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Due giovani ragazze hanno dimostrato come per essere artisti basta formulare messaggi chiari
I temi della Sfilata, evento principale della manifestazione Collecting Connecting ::4 organizzata dal corso di laurea di Design della Moda, svoltasi il 2 luglio scorso, sono stati due, ma tra lo connessi.
Angelo Figus docente del Laboratorio di Progettazione 5 ha scelto, come tema da proporre ai suoi studenti per realizzare gli abiti della Sfilata, di riflettere sulla propria identità in relazione alla tradizione. La ricerca iconografica degli studenti, il mood, si è concentrata sulla concretizzazione in immagini del proprio passato; sui tabelloni che circondano il loro tavolo da lavoro sono state appese immagini della propria città d'origine, della famiglia, di momenti passati che vivono ancora nell'animo.
Questa indagine ha portato all'elaborazione personale di una tecnica di cucito, di una lavorazione e di un trattamento del tessuto particolare e nuova. Uno degli esempi più brillanti visibili durante la Sfilata è quello di Luca Bertoni che ha riflettuto sull'aspetto geometrico, industriale, quasi noioso della città da cui proviene, per creare i vestiti di un uomo-ingegnere in carriera; essi sono rigidi, squadrati, tagliati geometricamente come la città industriale.
Apprezzabile e originale è la fantasia creativa di Kristian Guerra; egli si concentra sul movimento, sul dinamismo e sulla vitalità che trasporta in abiti maschili avvolgenti e coinvolgenti, dalla facile portabilità , come se fossero stati realizzati con il tocco veloce di una mano.
Più affascinante e coinvolgente è la collezione di Maria Cristina Cerulli. La studentessa riflette sul concetto di ricordo, su quell'elemento che, vivendo tra presente e passato, rende quest'ultimo imperfetto, privato di una forma precisa, perché frammentato, spezzato nei ricordi. L'uomo tende, infatti,a innestare nella sua vita contemporanea i pensieri passati sotto forma di pensieri, immagini, oggetti.
Questo è il concetto che porta la Cerulli a creare abiti senza tempo, senza una definizione precisa; propone il moderno attraverso la tradizione, attraverso elementi sartoriali appartenenti al passato, ma integrati con il contemporaneo. Le forme degli abiti sono tagliate e scomposte, dominate dalla linea spezzata, metafore dell'imperfezione del passato, così da creare soprabiti che si interrompono a metà , gonne con forme geometriche non definite, pantaloni in apparenza sproporzionati.
La collezione della Cerulli è una realizzazione concettuale chiara e complessa. L'abilità della giovane progettista risiede nella comunicabilità del suo prodotto: la sua collezione parla al pubblico e gli comunica il suo messaggio. Proprio come gli accessori di Francesca Fusella. Il tema della sfilata degli accessori era la commistione tra il contemporaneo ed elementi esotici, etnici, fuori dal personale percorso, ma classificabili solo come ricordi. Torna quindi, anche nelle composizioni della Fusella il tema del ricordo, il pensiero di qualcosa che ha lasciato un segno indelebile, una traccia. La studentessa considera la mente come un reticolo di fili in cui sono intrappolati i ricordi, i pensieri, le traccie indelebili.
Esattamente questo sono le sue creazioni: borse e bauletti che nascondono mille fili in cui incastrare le cose, gli oggetti, i pensieri; scarpe con ali che sembrano prendere il volo verso i ricordi, ma portate alla vita vera da un intreccio di fili. Ancora cappelli creati dall'unione di due cappelli, uno sulla testa, l'altro rivolto verso il cielo per permette ai pensieri di circolare.
La trasparenza del messaggio accomuna questa due giovani studentesse che per la facilità con cui sono riuscite a rendere fruibile il loro brain storming, possono essere definite artiste e esempi illustri dell'ottima formazione della facoltà di Design della moda.
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