un ospite d’eccezione: s’è dimostrato una persona di alta levatura culturale ma al contempo molto disponibile.
Dalle parole che ho scambiato con lui ho compreso il grande amore che aveva per il fumetto, per l’arte e per il suo lavoro. Sono dispiaciuto della sua scomparsa ma sono anche contento che Verbania abbia potuto conoscerlo».
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