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Luigi XVI perse la testa sotto la lama della ghigliottina, una fine tragica dovuta alla deriva economica
Ancora prima, Luigi XIV era famoso per i suoi sperperi e condusse la Francia sull’orlo della bancarotta: tra le contromisure che applicarono venne definitivamente vietato l’impiego di metalli preziosi negli arredi e complementi, fino ad allora decorati in vero oro.
Dovettero accontentarsi del bronzo, trattato in superficie con una amalgama di mercurio e polvere d’oro, il bronzo dorato. Oggetti attribuiti a Pierre Philippe Thomire, maestro capace di dare al bronzo forme eccelse, arrivano oggi a quotazioni da capogiro alle aste internazionali.
Thomire ebbe una particolare attenzione nel disegnare forme sobrie, eleganti, inusuali per le pendole da appoggio. Tutti, siano appassionati collezionisti o semplici amatori, conosciamo le pendole in bronzo dorato, dette anche parigine.
La Francia, con l’orologiaio Abraham Louis Breguet, coordinò una vera impresa, impegnando centinaia di ebanisti, scultori e smaltatori; grazie a Breguet e agli altri “horologier du Roi”, come Robert Robin, Jean Fol, Antide Janvier, fino ad arrivare ai Leroy, l’orologeria francese si afferma in tutta Europa dalla seconda metà’ del settecento al pieno ottocento.
La pendola d’appoggio diventa oggetto molto ambito, ma anche usuale con l’affermarsi di una borghesia sempre più’ ricca, le pendules più richieste sono ovviamente in bronzo, di cui la Francia è ricca, fuso a cera persa, pazientemente cesellate e dorate più’ volte a fuoco. La prima moglie di Napoleone, Giuseppina, le colleziona.
La qualità’ di questi oggetti è ancora oggi altissima, sono trascorsi 200 anni e la perfezione dei meccanismi si è di poco opacizzata, ogni bronzo è una fusione originale, non esiste una replica esattamente identica, non una pendola è uguale all’altra.
La parigina infatti cambia forma secondo la moda e i capricci del momento, gli stili si alternano e avvicendano coi loro neologismi, passano dal neoclassico al neogotico, dal neoegizio al neobarocco si arricchisce di porcellane di Sevres, marmi rari, è in bronzo brunito, alabastro, in legno laccato, in mogano fiammato, in palissandro, ma la passione dell’oro trionfa, su tutte.
Ancora oggi esercitano una curiosità e un fascino che pochi altri oggetti antiquari hanno, aumentano il piacere di qualsiasi contesto abitativo, con una capacità decorativa perfetta anche su un arredamento moderno, ambitissime dai collezionisti, sono alla portata di chiunque voglia concedersi il piccolo lusso di possederne una.
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