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Costume e Società
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Da Avv. Saverio Cuoco
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Martedì 20 Settembre 2011 11:18 |
Attensione alle speculazioni.
E' scattato dal 17 Settembre l’aumento dell'Iva al 21% deciso dall’ultima manovra economica.
Il passaggio dal 20% al 21% dell'aliquota Iva non inciderà sulla spesa dei beni e servizi di prima necessità, come gli alimentari e le bevande, la sanità, l'istruzione, l'abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica ancora l'Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto, gli aumenti riguarderanno invece la spesa dei trasporti (aumento carburanti, acquisto mezzi di trasporto, ticket per bus/treni e voli aerei); l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, abbigliamento e calzature; la spesa per le comunicazioni (servizi postali, apparecchi telefonici, servizi di telefonia); giochi, la cultura ed il tempo libero (articoli sportivi, cinema, teatro, pacchetti vacanze).
L’un percento in più graverà inoltre sulle famiglie per ogni scontrino fiscale, su ogni fattura Enel, Gas, Acqua e Telefono e Televisione. Rincareranno fra gli altri i ticket del parcheggio, le multe per le violazioni del codice stradale, le mense scolastiche.
Di seguito un elenco dei beni e servizi soggetti a rincaro: Beni che passeranno al 21% di Iva - prodotti per l'igiene personale e della casa - casalinghi - automobili ed accessori auto - abbigliamento, calzature e pelletteria, accessori (inclusi occhiali da sole) - bigiotteria, gioielleria e orologi - articoli tessili per la casa, tappeti ed arredamenti - elettrodomestici, telefonia ed hi-fi - CD musicali e video - cartoleria e giocattoli - articoli sportivi - cinema, teatro, concerti e stadio Servizi che passeranno al 21% di Iva - servizi sportivi (palestre, piscine ecc.) e ricreativi (es. parchi giochi, animazione feste ) - servizi estetici, barbiere/parrucchiere - telecomunicazioni (telefonia, Internet) e TV a pagamento - liberi professionisti (avvocato, commercialista, notaio) - artigiani: autoriparatore, idraulico, elettricista, pittore, ditte di ristrutturazione
Ma il timore maggiore sul quale bisogna essere estremamente vigili mette in guardia il Presidente Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria è l’effetto speculativo che potrebbe innescarsi dall’aumento dell’IVA e cioè il pericolo di arrotondamenti al rialzo e aumenti ingiustificati che potrebbero riguardare principalmente il settore alimentare.
Infatti l’aumento del carburante rischia di innescare un meccanismo a catena che rischia di ripercuotersi anche sui beni di prima necessità come il settore alimentare sul quale invece non deve assolutamente incidere l’aumento dell’IVA in quanto sottratto alla manovra economica.
Ricordiamo infatti che l’IVA viene sempre recuperata integralmente e non rappresenta mai un costo per professionisti e commercianti. Una volta incassato il corrispettivo dal consumatore, il venditore dovrà versare allo Stato solamente la differenza fra Iva pagata nelle proprie forniture e l’Iva riscossa dal consumatore.
L'Unione Nazionale Consumatori Calabria invita i consumatori a segnalare alle proprie sedi territoriali eventuali richieste di pagamento superiori all'1% o aumenti ingiustificati di generi alimentari, che verranno immediatamente denunciati alle Autorità competenti per le conseguenze disastrose che potrebbero causare e cioè una contrazione dei consumi e gli effetti inflazionistici di tale condotta arbitraria.
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Costume e Società
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Da Bianca Zanardi
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Domenica 18 Settembre 2011 00:58 |
Una ricerca tra notizie e siti che cercano di capire dove buttare la spazzatura.
Cercando di capire le regole della raccolta differenziata, abbiamo consultato vari siti e gornali che si occupano di questa importante iniziativa per la salvaguardia del nostro futuro. Ci siamo accorti però che c'è un po' di confusione.
In alcuni casi per esempio si è trovato che le bottiglie di plastica vanno nel vetro (!?) e consultando i regolamenti dei vari comuni alle volte vengono segnalate cose mai viste. Il contenitore viola della frazione secca per esempio...
Di sicuro si rileva che da comune a comune ci sono differenze. Difatti ogni comune ha modi diversi di riciclare a seconda delle strutture che ha a disposizione. Una regola generica che abbiamo dedotto è che si tende a mettere nell'indifferenziato tutti quei contenitori che presentano residui di materiale contenuto, per esempio un barattolo di crema se è pulito va nella plastica, altrimenti nell'indifferenziato.
Il problema è spesso a monte. Da un'inchiesta della rivista Altroconsumo infatti emerge che la confusione ha origine proprio dalle strutture che gestiscono i rifiuti che un po' perché mancano di mezzi e luoghi dove mettere alcuni tipi di rifiuto, un po' perché ci sono modi diversi di gestirli, sono i primi a non saper rispondere alle domande proposte dal giornale che chiedeva dove smaltire quattro tipi diversi di rifiuti pericolosi.
Nella gente però i dubbi sono anche per i materiali con cui si ha a che fare quotidianamente e quindi abbiamo pensato di fornire un elenco dei materiali più frequenti nell'uso indicando dove devono essere riposti. Le informazioni sono state raccolte da varie fonti comparate, migliorando l'elenco con le indicazioni che di volta in volta ritenevamo utili per capire il problema. Di sicuro interesse un vocabolario dei rifiuti su: http://www.cidiu.to.it/raccolta_dizionario.php.
Vetro, lattine - BIDONE verde Il vetro è riciclabile al cento per cento e all'infinito per questo è importante separarlo. Ricordarsi di lavare e togliere eventuali etichette e tappi
bottiglie vetro, bicchieri bombolette di spray lattine in alluminio e banda stagnata (bibite, tonno, pelati, olio, olive, burro, ecc.) tubetti metallici (maionese, dentifricio, lucido da scarpe) vasetti in vetro, (svitando tappi e coperchi) vaschette e fogli di alluminio (carta stagnola) (vaschette per forno o freezer) No specchi e lastre lampadine e tubi al neon porcellana e ceramica
Umido biodegradabile – Organico BIDONE marrone Gli alimenti possono essere riuniti in fogli di carta da cucina, assorbe i liquidi e contiene gli odori. Questi rifiuti compostati possono essere riutilizzati come concime.
-avanzi di cibo o alimenti in genere gusci d’uovo -ceneri spente di caminetti e simili -escrementi e lettiere di animali domestici -filtri del the camomilla e infusi fondi di caffè e orzo -gusci di cozze e crostacei, ossa di piccole dimensioni -pane vecchio, scarti di cucina -frutta e verdura -salviette di carta e carta da cucina, fazzoletti di carta. -tappi di sughero -piante e fiori -segatura, terriccio No borse di plastica per contenere i resti lettiere di animali domestici pannolini, pannoloni e assorbenti
Carta - BIDONE giallo cartoni piegati scatole per alimenti scatole per bevande confezioni in cartoncino (scatole di scarpe, medicinali, dentifricio) giornali e riviste libri e quaderni sacchetti di carta poster volantini pubblicitari contenitori in tetrapack (se specificato dal comune) piatti e bicchieri di carta puliti No bicchieri di carta usati carta oleata (indifferenziata) carta plastificata (carta degli insaccati etc, indifferenziata) carta unta (organico) fazzoletti e tovaglioli usati (organico) sacchetti per cemento (isola ecologica) tetrapak (indifferenziata se non esplicitamente richiesto dal vostro comune)
Plastica (pulita) - BIDONE bianco Uno dei materiali che vanno riciclati con maggiore attenzione, in quanto produce alto tasso di inquinamento anche nel momento dello smaltimento e impiega centinaia di anni per degradarsi. Quindi il principio è usarne il meno possibile riciclando quello che è stato prodotto. La plastica è materiale riutilizzabile in vari modi, quindi è importantissimo riciclarla.
borse della spesa vasetto yogurt flaconi di detersivi e saponi in genere Pellicola per alimenti Polistirolo Rete per verdura cassetta verdura in plastica bottiglie in plastica imballaggi (buste della pasta, delle merendine ecc.) No accessori auto (indifferenziata) arredi (indifferenziata) bicchieri (indifferenziata) bidoni (indifferenziata) borse (indifferenziata) cestini (indifferenziata) contenitori per colle o vernici (isola ecologica) custodie per CD (indifferenziata) giocattoli (indifferenziata) piatti (indifferenziata) polistirolo (indifferenziata, tranne le vaschette che vanno nella plastica) portadocumenti (indifferenziata) posate in plastica (indifferenziata) zainetti (indifferenziata)
Indifferenziato – BIDONE grigio abiti assorbenti, pannolini, pannoloni bicchieri di plastica, posate e piatti di plastica carta plastificata, carta stagnola giocattoli, gomma ceramica, porcellana scarpe vasi in terracotta nastro adesivo cd, cassette sigarette lamette spugna spazzole e spazzolini
VERDE E RAMAGLIE ramaglie potature di alberi e siepi legate a fascina (max 1 fascina delle dimensioni del sacco) sfalci d'erba e fiori recisi piante (senza terra) residui vegetali da pulizia dell'orto No tronchi pallets
Ingombranti – da smaltire presso le isole ecologiche Nei vari comuni dovrebbe esserci un servizio gratuito di raccolta degli ingombranti
damigiane vetri di grandi dimensioni metalli mobili computer e periferiche elettrodomestici (frigo, lavatrice, lavastoviglie, cucina ecc.) impianti elettronici (videoregistratore, radio, dvd ecc.) inerti legno materassi e cuscini reti per letti televisori tossici e infiammabili:
Da smaltire DIRETTAMENTE AL CENTRO RACCOLTA batterie di auto e moto cassette di legno neon lampade a scarica oli vegetali e per autotrazione pneumatici polistirolo da imballaggi contenitori di acquaragia, antiruggine, diluenti, solventi, tinture, vernici acetone, antitarlo, antiparassitari, smacchiatori, triellina acidi, colle, coloranti, mastici, resine attive per depuratori diserbanti, erbicidi, insetticidi, pesticidi, topicidi e veleni in genere battericidi, Batterie e pile - PRESSO I NEGOZI tutti i tipi di batterie (ricaricabili e no, compresi i cellulari) Pile di tutti i tipi No batterie per auto e moto Medicinali - PRESSO FARMACIE- Contenitore bianco con croce rossa disinfettanti fiale per iniezioni, pastiglie, pomate, sciroppi, supposte No cosmetici tubetti dentifricio siringhe sacche per dialisi
Per aiutare a distinguere i materiali ci sono dei simboli. Quello fondamentale è il segno del riciclo, un triangolo costruito con tre frecce. All'interno si possono trovare dei numeri o lettere che identificano come segue certi materiali.
01PET Polietilentereftalato: plastica (bottiglie di bibite e acqua) 02 PE-HD (bassa densità) e 04 PE-LD (alta densità)Polietilene: plastica (sacchetti, cassette, tubi e giocattoli) 03 PVC Plivinilcloruro: plastica 05 PP Polipropilene: plastica 06 PS Polistirolo: plastica VE Vetro: lattina AL Alluminio: lattina ACC banda stagnata: lattine CA Cartone accoppiata ad altri materiali: carta PI materiali accoppiati: indifferenziato
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Costume e Società
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Da Vincenzo Andraous
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Mercoledì 14 Settembre 2011 13:46 |
Sassate dalle finestre, passanti presi di mira, automobili rigate, docenti passati al setaccio dai pugni, nell’ostentazione di una prepotenza che non conosce la vergogna della sanzione.
Bullismo, prevaricazione, violenza, è pratica fino all’ultimo giorno di scuola, come a voler significare che abbiamo iniziato l’anno scolastico male e lo abbiamo concluso anche peggio. E’ il caso di continuare a puntare il dito sui ragazzini delle elementari, delle medie inferiori e superiori, accusandoli di essere i dispensatori di sofferenze e dolori, indicandoli come i devastatori delle dimore del sapere?
E’ ancora il caso di avere nel mirino quelli che sono tenuti meno in considerazione dal sistema sociale, poi quando accade il botto eclatante, solo allora ne percepiamo il danno, ma come se non fossimo del tutto coscienti che è stato provocato da noi adulti, da noi educatori, da noi portatori di grandi parole e pochi comportamenti, refrattari a comprendere che volenti o nolenti ne paghiamo tutti le conseguenze. Sassate che arrivano dritte al cuore, ci vogliono dire qualcosa, ce lo gridano pure, ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Dentro una classe, vicino a una scuola, sotto casa, gli attori e le comparse si defilano, si sciolgono, si ricompongono. E’ una comunità educativa che non conosce la tattica, la strategia, è un agglomerato costantemente in difesa, che ogni tanto minaccia sconquassi, ma riduce la risposta autorevole, perché in credito di autorità, con l’urto e il fastidio di una nota, di una sospensione, di una bocciatura.
Riduce e ricuce la risposta da formulare come comunità pedagogica genitoriale, non riesce a immaginare lo scarto necessario per non difendere l’indifendibile, per non negare l’evidenza di una fragilità che abbisogna di aiuto, di sostegno, di altre capacità per venire fuori dalle sabbie mobili in cui si è cacciata la famiglia. Il Ministro Gelmini ha detto che “bisogna rilanciare un progetto educativo e nessuno si può chiamare fuori”, come a dire educare e collaborare è opera di tutti, impegno irrinunciabile di quella solidarietà sociale che tiene insieme valori di riferimento quali libertà e giustizia.
Il problema sta nel niente corposo che traveste di ordinario il quotidiano di tanti giovani, in quel nulla dalle tante maschere indossate a casaccio, il pericolo-pieno della violenza che lega insieme, e rimanda a una insoddisfazione malata dall’incapacità di parlare, di confrontrarsi, di comprendersi e comprendere l’altro. Vittime predestinate di un nomadismo dell’errore privo di uno sbocco, ripetuto sino alla nausea, straripa il dolore che non ce la fa più a rimanere pancia a terra, e sebbene da sempre si verifichino atteggiamenti- comportamenti aggressivi e poi violenti, occorre riprendere in mano il bandolo della matassa, bisogna rifarlo ogni volta che serve, non avere timore delle risposte che urtano alla nostra porta di genitori, è urgente chiederci: ma se non si diventa bulli, violenti, criminali all’improvviso, come è potuto accadere che nostro figlio…………………..
Un grande scrittore ci ha insegnato molto della buona vita da vivere: “chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”. Il mondo adulto, la famiglia, sarà bene si chieda quale valore consegnare alla correttezza e alla continuità di educare per riuscire davvero a crescere insieme.
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Costume e Società
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Da Giovanni D’Agata
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Martedì 06 Settembre 2011 15:40 |
Si iniettano silicone in quantità in centri estetici improvvisati pur di realizzare il proprio desiderio. Ma gli effetti sono devastanti.
Sono decine, ormai, purtroppo i casi segnalati negli States di uomini che cercano di realizzare il proprio desiderio di diventare donna, ma non avendo i soldi per farlo si prestano a pratiche improvvisate di pseudochirurgia estetica facendosi iniettare silicone in quantità industriali, sino a rischiare le conseguenze peggiori, tra cui la morte.
Il fenomeno riguarda ormai sempre più soggetti che non avendo un'assicurazione sanitaria o il denaro per pagare gli interventi chirurgici che possono costare fino a 70.000 dollari e che richiederebbero altrimenti processi lunghi e innumerevoli sedute, si rivolgono ai cosiddetti “pumper“ che sono soggetti che iniettano illegalmente il silicone per modificare il corpo. Si stendono su lettini da massaggio improvvisati, in piccole stanze dei sobborghi specie di New York, dopo aver pagato 1.200 dollari per quattro tazze di silicone iniettato nei fianchi e nei glutei - senza anestesia.
E così, dopo poco tempo le conseguenze sono quasi sempre disastrose per la salute ed il prezzo pagato per una gioia temporanea è troppo spesso troppo pesante. Col tempo, il silicone all’interno del corpo in molti casi ha cominciato a spostarsi e calcificarsi, causando una serie infinita di ricoveri anche in conseguenza delle pressochè ovvie infezioni scaturenti. Infine, se non sono deceduti, il loro corpo è rimasto segnato e deforme. La pelle delle natiche e delle gambe è scolorita, e pezzi di silicone indurito delle dimensioni anche di una pallina da golf rimangono appesi all‘interno del corpo. Per venire poi alle cifre, di quanti transgender abbiano adottato tali pratiche nella sola New York, si è arrivati a parlare di ben il 22% su una popolazione stimata in 12.500, secondo il dipartimento di salute dello stato americano.
Chiaramente per queste donne il desiderio di apparire più femminile è più forte dei rischi connessi anche perché come detto nella gran parte dei casi, non sono in grado di permettersi le costosissime operazioni per cambiare sesso, e il sistema di “pompaggio” del silicone può apparire una scorciatoia relativamente economica e facile. Tale sistema viene comunicato attraverso un “passaparola” e i “pumpers” operano in team, essendo soliti affittare camere d'albergo per iniettare il silicone a 10 o 20 donne alla volta.
Come detto, si tratta di pericolose e talvolta fatali, pratiche che utilizzano silicone sfuso che può spostarsi all’interno del corpo e causare deturpazione o significative cicatrici. Alcuni pumpers, senza il minimo scrupolo, iniettano al posto del silicone l'olio da cucina o quello industriale per auto e aerei, poiché quello per uso medico può essere difficile da reperire. Sebbene un certo numero di pumpers dicono di essere stati formati come infermieri, la maggior parte non hanno una formazione medica e non sono autorizzati a svolgere procedure chirurgiche, ha sostenuto il Dr. Paul R. Weiss, un chirurgo plastico e docente presso l'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University - e spesso operano in ambienti che non sono sterili, aumentando il rischio di infezioni.
Se il silicone viene iniettato nel flusso sanguigno per errore, può causare una lunga lista di gravi problemi medici, tra cui insufficienza respiratoria acuta, gravi disturbi autoimmuni o del tessuto connettivo, embolia polmonare e quindi morte. Vi è da dire, inoltre, che poiché si tratta di un vero e proprio mondo sotterraneo ed illegale quello di questi “laboratori clandestini di femminilità”, è impossibile sapere esattamente quante persone siano morte a causa di queste “operazioni“, anche se decessi sono stati segnalati in tutti gli Stati Uniti.
In Italia ed in Europa, non si hanno notizie di casi del genere, ma probabilmente questo è dovuto al fatto che ancor più che negli USA, il mondo dei transgender è ancora troppo nascosto e celato da troppi pregiudizi anche perché i diritti fondamentali di persone umane non sono quasi mai rispettati dagli altri cittadini né la legislazione italiana ha fatto alcun passo in avanti per la loro tutela che è sempre più necessaria anche in forma di assistenza sanitaria per chi sceglie volontariamente di realizzare il desiderio di modificare il proprio corpo, per evitare che ricorra a pratiche illegali e pericolose come quelle appena descritte.
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Costume e Società
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Da Alex Ricci
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Mercoledì 31 Agosto 2011 22:59 |
Studia medicina, psicologia e religione. Ristabilisce pace ed equilibrio alla mente e al corpo sperimentare il divino per costruire un mondo migliore.
Il Reiki è una pratica spirituale usata come forma terapeutica alternativa per il trattamento di stati fisici, emozionali e mentali. Il nome Reiki deriva dalla pronuncia di due ideogrammi giapponesi: Rei che significa energia universale, Ki che significa energia vitale individuale. Nelle lingue occidentali, il significato di Reiki è spesso definito come Energia Vitale Universale. Il sostantivo "Reiki" comunemente si riferisce indistintamente sia all'energia sia al metodo terapeutico che utilizza l'energia.
Il Reiki venne scoperto dal monaco buddhista dott. Mikao Usui. Mikao nacque il 15/08/1865 in un villaggio chiamato Tiniai, oggi Nagoya. Passò la sua vita a girare e a studiare come monaco itinerante. Solo da giovane studiò in un tempio buddhista kiko (la versione giapponese del Qi Gong) sul sacro monte Kurama a nord di Kyoto.
Il kiko è una disciplina volta al miglioramento della salute attraverso gesti lenti, meditazione, pratiche respiratorie e si usa l’energia ki (o energia vitale) comprendente metodi terapeutici che utilizzano l’imposizione delle mani. Prima di usare il kiko per scopi salutari, è necessario accumulare energia terapeutica per mezzo di appositi esercizi. Però facendo così si ha la tendenza ad esaurirsi, dal momento che da esso si può attingere alla propria energia personale.
Quindi il giovane Usui si chiese se esisteva un sistema di cura tale da non richiedere un accumulo diciamo preventivo di energia terapeutica con il conseguente esaurimento finale. Usui viaggiò per il mondo, Cina, Giappone, Europa alla ricerca della conoscenza e studiò varie materie tra le quali medicina, psicologia, religione, sviluppo personale. Avendo qualche conoscenza di Buddhismo, egli decise di farsi monaco buddhista, concentrandosi sulla pratica devozionale ed esercitandosi intensamente.
Tornò sul monte Kurama dove aveva studiato da ragazzo e si ritirò in solitudine x 21 giorni, digiunando, recitando mantra, pregando e meditando Solo nel marzo del 1922, verso la fine del suo ritiro, una grande e intesa luce spirituale gli penetrò nella sommità della testa, provocando un satori (esperienza illuminante): questa luce era l’energia di Reiki che lo pervadeva sottoforma di armonizzazione.
La sua consapevolezza ne fu enormemente ampliata, ed egli si rese conto di aver ricevuto uno straordinario potere. Seppe così che avrebbe potuto aiutare gli altri senza che la sua energia ne risentisse. In qualche occasione, è possibile che abbia meditato in piedi sotto una cascatella artificiale, lasciando che l’acqua gli si scivolasse sulla testa: questo è un metodo tuttora praticato sul monte che ha lo scopo di purificare e aprire il chakra della corona.
Usui non voleva che il Reiki costituisse una pratica esclusiva di un unico gruppo ristretto né che fosse controllato o limitato in tal modo. Desiderava invece che venisse reso disponibile a tutti e diffuso ovunque, nella convinzione assoluta che chiunque potesse, attraverso Esso, sperimentare il Divino e che, quindi, la gente sarebbe stata più incline a lavorare insieme per costruire un mondo migliore.
Le sue conoscenze di monaco buddhista, concentrandosi sulla pratica devozionale ed esercitandosi intensamente, lo aiutarono nel perfezionamento del metodo. All’inizio Usui provò il Reiki su sé stesso, poi sui suoi famigliari. Fondò un’associazione con fini terapeutici nel 1922 a Tokyo la “Usui Reiki Ryoho Gakkai” (società terapeutica Usui del Reiki).
Aprì una clinica in Harajuku, Aoyama, vicino al santuario Meiji nel centro di Tokyo e cominciò a tenere corsi e a fornire trattamenti Reiki. Quindi continuò a insegnare e praticare Reiki nella clinica di Tokyo, ma tutta questa pace fu scombussolata da un violentissimo terremoto nel 1923, uno dei terremoti più devastanti che colpì il Giappone. Morirono oltre 140.000 persone, migliaia di case crollarono e molti palazzi si incendiarono.
Migliaia di persone rimasero senza un tetto, subirono lesioni o divennero fisicamente inabili. La richiesta di trattamenti si fece enorme e Usui lavorò giorno e notte per aiutare quanta gente possibile. L’energia che uno ha all’interno del proprio corpo si chiama Prana, infatti chi da la propria energia per darla agli altri si chiama pranoterapeuta. Il reikista canalizza questa Energia Universale e la dona per gli altri ma anche per sé. Diciamo che il reikista è come un tubo dell’acqua, anziché scorrere acqua scorre energia, non propria ma Universale, che noi chiamiamo Reiki.
La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Le emozioni positive come il buon umore, l'amore e la felicità sono qualità energetiche molto pure. Quando vengono provate queste emozioni, si sta generando energia positiva.
Le emozioni negative come la preoccupazione, la paura, l'avversione, la rabbia, l'avidità, la bramosia, l'invidia sono energie molto dense e pesanti che richiedono grandi quantitativi di energia e di lavoro per circolare e sostenersi. Ecco dove il Reiki inizia ad agire. Comincia ristabilendo la pace e l'equilibrio nella mente e nel corpo. Stimola il corpo a iniziare un vero e proprio processo di guarigione a tutti i livelli fisico, mentale, energetico. I 5 principi del Reiki, fondati dal maestro, sono stati creati come essenziali per la vita di chi pratica Reiki in primis. Sono chiavi o strategie da seguire nella vita anche da usare come “cura preventiva”:
• Solo per oggi non mi arrabbio • Solo per oggi non mi preoccupo • Onoro i genitori, i maestri e gli anziani • Mi guadagno da vivere onestamente • Rispetto tutti gli esseri viventi
Nel 1925 aprì una clinica di trattamenti Reiki molto grande a Nakano, Tokyo e cominciò a viaggiare per tutto il Giappone allo scopo di diffondere il Reiki. Formò più di 2000 allievi in quel periodo e formò 16 insegnanti. Grazie all’aiuto che forniva, il governo gli diede il premio Kun San To per i meriti e i servigi resi agli altri. Il 9 marzo 1926 Usui morì in seguito ad un attacco cardiaco che lo colpì mentre insegnava a Fukuyama.
Venne sepolto nel tempio Saihoji di Suginami-Ku, a Tokyo. I suoi discepoli posero presso la tomba una grande lapide commemorativa, che c’è tutt’ora, con una meravigliosa iscrizione che narra la vita e le opere del maestro.
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