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La vita del fondatore del Reiki, Mikao Usui

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Scritto da Alex Ricci   
Mercoledì 31 Agosto 2011 22:59

Studia medicina, psicologia e religione. Ristabilisce pace ed equilibrio alla mente e al corpo sperimentare il divino per costruire un mondo migliore.


Mikao UsuiIl Reiki è una pratica spirituale usata come forma terapeutica alternativa per il trattamento di stati fisici, emozionali e mentali. Il nome Reiki deriva dalla pronuncia di due ideogrammi giapponesi: Rei che significa energia universale, Ki che significa energia vitale individuale. Nelle lingue occidentali, il significato di Reiki è spesso definito come Energia Vitale Universale. Il sostantivo "Reiki" comunemente si riferisce indistintamente sia all'energia sia al metodo terapeutico che utilizza l'energia.

Il Reiki venne scoperto dal monaco buddhista dott. Mikao Usui. Mikao nacque il 15/08/1865 in un villaggio chiamato Tiniai, oggi Nagoya. Passò la sua vita a girare e a studiare come monaco itinerante. Solo da giovane studiò in un tempio buddhista kiko (la versione giapponese del Qi Gong) sul sacro monte Kurama a nord di Kyoto.

Il kiko è una disciplina volta al miglioramento della salute attraverso gesti lenti, meditazione, pratiche respiratorie e si usa l’energia ki (o energia vitale) comprendente metodi terapeutici che utilizzano l’imposizione delle mani.
Prima di usare il kiko per scopi salutari, è necessario accumulare energia terapeutica per mezzo di appositi esercizi.
Però facendo così si ha la tendenza ad esaurirsi, dal momento che da esso si può attingere alla propria energia personale.

Quindi il giovane Usui si chiese se esisteva un sistema di cura tale da non richiedere un accumulo diciamo preventivo di energia terapeutica con il conseguente esaurimento finale. Usui viaggiò per il mondo, Cina, Giappone, Europa alla ricerca della conoscenza e studiò varie materie tra le quali medicina, psicologia, religione, sviluppo personale.
Avendo qualche conoscenza di Buddhismo, egli decise di farsi monaco buddhista, concentrandosi sulla pratica devozionale ed esercitandosi intensamente.

Tornò sul monte Kurama dove aveva studiato da ragazzo e si ritirò in solitudine x 21 giorni, digiunando, recitando mantra, pregando e meditando Solo nel marzo del 1922, verso la fine del suo ritiro, una grande e intesa luce spirituale gli penetrò nella sommità della testa, provocando un satori (esperienza illuminante): questa luce era l’energia di Reiki che lo pervadeva sottoforma di armonizzazione.

La sua consapevolezza ne fu enormemente ampliata, ed egli si rese conto di aver ricevuto uno straordinario potere.
Seppe così che avrebbe potuto aiutare gli altri senza che la sua energia ne risentisse.
In qualche occasione, è possibile che abbia meditato in piedi sotto una cascatella artificiale, lasciando che l’acqua gli si scivolasse sulla testa: questo è un metodo tuttora praticato sul monte che ha lo scopo di purificare e aprire il chakra della corona.

Usui non voleva che il Reiki costituisse una pratica esclusiva di un unico gruppo ristretto né che fosse controllato o limitato in tal modo. Desiderava invece che venisse reso disponibile a tutti e diffuso ovunque, nella convinzione assoluta che chiunque potesse, attraverso Esso, sperimentare il Divino e che,  quindi,  la gente sarebbe stata più incline a lavorare insieme per costruire un mondo migliore.

Le sue conoscenze di monaco buddhista, concentrandosi sulla pratica devozionale ed esercitandosi intensamente, lo aiutarono nel perfezionamento del metodo. All’inizio Usui provò il Reiki su sé stesso, poi sui suoi famigliari.
Fondò un’associazione con fini terapeutici nel 1922 a Tokyo la “Usui Reiki Ryoho Gakkai” (società terapeutica Usui del Reiki).

Aprì una clinica in Harajuku, Aoyama, vicino al santuario Meiji nel centro di Tokyo e cominciò a tenere corsi e a fornire trattamenti Reiki. Quindi continuò a insegnare e praticare Reiki nella clinica di Tokyo, ma tutta questa pace fu scombussolata da un violentissimo terremoto nel 1923, uno dei terremoti più devastanti che colpì il Giappone.
Morirono oltre 140.000 persone, migliaia di case crollarono e molti palazzi si incendiarono.

Migliaia di persone rimasero senza un tetto, subirono lesioni o divennero fisicamente inabili.
La richiesta di trattamenti si fece enorme e Usui lavorò giorno e notte per aiutare quanta gente possibile.
L’energia che uno ha all’interno del proprio corpo si chiama Prana, infatti chi da la propria energia per darla agli altri si chiama pranoterapeuta. Il reikista canalizza questa Energia Universale e la dona per gli altri ma anche per sé.
Diciamo che il reikista è come un tubo dell’acqua, anziché scorrere acqua scorre energia, non propria ma Universale, che noi chiamiamo Reiki.

La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente.  Le emozioni positive come il buon umore, l'amore e la felicità sono qualità energetiche molto pure. Quando vengono provate queste emozioni, si sta generando energia positiva.

Le emozioni negative come la preoccupazione, la paura, l'avversione, la rabbia, l'avidità, la bramosia, l'invidia sono energie molto dense e pesanti che richiedono grandi quantitativi di energia e di lavoro per circolare e sostenersi.
Ecco dove il Reiki inizia ad agire. Comincia ristabilendo la pace e l'equilibrio nella mente e nel corpo. Stimola il corpo a iniziare un vero e proprio processo di guarigione a tutti i livelli fisico, mentale, energetico.
I 5 principi del Reiki, fondati dal maestro, sono stati creati come essenziali per la vita di chi pratica Reiki in primis. Sono chiavi o strategie da seguire nella vita anche da usare come “cura preventiva”:

• Solo per oggi non mi arrabbio
• Solo per oggi non mi preoccupo
• Onoro i genitori, i maestri e gli anziani
• Mi guadagno da vivere onestamente
• Rispetto tutti gli esseri viventi

Nel 1925 aprì una clinica di trattamenti Reiki molto grande a Nakano, Tokyo e cominciò a viaggiare per tutto il Giappone allo scopo di diffondere il Reiki. Formò più di 2000 allievi in quel periodo e formò 16 insegnanti.
Grazie all’aiuto che forniva, il governo gli diede il premio Kun San To per i meriti e i servigi resi agli altri.
Il 9 marzo 1926 Usui morì in seguito ad un attacco cardiaco che lo colpì mentre insegnava a Fukuyama.

Venne sepolto nel tempio Saihoji di Suginami-Ku, a Tokyo. I suoi discepoli posero presso la tomba una grande lapide commemorativa, che c’è tutt’ora, con una meravigliosa iscrizione che narra la vita e le opere del maestro.

 

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