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Scritto da Andrea Mascolo
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Sabato 10 Luglio 2010 15:07 |
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Tra calciatori, veline, passerotti e trii spiritosi siamo bombardati in continuazione dalla pubblicità : ma è davvero efficace?
Non passa giorno che la televisione o la radio non ci allietino i sensi con jingles, scenette apparentemente umoristiche e battute stra-citate. Ma questo bombardamento audio/visivo è veramente efficace quando si tratta di scegliere tra un prodotto e un altro nel momento della prova del nove davanti allo scaffale?
Una delle massime che insegnano nei corsi per pubblicitari è che la fidelizzazione del compratore con il prodotto avviene quando la pubblicità riesce ad inserirsi nella sua mente: quando devo pensare ad un prodotto istantaneamente devo pensare alla marca che viene pubblicizzata.
E questo avviene effettivamente per molti prodotti, chi non ammetterebbe che quando si pensa ad una bibita frizzante e rinfrescante non si associ più facilmente una marca piuttosto che un altra o anche nel caso della pasta di grano che allieta i nostri pasti casalinghi.
Ma nel caso della pubblicità si può usare il vecchio detto "chi troppo vuole nulla stringe"? Immediatamente mi viene da pensare alle pubblicità relative alla telefonia, mobile e non, dove si sono visti succedersi comici e attori di tutti i tipi, avvenenti ragazze e altro ancora: non solo a mio avviso la cacofonia dei jingles e il ripetersi degli stessi sketch hanno portato ad innalzare la soglia di indifferenza del pubblico medio (più per una questione di auto-difesa) ma hanno condotto ad un isterilimento dei protagonisti di tali spot. Sinceramente io ricordo perfettamente gli albori dei vari Abatantuono, Panariello, De Sica, il trio Aldo Giovanni e Giacomo quando erano completamente in controllo della loro verve comica: ora vedo solo intristiti e vacui personaggi senza anima, cliché triti e ritriti uniti ad una sensazione di ineluttabilità di fronte alla quale si è inermi perché "se non lo facciamo noi lo farà qualcun altro".
Anche la morale viene a mancare, persino il senso del gusto nei confronti del consumatore: ritengo tutti conoscano le pubblicità della famosa marca di gomme con flatulente scoiattolo oppure quella con un noto motociclista come testimonial, famoso si, non solo per le corse ma anche per i problemi con il fisco.
Nella pubblicità tutto è valido purché rimanga ben impresso nella mente del consumatore. Ma è anche vero che il cervello umano può processare contemporaneamente poche informazioni e che quando queste arrivano in quantità numerosissima sia necessaria un'accurata selezione.
Così in questo marasma auditivo e visivo, il povero spettatore è costretto a scegliere il minimo per non finire con il cervello impantanato: solo il necessario.
Ed ecco quindi la mia domanda iniziale che si ripresenta intonsa nel suo messaggio: questo enorme leviatano pubblicitario è veramente efficace per le vendite?
O si rischia di ottenere l'effetto opposto, arrivare a dire "io questo prodotto non lo compro perché la sua pubblicità me l'ha fatto venire a noia"?
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