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Per 6 italiani su 10 la vacanza è a due passi da casa

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Scritto da Valerio Giacomoni   
Mercoledì 06 Aprile 2011 20:03

Altro che ore e ore di preparativi e strada. Secondo uno studio di “Vdg Magazine”, ora gli italiani preferiscono trascorrere ponti e week end in gite fuori porta per l’economicità e l’alta qualità enogastronomica delle strutture recettive.


L’imponente macchina organizzativa che gli italiani mettevano in moto ogni volta che si presentava l’occasione di una breve vacanza si è inceppata. Per 6 italiani su 10 il modo di trascorrere le vacanze è cambiato notevolmente negli ultimi anni. Infatti il 58% preferiva la classica capitale europea e quasi uno su due sognava i paradisi esotici extraeuropei.

Adesso motivi strettamente economici (82%) e legati alla vicinanza (57%) spingono sei italiani su dieci a dichiarare di voler trascorrere i prossimi week end e ponti festivi in agriturismi e masserie immediatamente fuori città, per riscoprire il gusto della qualità enogastronomica (73%) e l’eccellenza dei prodotti e degli alimenti tipici locali (57%). Ma cosa rappresentano questi piccoli viaggi? Un modo per staccare la spina dalla quotidianità (63%) per scoprire l’Italia e territori vicini ma di fatto sconosciuti (46%).

Questo è quanto emerge da uno studio promosso da “VdG Magazine”, la rivista diretta da Domenico Marasco e in edicola nei prossimi giorni, condotto da su 1700 italiani, donne e uomini dia 18 ai 65 anni, attraverso un monitoraggio su blog, forum, community a cui è stato chiesto come trascorrono i fine settimana liberi dal lavoro e i ponti in occasione delle festività.

Ben 6 italiani su 10 hanno ripensato, a causa di motivi economici o di vivibilità, i tempi e i modi del trascorrere ponti festivi e brevi vacanze, e a perdere appeal sono i luoghi lontani e i viaggi lunghi.

Negli ultimi anni gli italiani hanno apportato alcuni cambiamenti al modo di trascorrere il tempo libero. Infatti circa il 60% ha dichiarato di averlo fatto in maniera sostanziale. Oltre 8 intervistati su 10 ha affermato che un fattore decisivo è stato di natura economica (82%), per altri è stata la necessità di trascorrere alcuni momenti lontani dallo smog e dal traffico cittadino (77%) e infine per uno su due è stata la voglia di scappare dalla routine della città (55%) a spingere a un ripensamento dei  tempi e delle modalità della vacanza.

Nel borsino dei viaggi scendono le mete più gettonate. In passato 6 italiani su 10 preferivano trascorrere i ponti e le piccole vacanze nelle capitali europee (59%)  o soggiornando in località lontane anche fuori dal continente (47%). La mannaia della crisi si è abbattuta anche su ristoranti e pizzerie, tradizione irrinunciabile fino a poco tempo di ben 7 italiani su 10. Il cambiamento ha portato a scegliere diversamente i luoghi di vacanza: adesso hanno una fondamentale importanza la tipicità e le caratteristiche della località (63%) e la vicinanza al luogo in cui si vive (57%). Per due italiani su due scelgono anche per la qualità e la peculiarità dei prodotti enogastronomici mentre per 4 su 10 la convenienza è un aspetto imprescindibile.

Le vacanze ideali adesso sono quelle a “KM ZERO” che risparmiano agli italiani dispendio di energie economiche e psicofisiche e fanno riscoprire loro il gusto della enogastronomia tipica e la bellezza dei luoghi caratteristici

Quello che oggi gli italiani richiedono alla propria vacanza durante i ponti festivi e nel week end è soprattutto una maggiore ricercatezza della qualità enogastronomica (73%) e della tipicità e del gusto degli alimenti locali (57%). Uno su due vuole tornare a vivere un rapporto non artefatto con la natura e gli animali (49%) per tornare a vivere un pò di relax, benessere e tranquillità (43%). La montagna resta la meta preferita di 1 italiano su 2 (51%), le grandi capitali europee riscuotono il gradimento di quasi 3 intervistati su 10 (37%), le località marine del 26% mentre addirittura quattro su dieci dichiarano che resteranno a casa (43%). Le strutture che più saranno prese d’assalto, secondo gli intervistati, saranno agriturismi (38%) e bed&breakfast (33%), mentre gli hotel restano ai margini della classifica con solo il 13% di gradimento.

Questo perché sono riusciti a intercettare il bisogno degli italiani di staccare la spina dalla quotidianità (63%) e la loro voglia di scoprire l’Italia e territori vicini ma sconosciuti (46%), capaci di regalare nuove e più sane abitudini alimentari (37%). Uno su due (51%) dichiara infatti di fare “spesa” di prodotti enogastronomici tipici dei luoghi che visita, portando a casa tutto ciò che di buono possono offrire, come salumi e insaccati (53%), vini e liquori (49%), formaggi (45%), frutta e verdura (41%).

 

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