Giornale Periodico di Arte Cultura Spettacolo e Attualità   Reg. al Tribunale di La Spezia n.° 3 del 07/06/10     ROC 20453     P.I. 01219600119
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Costume e Società
Tra due fuochi PDF Stampa E-mail
Costume e Società
Da Franco Previte   
Sabato 26 Gennaio 2013 12:10

L'interpretazione di un momento molto cruciale per l'Italia.


Le elezioni politiche anticipate e lo scioglimento del Parlamento ha prodotto la sospensione di ogni attività legislativa, dando origine a nuovi movimenti, formazioni e Partiti politici, stante i molti simboli presentati al Viminale, i quali non sono altro che gruppi di potere, ( in aperta simbiosi di quanto pensava il Presidente Andreotti “ il potere logora chi non ce l’ha” !), quando un sano bipolarismo si rende necessario per garantire una solida governabilità, in assoluta democrazia .

Non è fare politica, ( ne siamo molto lontani, comunque, cittadini !), ma constatazione del fatto incontrovertibile che fin’oggi è accertato che l’Italia necessita di una Politica incarnata in soli due grandi schieramenti che originano un Governo stabile e quando la governabilità diventa “impossibile”, si deve avere la possibilità di ricorrere all’altro schieramento, come vige in quasi tutte le democrazie !

Non si può con un dito oscurare il sole, vale dire non si può andare avanti con il sistema adottato fin oggi, occorre quella legge elettorale che non è stato possibile adottare ! Non bisogna dimenticare che altissimo è stato il contributo offerto sul piano culturale e giuridico dai cattolici per una corretta definizione dei rapporti sociali dopo la guerra 1940/1945 in un atto, la Costituzione, di pacificazione dettato dall’esigenza di non introdurre motivi di conflittualità nel difficile momento della ricostruzione, ma si può e si deve riformare una parte della Costituzione.

Ora in un momento dominato dalla sfiducia, di accertata criticità, di incertezza, dove i toni di una campagna elettorale si fanno sempre più aspri e privi di valori morali, onesti, autentici e chiari, dove si è chiuso un “ciclo politico” che ha portato pochi traguardi significativi e si apre un “nuovo scenario”, non quello simile al camaleonte, ( adottato anche con la scusa di essere cristiani ) che tende ad avere i colori diversi a secondo delle condizioni, è anche compito dei cattolici, quali cittadini, di difendere i valori morali non negoziabili per ri-dare alle necessità della gente quella sovranità, ordinamento originario e sovrano, che appartiene al popolo onde rimuovere i vari problemi fin’oggi totalmente trascurati .

Molti si domandano : ma il bene comune, parola “magica” molto usata ( e strausata ! ) in questi nostri tempi, è un valore di natura umana, un vantaggio della collettività, della civiltà, una forza interiore che si manifesta e “spinge” la coscienza del singolo uomo verso un benessere ? Il nostro Paese è costantemente “preso” nella litigiosità politica con scambi di accuse senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze od esigenze sociali siano degne di essere ritenute tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso e del “ Palazzo ”.

La tecnica moderna ha inserito nella vita di ciascuno di noi tempi molto frettolosi, determinando una “circolazione culturale e sociale” intensa e nervosa nelle n/s città e nei n/s paesi, dove i giovani sono troppo nervosi, depressi, scontenti, dove ora anche adolescenti uccidono o vengono uccisi per un nonnulla, dove insistono anziani incompresi ed abbandonati, dove l’omicidio o il suicidio in famiglia è “moda”, dove neonati vengono lasciati sulle strade o nei cassonetti della spazzatura, dove nuclei familiari continuano in una corsa spasmodica alla ricerca di qualche “cosa”, dove gli stupri sono molto ricorrenti, dove la immoralità è diffusa, dove “vivono” famiglie strapiene di ansia, frustrazioni, stress, dove brulicano depressione ed altri problemi.

Questo è, purtroppo, il mondo che in parte riscontriamo quotidianamente, mentre “fuori le mura domestiche” impera il consumismo, l’edonismo, il materialismo, l’erotismo sfrenato, il relativismo veramente abominevole e via dicendo, ”qualità e quantità” che concorrono verso un superficialismo esteriore, libero, ma  troppo effimero. La democrazia, governo di popolo, è tale quando svolge le sue funzioni, quando vengono eliminate quelle reali disparità che rendono efficiente il diritto positivo,”fuori” da quelle esteriorità, da quel “mondo”, in parole povere in libertà e non in libertinaggio !

Ma a quante sopraffazioni assistiamo increduli, sbigottiti, esterrefatti, quante truffe, quante beffe, quante furbizie legali sono in atto ed in netto contrasto con quei principi etici che hanno sempre regolato la nostra vita, mentre impera corruzione, concussione ed ogni “reato”, effetti che si riverberano in tutti gli elementi dell’ordinamento giuridico con impulsi quasi repressivi nel campo della socialità .

Il mondo civile, della sofferenza e quello cattolico è tra due fuochi ! Bisogna finirla con questi atteggiamenti ! E’ necessario, opportuno, augurabile uscirne fuori ! Nell‘Anno della Fede Benedetto XVI° ha fatto un accorato appello ed un monito da non dimenticare “essere cristiani significa amare la vita, la natura, ma soprattutto amare il prossimo, in particolare le persone in difficoltà “ ( Palazzo Apostolico indirizzo di omaggio alla Delegazione di atleti olimpionici e paralimpionici 17 dicembre 2012) .

E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

 

 
Lavoro, per 6 giovani su 10 la laurea non basta PDF Stampa E-mail
Costume e Società
Da Redazione   
Mercoledì 23 Gennaio 2013 19:51

Per i giovani laureati e studenti in carriera referenze ed esperienza valgono più di un titolo di studio per trovare lavoro.


Turnover bloccati e imprese che non assumono sono le difficoltà che incontrano il 25% dei giovani italiani che alle aziende chiedono più meritocrazia e integrazione nei progetti aziendali. è quanto emerge da una ricerca condotta dal Gruppo Sanpellegrino in occasione del Premio di Laurea Sanpellegrino Campus. Scarsa propensione delle aziende ad assumere (26%), turnover bloccati (25%), poca esperienza maturata (16%). Queste le difficoltà maggiori individuate dai giovani italiani, laureati e ancora in corso di studio, nell’entrare nel mercato del lavoro e per ben il 56% di loro neanche la laurea da sola basta a trovare un impiego.

Nonostante questo solo il 22% dei laureati e il 26% degli studenti lascerebbero l’Italia per andare all’estero. L’obiettivo futuro è la piena realizzazione professionale per un laureato su 4 (26%), mentre uno studente su 3 (31%) sogna di entrare a far parte di una grossa azienda o di un gruppo internazionale. Tuttavia ciò che manca, secondo i sondati, è un ponte che metta in comunicazione giovani e imprese (16%) e forme contrattuali che si trasformino in assunzione (16%). E alle aziende un ragazzo su 3 (30%) chiede più meritocrazia e integrazione nei progetti aziendali (15%).

è quanto emerge da una ricerca promossa dal Gruppo Sanpellegrino in occasione del Premio di Laurea Sanpellegrino Campus (http://www.sanpellegrino-corporate.it/campus.aspx), attraverso un sondaggio online in collaborazione con Tesionline nel mese di dicembre 2012, su 11.011 tra laureati e studenti universitari italiani, per capire quali sono i problemi, i bisogni e le aspettative nei confronti del mondo del lavoro e delle aziende.

Quali difficoltà impediscono di trovare un posto di lavoro in Italia? Il 25% dei giovani imputa la mancanza di lavoro ai turnover bloccati, percezione che sale ancora di più tra gli universitari (31%). Il 36% dei laureati invece indica le difficoltà maggiori nei costi del lavoro troppo elevati (12%), poca attitudine al rischio e all’innovazione (12%) e al mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro (12%). E ben un giovane su 4 (26%) afferma che la difficoltà maggiore ad entrare nel mercato del lavoro è dovuta alla scarsa propensione delle aziende ad assumere, percezione che sale tra gli universitari (34%).

Lasceresti l’Italia per andare all’estero? Malgrado tutte queste difficoltà, solo il 24% dei giovani andrebbe all’estero. Il 16% dei laureati vorrebbe restare in Italia per affermarsi e trovare un futuro in quello che sentono come il loro Paese, mentre 2 studenti su 10 (20%) sono scettici e ritengono che all’estero la situazione non sia molto diversa da quella italiana. Senz’altro ciò che spingerebbe a trovare un’occupazione fuori dall’Italia è la sfiducia nelle possibilità di crescita del Paese, sensazione più alta nei giovani universitari (21%), e l’idea che al di fuori dei confini italiani ci siano criteri meritocratici più certi e trasparenza negli avanzamenti di carriera, convinzione più forte nei laureati (19%).

Quali sono i principali problemi che sorgono nel rapporto giovani e aziende? Per il 22% dei laureati la difficoltà maggiore è strutturale al sistema economico italiano che non riesce più ad assorbire forza lavoro con istruzione elevata. Gli studenti accusano di non vedersi riconosciuta l’esperienza maturata durante i frequenti cambi di lavoro (20%), lamentano l’inadeguatezza dei processi formativi (18%), la mancanza di un ponte che li metta in comunicazione con le imprese (18%) e l’esistenza di formule contrattuali che non sempre portano all’assunzione (18%).

E a far incontrare aziende e giovani dovrebbero essere, secondo questi ultimi, principalmente le Istituzioni (31%), ovvero Stato ed enti locali. I laureati vorrebbero inoltre un’azione più incisiva delle Università (19%) mentre uno studente su 3 (29%) si aspetta di più dalle strutture di coordinamento tra domanda e offerta di lavoro. Ma a fare un passo verso i giovani, secondo il 14% di loro, dovrebbero essere inoltre le stesse aziende.

Ma in che modo le aziende possono sostenere le giovani risorse? Ben il 45% dei sondati vorrebbe che le aziende premiassero di più il merito, bisogno più forte negli studenti (39%), e facilitassero l’integrazione attiva delle risorse nei progetti aziendali, condizione invece molto sentita dai neo laureati (19%). Il 15% chiede alle aziende invece di attivare e investire in percorsi di formazione più incisivi, mentre il 14% crede che le imprese debbano dare una mano ai giovani soprattutto a livello di welfare aziendale, proprio per rispondere ad alcuni bisogni pratici che altrimenti impedirebbero alle risorse di lavorare attivamente.

Tuttavia ben 1 laureato su 3 (33%) e il 37% degli studenti non riescono a vedersi da qui a 10 anni, soprattutto perché il contesto attuale impedisce di fare programmi a lungo termine. Solo il 9% dei laureati e il 6% degli universitari si vedono pienamente realizzati, anche se prevale un senso di sfiducia: il15% dei sondati pensa che fra dieci anni non sarà in Italia; il 9% immagina che si troverà a fare un lavoro diverso per il quale ha studiato e investito tempo e denaro; un altro 9% dichiara che il futuro ridimensionerà sogni e ambizioni di oggi; infine il 7% pensa che non riuscirà a costruire una famiglia per via della precarietà lavorativa.

 

 
"Caregivers": nel mondo ci sono 52 milioni di colf e badanti PDF Stampa E-mail
Costume e Società
Da Giovanni D’Agata   
Giovedì 17 Gennaio 2013 18:56

La necessità di far fronte alla crisi porta sempre più italiane a fare le colf, le baby sitter e le badanti.


Sono 52,6 milioni i lavoratori domestici, come colf e badanti, stimati in tutto il mondo, per l'83% donne. Lo dice uno studio dell'Organizzazione internazionale del lavoro in un rapporto pubblicato oggi a Ginevra. Oltre la metà non è protetto da alcun limite alla durata dell'orario di lavoro settimanale secondo la legislazione nazionale e circa il 45% non ha diritto a periodi di riposo settimanale. Inoltre, poco più della metà dei lavoratori domestici ha diritto a uno stipendio minimo equivalente a quello degli altri lavoratori. E tra le donne, oltre un terzo non ha protezione della maternità. Tra il 1995 e il 2010 i lavoratori domestici nel mondo sono aumentati di 19 milioni. Il lavoro domestico rappresenta il 7,5% dell'occupazione femminile dipendente nel mondo.

Le ore lavorate superano la media di 66 ore a settimana in Malaysia e si situano tra 60 e 65 ore in Qatar, Namibia, Tanzania e Arabia Saudita. Gli orari dei lavoratori domestici sono tra i più lunghi ed i più imprevedibili di tutte le categorie di lavoratori", viene sottolineato. Sulla base delle statistiche ufficiali di 117 paesi e territori, il rapporto dell'Ilo giunge alla nuova stima di 52,6 milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo nel 2010. Il dato è in aumento appunto di 19 milioni di persone dal 1995, quando erano 33,2 milioni, afferma l'Ilo sottolineando che si tratta di "stime prudenti che probabilmente sottostimano la reale portata del lavoro domestico". Dai dati sono inoltre esclusi i lavoratori domestici sotto i 15 anni (circa 7,4 milioni secondo una stima del 2008).

Il rapporto indica, quindi, che solo il 10% dei lavoratori domestici (5,3 milioni) è disciplinato dalla normativa generale del lavoro al pari di altri lavoratori mentre più di un quarto (29,9% o circa 15,7 milioni) è completamente escluso dal campo di applicazione delle leggi nazionali del lavoro. Tra questi due estremi, esistono regimi intermedi. Diversi Paesi dell'America latina e dei Caraibi, dell'Africa e del mondo industrializzato hanno esteso ai lavoratori domestici le protezioni minime previste per altri lavoratori, ma molto resta da fare, soprattutto in Medio Oriente e in Asia.

In Italia su un totale un totale di 651.911, 133.431 sono italiani (uomini e donne, le donne costituiscono però la stragrande maggioranza). L'Inps attesta che dal 2008 ad oggi colf e badanti di nazionalità italiana sono aumentate del 20%. Nel 2° trimestre 2012, secondo l'Istat, le occupate italiane nel Sud sono cresciute di 61 mila unità, di cui 50 mila con marito rimasto senza lavoro. Molte sono disposte anche a recarsi a svolgere questi lavori all'estero, dove c'è mercato. Senza contare il sommerso che, secondo Eures, la rete europea dei servizi per l'impiego, in questo settore, rappresenterebbe 6 lavoratori su 10.

Sono questi i dati sorprendenti che la crisi economica fa emergere: delle vere e proprie inversioni di tendenza nel mercato del lavoro. Il mercato dei "caregivers", i servizi alla persona, non conosce crisi e sempre più esponenti del gentil sesso, ma anche uomini, ne approfittano, disposti anche a cambiare città e, perfino, Nazione. Con la crisi molti gli italiani pronti a fare le valigie e a vivere in famiglia anche all'estero pur di lavorare anche perchè oltreconfine il personale domestico qualificato proveniente dal nostro Paese è sempre più  richiesto.

 

 
Dal riciclo della plastica un risparmio di 72 miliardi di euro all’anno PDF Stampa E-mail
Costume e Società
Da Redazione   
Martedì 15 Gennaio 2013 23:58

E’ quanto riporta In a Bottle, in un articolo che analizza il valore economico del riciclo della plastica.


A tanto ammonta la stima della Commissione Europea se solo i 27 Paesi dell’Unione seguissero e applicassero correttamente le normative comunitarie. Non solo: l’intero settore incrementerebbe il proprio fatturato di 42 miliardi di euro all’anno, creando 400mila posti di lavoro entro il 2020. Numeri che sottolineano l’importanza del riciclo

Il futuro è trasformare il rifiuto in risorsa per riportare in vita materiali già usati e recuperarli per impiegarli nuovamente. Questi gli obiettivi che sono emersi nel Convegno “Plastica e riciclo dei materiali: un’altra via è possibile”, promosso da Eurispes e Federazione Green Economy in collaborazione con il Consorzio PoliEco.

I dati sul nostro Paese non sono dei più rosei. La Banca Mondiale fa sapere che a livello globale, nei prossimi 15 anni, la produzione dei rifiuti è destinata a raddoppiare. In Italia non riesce a ingranare quel meccanismo virtuoso che le permetterebbe di staccarsi dagli ultimi posti in classifica sulla gestione dei rifiuti: la Commissione Europea, infatti, ha posizionato il nostro Paese al 20° posto sulle 27 nazioni comunitarie.
Situazione che potrebbe provocare la perdita degli ingenti finanziamenti europei, tra il 2014 e il 2020, destinati ai Paesi che investono sul recupero e sul riciclo. Inoltre sempre secondo la Commissione Europea, se i 27 paesi dell'Unione si adeguassero alle normative comunitarie si potrebbero risparmiare 72 miliardi di euro l'anno. Il settore della gestione rifiuti e del riciclo incrementerebbe il proprio fatturato di 42 miliardi di euro l'anno, creando 400.000 posti di lavoro entro 2020.

Spiega Enrico Bobbio, Presidente del Consorzio PolieCo: “Il riciclo è la via concreta per una reale green economy, concetto che purtroppo spesso è stato usato impropriamente. I materiali, infatti, consentono una crescita occupazionale superiore di quasi 10 volte a quella prodotta dalle discariche o dall'incenerimento''.

Il problema fondamentale da affrontare è quello di individuare un percorso sostenibile, con l'ausilio di opportuni interventi normativi, attraverso il quale il ''rifiuto'' sia concretamente dissociato dal valore negativo che gli viene comunemente attribuito per assumere una connotazione del tutto diversa: quella di potenziale ''risorsa''. In tema di riciclo, la Direttiva 2008/98/CE e la strategia ''Europa 2020'' hanno incoraggiato la gestione integrata dei rifiuti per avvicinare l'Unione Europea alla cosiddetta. ''società del riciclo''.

Tale intervento normativo, nel favorire la realizzazione di una rivoluzione culturale a favore dell'ambiente, ha individuato nel riciclo migliore strumento di separazione e recupero dei materiali. I rifiuti devono essere progettati per il riuso ed il riciclo, in modo da tornare allo status di fine vita risorse, ri-entrare nel ciclo produttivo per la realizzazione di nuovi prodotti. Alla base di questa logica c'è quindi una concezione di ''economia circolare'' in grado di minimizzare gli sprechi ed ottimizzare i rifiuti all'interno di un unico fusso continuo: quello delle risorse.

 

 
Sulla scia del rex PDF Stampa E-mail
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Costume e Società
Da Marinella Chiorino   
Mercoledì 09 Gennaio 2013 19:30

Un'innovativa giacca da crociera.


Sulla scia del rexLardini, per festeggiare l'ottantesimo anniversario del primo viaggio effettuato dal mitico transatlantico italiano, ha creato la SPONGE JACKET: "La prima dinner jacket in spugna sfoderata con rever e bottoni in raso di seta. Il modello è declinato in tre varianti: doppiopetto sei bottoni, monopetto con punte a lancia e tre bottoni, monopetto due bottoni con profili di gros-grain a contrasto. Il tutto in uno speciale tessuto con lavorazione a navetta per un effetto 'ammagliato' nel quale il cotone si rigonfia come la spugna".

Di giorno, a bordo piscina, si sposa a parei e bermuda; la sera, a cena con il comandante, si abbina a pantaloni da smoking con la banda di raso istituzionale ma in cordoncino marinaro blu. Impreziosita e personalizzata dalla data di consegna ricamata al suo interno la Sponge Jacket non può mancare nel guardaroba di un dandy giramondo!

Comunque Lardini, Azienda leader nell'abbigliamento maschile più esclusivo, per la primavera estate 2013 ha tante altre proposte come la GIACCA ARCHISOFT che unisce la vestibilità e la morbidezza della linea Soft (completamente sfoderata) ai particolari della linea Archivio (rever leggermente più ampio e spalla strutturata) e presenta, alla cucitura del taschino, una sottile apertura portaocchiali!

E poi tanti capospalla con tessuti naturali da un lato e e tessuti idrorepellenti dall'altro. Essi hanno una doppia funzione che ne permette l'utilizzo in condizioni climatiche diverse. Inoltre la loro adattabilità e leggerezza diminuisce gli ingombri nelle valigie, nelle scatole di spedizione, nei negozi e nei magazzini.

La progettazione dei capi si focalizza sul risparmio di materie prime e di energia utilizzate per creare un unico capo con più funzioni tenendo conto del processo produttivo e di spedizione. I capi vengono infatti consegnati pirgati all'interno di una busta in tessuto permettendo la diminuzione di inquinamento e ingombri nei vari spostamenti. Da questa stagione il trasporto sarà un tema ancor più rilevante perché ha inizio la vendita on-line, primo importante passo dell'Azienda verso i nuovi canali di distribuzione!

L'intera collezione è stata presentata nel prestigioso showroom di via Della Spiga 48 a Milano. Prestigioso e sontuoso anche il catering "Salvia & Cannella" curato da Crla e Nathalie!

Info
www.lardini.it

 

 
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