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Una vittoria della democrazia

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Scritto da Ufficio Stampa   
Lunedì 13 Giugno 2011 23:50

La volontà popolare ora va rispettata. L’acqua è un bene che appartiene a tutti, nucleare, sviluppare subito altre fonti energetiche alternative.


Una vittoria della democraziaIl presidente della Cia Giuseppe Politi giudica positiva l’indicazione venuta dalle urne. La risorsa idrica è pubblica: non è una merce e non appartiene ai mercati, ma rappresenta un diritto dei cittadini. Indispensabile l’istituzione di un’Autorità nazionale. Sulle rinnovabili, a cominciare dalle biomasse, l’agricoltura può giocare un ruolo di primaria importanza.

“E’ stata una vittoria della democrazia. La volontà popolare ora va rispettata. L’acqua è un bene prezioso e il suo accesso va garantito a tutti. E’ un diritto fondamentale e inalienabile. E’ una risorsa pubblica che va restituita alla gestione collettiva e conservata per le future generazioni. Quanto al futuro energetico del nostro Paese, è indispensabile sviluppare fonti alternative come quelle rinnovabili, a cui l’agricoltura può dare un fattivo contributo”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sull’esito dei referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

“Come Cia -ha aggiunto Politi- avevamo lanciato un chiaro invito a partecipare alla consultazione referendaria che rappresenta un momento di libertà individuale e di impegno sociale e civile. Insomma, un eccezionale strumento democratico e di grande coinvolgimento popolare”.

“Le questioni poste dai referendum -ha evidenziato il presidente della Cia- riguardano, del resto, problemi di rilevanza per la nostra società e investono non solo aspetti economici, ma anche etici e scientifici non certo marginali. Andare alle urne è, quindi, un atto di civiltà e di democrazia. E lo è ancora di più quando si è chiamati a esprimere un proprio parere su materie complesse e delicate come acqua e nucleare, che riguardano da vicino tutti i cittadini”.

“Abbiamo sempre ripetuto che il bene acqua non è una merce e non appartiene ai mercati, ma ai cittadini che devono farsene carico in maniera responsabile e solidale. L’acqua -ha continuato Politi- è l’autentico motore dello sviluppo sostenibile e, soprattutto per l’agricoltura, rappresenta un elemento di primaria importanza. Senza l’acqua non c’è agricoltura. E senza l’agricoltura non c’è vita. Per questo motivo abbiamo sottolineato che, davanti ai problemi idrici del nostro Paese, è sempre più indispensabile l’istituzione di un’Autorità nazionale delle acque. Obiettivo primario quello di ristrutturare e ammodernare il sistema idrico, così da eliminare tutte quelle perdite nella rete di adduzione e di distribuzione che provocano un’enorme dispersione della risorsa acqua, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Il voto del  referendum può adesso aprire una fase nuova”.

“Per quanto concerne, invece, il nucleare, ribadiamo che quella dell’atomo non è l’unica energia possibile. Ci sono altre fonti alternative da sviluppare, alle quali proprio l’agricoltura può dare un notevole contributo, come nel caso delle biomasse, del fotovoltaico, dell’eolico. E quella da biomasse -ha rilevato il presidente della Cia- è un’energia a emissioni zero, ma anche economicamente competitiva. Un’opportunità importante anche per le aziende agricole che producono continuamente materia prima per l’industria di conversione energetica”.

“Il pronunciamento dei cittadini nei referendum -ha concluso Politi- deve essere accolto, quindi, come un preciso invito a sviluppare da subito tutte quelle fonti energetiche rinnovabili ‘verdi’ che rappresentano la miglior strada percorribile, quella più sicura ed economicamente valida”.

 

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