|
In novecento scatti impressionanti, il mondo dei giornalisti di guerra e i conflitti che dalla fine dell'800 hanno insanguinato ogni parte del mondo.
Claudio Razeto, giornalista, scrittore lavora da oltre 15 anni in archivi fotografici storici di grandi aziende editoriali. Collabora con riviste storiche (Focus Storia, BBC History Italia). Ha iniziato questa professione che lo ha portato a incontrare fotografi e grandi archivi, scrivendo su Paese Sera e Il Messaggero.
"In questo libro ho voluto raccontare attraverso centinaia di immagini impressionanti il mondo dei giornalisti di guerra e i conflitti che dalla fine dell’800 hanno insanguinato ogni parte del mondo. Alcune foto sono state scelte per la loro vivida crudezza, altre per la loro rara intensità.
Nelle selezioni il colore si è gradualmente incuneato tra le pagine per la sua forza espressiva, ma non ha scalfito la vibrante estetica di alcuni meravigliosi scatti in bianco e nero come l'inedito reportage di Andres durante la guerra civile spagnola o gli scatti di Lorenzo D'Adda alla guerra russo giapponese.
Nel libro ci sono i fotografi della rivista tedesca SIGNAL in alcune rarissime immagini, i fotografi di Hitler, quelli italiani del Luce ma anche le foto quasi rubate della Resistenza francese degli Americani in Europa e nel Pacifico; e poi la Corea, l'Indocina, il Vietnam, le Falkland o Malvinas, il Medio Oriente una guerra dopo l'altra, una battaglia dopo l'altra, fino all'Iraq, all'Afghanistan e alla Libia. Tra una pagina e l'altra i nomi di giornalisti e fotografi che hanno dedicato tutto alla causa dei reporter, anche la vita. Tra gli italiani Ilaria alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Oriana Fallaci e tutti gli altri.
La cronaca di un mestiere che non può essere considerato come un lavoro qualsiasi, una professione che ha i suoi malati da sindrome post traumatica da combattimento ma soprattutto le sue vittime che disarmate hanno affrontato la violenza e la forza brutale degli eserciti pur di portare a casa un frammento di verità. Ringrazio Scala e la Logos che hanno creduto in questo progetto ma ringrazio soprattutto i fotografi e le loro agenzie, l’Archivio Scala, l'Ansa, Agf, Leemage, Bpk, Imagno che figurano in questo libro e che ne hanno permesso la realizzazione".
“Non c’erano soldati al confine di Morini quella mattina del 1999. E neppure i carri armati serbi. I bombardamenti aerei della NATO avevano obbligato le truppe di Belgrado allo sgombero del Kosovo. Molti reporter passarono il confine quel giorno e alcuni vennero uccisi dai cecchini. Nessuna di quelle morti trovò mai un colpevole né una giustificazione.
Erano morti e basta pur di riuscire a raccontare una storia di guerra. È quello che accade da oltre 150 anni, da quando giornalisti e fotografi hanno iniziato a testimoniare in prima persona quello che accadeva ai soldati in battaglia.
Che i soldati morivano era risaputo, ma da un certo momento in poi le loro sofferenze furono meno anonime, uscirono dalla retorica dei quadri per divenire più reali. Le brutture e le miserie dei conflitti finirono sulle prime pagine dei giornali, le cronache si arricchirono di particolari, comparvero nomi e cognomi di anonimi fantaccini e la gente a casa iniziò a farsi un’idea di quello che succedeva in prima linea. 
Poi tutto questo divenne un vero mestiere e i giornalisti di guerra degli specialisti. Un po’ soldati un po’ reporter con la tentazione di imbracciare il fucile o l’obbligo di indossare un’uniforme. Freelance, embedded, sequestrati, ammazzati, l’escalation dalla fine dell’800 a oggi fa la cronaca di questo lavoro che continua a spingere decine di testimoni volontari in un territorio fatto di sangue, di morte e di orrore. Quello dei corrispondenti di guerra”. Claudio Razeto
Per info Formato: Cartonato con sovraccoperta, 290x290 cm, 600 pagine Lingua: Italiano Prezzo: 49,95 euro ISBN: 9788857602684 Edizione: Logos - Ordinabile in tutte le librerie http://www.historynews.eu/index.html
|