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Fuoriserie o utilitaria? Questo il problema!

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Scritto da Francesca Fontanelli   
Martedì 09 Agosto 2011 22:13

Le donne alle prese con l'età e la bellezza:  modi diversi di affrontare il problema.


Placidamente semisdraiata sotto l’ombrellone in un afoso pomeriggio di luglio, lasciando in pace i pensieri che mi affliggono in tempo di scuola, rifletto su quanti modi di dire delle nostre nonne avessero a che fare con la nostra fisicità: altezza, mezza bellezza; donna baffuta, sempre piaciuta; avere lo strabismo di Venere; in ogni ricciolo c’è un capriccio  e via dicendo. Segno, questo, che le fisicità e le personalità di ciascuna donna una volta erano ben definite e ce n’erano di parecchie tipologie.

Alzo la testa dal lettino e mi guardo intorno: quale modo di dire andrebbe bene alle donne del nostro tempo, visto che siamo tutte (o quasi) omologate? Cerco di creare delle categorie e mi scopro a trovarne due fondamentali, alle quali poi fare afferire altre categorie minori: le fuoriserie e le utilitarie.

Le fuoriserie: non più giovanissime, sono coloro che hanno gettato alla ortiche i modi di dire delle nonne e abbracciato con violenza feroce il lettino del chirurgo estetico: lo zigomo ha assunto una posizione che sfida la forza di gravità e che potrebbe piacere ai personaggi di Star Trek (quelli non terrestri, sia chiaro) e fa da davanzale ad occhi spalancati, allungati, blefaroplasticizzati; attenti bambini, trovarseli davanti oltre il tramonto potrebbe essere quantomeno inquietante. Le orecchie sono state incollate alla testa e rimpicciolite quanto basta (ma queste cose le facevano già secoli or sono alcune tribù indie, non è poi una novità così eccezionale); la bocca, qualora i pattìni di salvamento fossero tutti occupati, potrebbe essere un comodo canotto per ospitare dalle sei alle otto persone; scendendo sempre più giù fino ai piedi, la fuoriserie completa il lavoro attraverso riempimenti, restringimenti, assorbimenti, spostamenti di ciccia da un settore all’altro del corpo.

Il risultato, visto da lontano, autorizza il giovane bagnino o il serafico ragioniere del vicino ombrellone a pensieri poco consoni all’ambiente familiare del bagno “Rosetta” ma, man mano che la fuoriserie si avvicina, certa di aver colto nel segno anche stavolta, il turbamento si tramuta in qualcosa di più profondo, che indurrà il ragioniere a una improvvisa dormita post prandiale e il bagnino a fingere la lettura appassionata di “Guerra e pace”; dato che la signora in questione sostiene di avere trentacinque anni da almeno trent’anni(battuta presa a Cicerone prima e poi a Winston Churchill).

Dato per scontato che per diventare una fuoriserie ci vogliono tempo e denaro, si creano in questo settore delle sottocategorie che, invece del lettino del chirurgo abbracciano stretto stretto quello dell’estetista: possiamo definirle di media cilindrata. Sempre attingendo agli indios che tanto nei secoli abbiamo vituperato, le medie cilindrate si fanno tatuare le sopracciglia e il contorno labbra, essenzialmente per due motivi: per sapere sempre dove sono (il tatuaggio, si sa, è indelebile) e per ottenere, con minor spreco di tempo e denaro effetti simili a quelli delle fuoriserie. (I bambini stiano comunque attenti se le incontrano dopo cena). Le medie cilindrate, in realtà, non amano troppo mettersi in costume, dato che con l’abbigliamento riempiono, restringono, assorbono e spostano la ciccia qua e là: i negozi specializzati fanno miracoli per rendere una decorosa cilindrata simile a una fuoriserie. Al mare le riconosci dal fatto che girano avvolte in parei multicolori, magliette oversize  e portano improbabili zoccoli con i tacchi: altezza sarà anche mezza bellezza, ma chi appartiene all’altra metà deve comunque potersi organizzare.

Tanto la fuoriserie è parca di orpelli tranne, forse, occhiali di marca che porta anche quando piove quanto la media cilindrata gira portandosi appresso un paio di chili fra collane, bracciali al polso e alle caviglie, occhiali (tarocchi); si riconosce perché si trucca al mattino con l’impegno della giovane allieva pronta per l’esame di trucco al corso di estetista e non si bagna MAI i capelli quando entra in acqua per non scompigliare la piega, anche se sappiamo tutti che è un espediente vecchio come il mondo utilizzato da coloro che non sanno nuotare. Il ragioniere ed il bagnino gettano comunque un occhio anche sulle medie cilindrate, di solito più giovani  delle fuoriserie, un occhio stavolta più dubbioso che spaventato.

Coloro che bagnino e ragioniere invece ignorano del tutto, siamo noi, le utilitarie. L’utilitaria, ce ne sono alcune che possono fregiarsi del titolo di auto storica, non va dal chirurgo estetico perché non vuole essere omologata alla folla banale del giorno d’oggi (delle due l’una: non ha denaro da sprecare o sviene quando vede un medico da lontano, invocando l’aiuto divino quando deve affrontare un getto di disinfettante su un graffietto invisibile); scende in spiaggia alle sette del mattino, fugge ai primi caldi e riappare al tramonto, perché il sole fa male ( e qui nemmeno la scelta: al mattino le fuoriserie dormono, nel tardo pomeriggio vanno a prepararsi per l’aperitivo, quindi non ci sono e ci sono nemmeno paragoni da affrontare).

Dimostra la propria cultura nascondendo l’ultimo numero di “Pettegolezzi” dentro un corposo tomo di un autore sconosciuto ai più che abbia almeno un doppio cognome con suoni aspri e pieni di consonanti, alzando di tanto i tanto gli occhi dal lettino con aria annoiata; non fa il bagno perché, si sa, i colibatteri sono ovunque (e chi l’affronta la passeggiata sul bagnasciuga, senza le dovute coperture?) e indossa, quasi sempre, il costume intero. Vuoi mettere la classe, l’eleganza di un capo che si asciuga in due ore, che lascia la pancia umida e provocherà alle meno giovani dolori articolari per l’intera nottata? In alternativa, un bikini strategico le cui dimensioni sono direttamente riprese dai paracadute della Nasa, quelli che aiutano gli Shuttle ad atterrare.

Getta, infine, uno sguardo tra lo sprezzante e il compassionevole al vicino di lettino, un ragioniere non più giovanissimo; intento a una dormita post prandiale, il tapino sogna di quando aveva incontrato una fuoriserie originale, che dopo il matrimonio si è trasformata in una media cilindrata e infine in una borbottante auto storica che nasconde i settimanali leggeri in tomi dai nomi improponibili.  Ma un ragioniere serio questi sogni alla propria moglie non li racconterà mai!

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