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Una riflessione sugli usi e costumi del nostro tempo.
Vi sarà sicuramente capitato di incontrare un vostro conoscente che nonostante non gli abbiate fatto nulla, vi ha salutato sgarbatamente. Non sforzatevi a cercare spiegazioni chiedendovi se fosse colpa vostra, il problema sta nel mal costume di non sentire doveroso sorridere quando si saluta.
Il vostro amico sicuramente non ce l'aveva con voi, ma magari aveva appena discusso con la moglie o col vicino di casa, aveva inciampato sul marciapiede o semplicemente era sceso dal letto col piede sbagliato. Se poi questa persona è sotto la quarantina, sicuramente non ha mai sentito nessuno dirgli “Saluta e sorridi” perché chi incontri non sa che hai la luna per traverso e ci potrebbe rimanere male, è una forma di rispetto quindi.
Ma che cos'è l'educazione? E' quell'insieme di regole che se imparate e osservate, ci consentono di rispettare chi ci sta vicino e soprattutto di coprire i nostri malumori, piccolezze e limiti rendendoci più gradevoli al prossimo e quindi più benvoluti. Chi è educato è il primo a guadagnarci.
Eppure ci hanno fatto credere che osservare delle regole significa essere falsi, nascondere quello che siamo per apparire come non siamo. Certe trasmissioni demenziali 'spappolacervelli' non fanno che martellarci con la frase stucchevole posta come vanto “io sono vero”. Essere veri però non significa dire tutto quello che ci passa per il cervello! Non tutto quello che partoriscono le nostre menti è intelligente, andrebbe accuratamente selezionato per imparare a dare il meglio di ognuno di noi.
Dire ad una persona frasi come “sei un aborto della natura” (sentito nelle suddette trasmissioni), non ha nessuna positività e ottiene un unico risultato: chi l'ha detto ha fatto la figura del cafone e chi l'ha ricevuta se non si è depresso si è comunque arrabbiato.
Ecco il compito dell'educazione, salvaguardare il prossimo dai nostri più bassi istinti e azioni, frutto magari di un malessere momentaneo o di una insulsa antipatia, invidia, gelosia, stizza e chi più ne ha più ne metta, sentimenti che tutti proviamo, ma che bisognerebbe avere il buon gusto e la dignità di camuffare mentre cerchiamo di smussarne gli eccessi.
Però così non si è più liberi di esprimersi (dicono), ovviamente non vale più quel detto che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri, legge fondamentale della convivenza. Questo lo si vede anche nel modo di tirare su (ben diverso che educare) i nostri pargoli.
Ho visto bambini frugare nella borsa di sconosciuti senza che il genitore dicesse nulla, ragazzini urlare e fare rumore disturbando chi stava loro vicino mentre il genitore ti dice sorridendo “Sono bambini”. Già, ma essere bambini non è uno stato di privilegio, è solo un momento della vita. Vogliamo farli diventare adulti questi bambini educandoli? Per carità, non troppo educati però, altrimenti mettono loro i piedi in testa!
E allora un ringraziamento personale a quelle mamme che hanno deciso di fare dei loro figli dei 'fuori moda' educandoli, rendendoli una sorta di alieni spesso zimbello per il loro modo di comportarsi. Un plauso alla loro fatica, perché non è facile educare i figli, soprattutto quando si ha contro il resto del mondo e non è facile rispondere a questi figli quando ti chiedono “...ma perché lui lo può fare e io no?” magari dopo aver subito un torto.
Un encomio al loro coraggio, nella consapevolezza che sarà loro il merito della sopravvivenza civile di questo mondo.
Nella foto: Illustrazione di Marco Bellettini
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